A ventiquattro ore dalla partenza della nave da crociera Sea Dream dal porto di Chioggia alla volta di Venezia, l'amministratore unico di Chioggia Terminal Crociere Giuseppe Fedalto ne ha per tutti. Per il Comune, «in altre faccende affaccendato» (leggi: campagna elettorale) lungo l'ultimo anno, circostanza che avrebbe impedito l'adozione di provvedimenti necessari ad ampliare il numero e la portata delle navi passeggeri in città. Per la Capitaneria di Porto, che a volte concederebbe il nulla osta solo 12 ore prima dell'arrivo delle navi. Ma anche per i negozi del centro storico, molti dei quali sono rimasti tradizionalmente chiusi di lunedì mattina, nonostante lo sbarco di oltre un centinaio di turisti dalla Sea Dream, dopo l'invito rivolto alle associazioni di categoria per un'accoglienza a porte aperte. «I chioggiotti non si dannano né stracciano le vesti per dare una mano alla crocieristica», afferma Fedalto: e chissà come ci staranno, a leggere che il rappresentante della CTC giudica legittimo il deposito gpl in via di costruzione a punta Colombi. «Se qualcuno pensa non lo sia, provveda agli atti dovuti», taglia corto Fedalto. Che aggiunge un carico da undici: «L'autorità portuale di Chioggia giovedì scorso ha autorizzato la società San Marco Petroli a iniziare i lavori in una zona centrale del porto di Marghera, per la realizzazione di un grande impianto di gas naturale liquido, cinquanta volte maggiore rispetto a quello di Chioggia, che prevede l'arrivo di navi gasiere per il rifornimento. Lo ha fatto con cognizione di causa, io stesso ho votato per il sì. E se consideriamo valido quello, a maggior ragione lo è anche il deposito di Chioggia». Magari i residenti delle zone limitrofe e, chissà, anche i passeggeri delle navi da crociera la pensano diversamente.
Tornando a queste ultime, Fedalto giura di non attaccare nessuno ma di raccontare solo i fatti per come sono: «Senza gli atti di competenza del Comune, la Chioggia Terminal Crociere non può andare da nessuna parte. Ci sono un paio di problemi da risolvere, relativi al piano regolatore generale per il Porto, compresa l'isola Saloni. Temi che investono anche la Capitaneria, derivanti dall'interpretazione e dalle modifiche al piano portuale. Serve una delibera di giunta, dopo che per un anno non c'è stata attività in seno a CTC propedeutica a organizzare l'arrivo di più navi, in corrispondenza delle more decisionali in Comune». Fedalto ha parlato con il sindaco Ferro in occasione dell'assemblea CTC: «Noi siamo nel limbo del rischio d'impresa, non possiamo andare oltre a questo, altrimenti da rischio diventa pericolo». Il programma biennale per l'arrivo delle navi nel 2017 e 2018 si sta decidendo in questi mesi: «Se potessimo, ne farei arrivare di più», dice Fedalto. «Ma dobbiamo saperlo prima, perché se la Capitaneria dice di no quando la nave sta già arrivando in zona, la rimando indietro?». E certo i 110 ospiti della Sea Dream si sarebbero aspettati di poter fare compere in città, ieri mattina, magari di prodotti tipici e oggetti d'artigianato: «Ma interessa o no ai chioggiotti il traffico delle crociere?», si chiede retoricamente l'amministratore unico della società che ne organizza l'approdo in loco.


