«Qui approdano a piazzetta Vigo, questa piccola ma non poco bella piazza San Marco, i magnifici lupi di mare, i migliori marinai e pescatori del mare Adriatico, da Zara ad Ancona e Trieste, al bell'armonioso ponte, il Rialto di Chioggia, dove si asciugano le reti, sulla larga e assolata piazza, aperta verso il porto, dove sulla sommità della solitaria colonna del 1786 il leone di San Marco è in agguato sul mare e il porto. Bellissima giornata, paron Toni, galantuomo com'è andata la pesca nelle chiare notti primaverili? Ho forse le allucinazioni, non è questo il modo di parlare originale di paron Fortunato, non è questo l'eretto, fiero portamento di Titta Nane, il gagliardo, l'audace sguardo del giovane Beppo? Certamente sì, sono loro, tutti temerari, puliti, allegri ragazzi. Quando si vedono questi, si capisce la storia di Chioggia, che non è poi così grandiosa, ma non per questo meno eroica di quella di Venezia. (...) Questa è ancora la vecchia Chioggia del giovane Goldoni».
(Ludwig Mathar, "Primavera", 1929)

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