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lunedì 4 maggio 2026

CROCIERISTICA - SERVONO INVESTIMENTI

Chioggia - 3 maggio 2026

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Ieri è ripartita verso la meta successiva la seconda crociera giunta a Chioggia in questa stagione, crociera oceanica - ricordiamo che a Chioggia arrivano anche un buon numero di crociere fluviali.

Sempre della Viking, ad approvare è stata la Saturn. Il sindaco è felice degli arrivi, far giungere le crociere è stata una sua precisa volontà dall'inizio del mandato. Un settore turistico che prima Chioggia non aveva e che ha preso il via quando a Venezia sono stati imposti limiti per gli arrivi.


È stato necessario creare porti diffusi e Chioggia era disponibile, ricordiamolo ancora una volta grazie alla lungimiranza di ASPO - Azienda Speciale Porto Chioggia e di chi ne era alla guida, il comandante Oscar Nalesso. Quello che ci si chiede è quali siano le criticità per i residenti dovute alla presenza delle navi alla Marittima ai Saloni. C’è chi in Tombola e Calle San Domenico lamenta la perdita del segnale televisivo, chi si lamenta del fumo che esce continuamente dal camino della nave - che comunque deve rispettare precise e ferree norme per la tutela dell’ambiente lagunare, come di tutti gli altri ambienti dove le navi approdano -.



C’è chi lamenta la mancanza di servizi igienici per tutte le persone che arrivano in centro - e ricordiamo che i servizi igienici ci sono, sono segnalati e le guide turistiche dovrebbero essere in grado di indicarli ai turisti che accompagnano. Certamente alcune attività e alcuni negozi possono beneficiare dell’arrivo dei crocieristi. Chioggia guadagna anche in visibilità, soprattutto sul piano internazionale. Ma la domanda resta: quanto rimane davvero alla città?

Nel turismo tradizionale i dati sono più chiari: si conoscono arrivi, presenze, giornate di permanenza e incassi della tassa di soggiorno, che dovrebbe essere reinvestita in servizi e accoglienza. Sul fronte crocieristico, invece, sappiamo quante persone sbarcano, ma non è ancora chiaro quale sia il beneficio economico effettivo per la città e per i cittadini.

È un dato importante, che andrebbe reso pubblico con la stessa trasparenza con cui il settore turistico presenta i bilanci di fine stagione.

Lo scalo di Chioggia, per consolidare la propria vocazione crocieristica, ha bisogno di interventi operativi e strutturali. L’Autorità di sistema ha proposto un progetto di waterfront da 90 milioni di euro. Proprio per questo serve una valutazione chiara: un investimento di questa portata è sostenibile rispetto al ritorno economico generato dalle crociere? E può davvero essere considerato lungimirante nel lungo periodo?

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