Chioggia - 30 aprile 2026- testo di Giuseppe Penzo (Pino Penzo)
Giovedì 30 aprile, nel teatro del monastero di Santa Caterina, la musica è tornata a occupare uno spazio che per molti, prima ancora che luogo culturale, è stato parte della propria vita.
Protagonista della serata il giovane violinista Riccardo Penzo, che ha affrontato la prova del violino solo con un programma essenziale e rigoroso: Johann Sebastian Bach, Eugène Ysaÿe, Niccolò Paganini. Tre linguaggi diversi, tenuti insieme da un’interpretazione misurata, mai esibita, capace di lasciare spazio alla musica prima che all’interprete.
Il teatro, messo a disposizione dalla Fondazione Clodiense, si è rivelato parte viva della serata. Non solo cornice, ma presenza: un ambiente che porta i segni di una storia educativa e comunitaria, oggi restituito a una funzione culturale più ampia.
Tra il pubblico, alcuni ex allievi delle Canossiane hanno riconosciuto in quelle mura frammenti precisi della propria infanzia. Non nostalgia, ma un ritorno concreto, quasi fisico, reso più intenso dall’ascolto.
È anche da qui che prende forma il lavoro della Fondazione: riaprire spazi, rimetterli in circolo, affidarli alla cultura perché tornino a essere vissuti. Non come contenitori di eventi, ma come luoghi capaci di generare legami.
La serata si è chiusa senza enfasi. Con il silenzio attento di chi ha ascoltato davvero.
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