Chioggia - 22 maggio 2026
Nelle prime ore dell’alba di ieri, un mezzo navale della Guardia Costiera – Capitaneria di Porto di Chioggia, che era impegnata nello svolgere in attività di vigilanza marittima e di controllo della filiera della pesca, si è imbattuta in un’unità da pesca all’interno dell’area delle Tegnùe di Chioggia, zona marina sottoposta a speciale regime di tutela ambientale e stava esercitando attività di pesca, attività vietata.
Le Tegnùe sono classificate come Zona di Tutela Biologica, istituita con decreto ministeriale. In quest’area è vietata qualsiasi attività di pesca e di prelievo, sia professionale sia sportiva, per tutelare il delicato ecosistema marino e le sue peculiarità naturalistiche.
L’intervento della Guardia Costiera ha permesso di accertare una violazione di una norma che tutela dell’ambiente marino e delle risorse ittiche. In seguito i militari, durante i successivi controlli a bordo, hanno riscontrato la presenza di persone non formalmente appartenenti all’equipaggio dell’unità da pesca.
Sono state quindi elevate sanzioni amministrative nei confronti dei responsabili, sia per l’attività di pesca esercitata illegalmente all’interno dell’area protetta, sia per l’irregolare imbarco di personale e l’omessa annotazione sul ruolo di equipaggio.
È la prima volta che viene dato l'annuncio di aver trovato qualcuno intento ad esercitare attività di pesca all'interno dell'area protetta ma non è la prima volta che capita. Dell'attività della Guardia Costiera l'assessore di dice contento e sottolinea che non si viene a puntare il dito contro l'intera categoria, ma sono nei confronti dei pescatori che non rispettano la legge.
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