giovedì 21 maggio 2026

SACCA TORO SOFFOCA NELLE ALGHE

Chioggia - 20 maggio 2026

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Queste immagini sono di ieri, riprese nel tratto di Laguna Sud di Sacca Toro, e deve ancora cominciare a fare caldo. Le alghe che state vedendo hanno ancora margine di sviluppo, di creare massa, e poi, quando le condizioni di temperatura saranno adatte, moriranno, finiranno sul fondo cominciando a decomporsi avvelenando le forme di vita che si trovano in questo tratto di Laguna.

Sacca Toro sta soffocando. Il bel verde intenso delle alghe che state vedendo e che ricoprono vaste porzioni della Laguna Sud è il segnale di un ecosistema che è ormai collasso. La causa principale è il ristagno d’acqua dovuto a canali inesistenti o parzialmente secchi, scavi avviati forse in ritardo e lavori, che dovevano essere già conclusi che sembrano essere interrotti a metà. Le temperature stanno aumentando, il pericolo è che le sostanze organiche che si sono accumulate già sul fondale comincino ad  innescare processi di eutrofizzazione devastanti.


I canali che passano sotto le campate dei ponti sulla Romea, un tempo erano un collegamento vitale tra le arcate lagunari, oggi sono secchi, non fanno circolare acqua, non fanno circolare ossigeno, non fanno circolare ciò che dà la vita. Senza un ricircolo idrico naturale, le alghe proliferano senza freni e lo stiamo vedendo. I canali secondari, che potrebbero ridare respiro alla laguna e dovrebbero essere messi nelle condizioni di farlo, sono praticamente assenti o sono stati abbandonati. Il biologo della zona avverte: “Ai primi di giugno queste alghe collasseranno”. Tradotto in termini concreti: ci aspettano fenomeni di morte massiva della flora e della fauna acquatica, con un effetto domino sull’intero ecosistema.

I disciplinari per chi ha le concessioni prevede una pulizia ordinaria dalle alghe. La pulizia ordinaria è in capo a chi ha le concessioni, ma questa proliferazione non sembra essere ordinaria ma eccezionale e la pulizia ordinaria che viene effettuata ormai è inefficace, insufficiente. 

Gli operatori non possono più  a intervenire su questa situazione che richiede manutenzione strutturale e lavori di scavo urgenti, che dovevano già essere fatti. Sacca Toro non soffre solo di alghe.

Intervenire ora non è più un’opzione, una scelta, una possibilità: ma è un dovere. Serve completare i canali principali, scavare nuove vie d’acqua per favorire il ricircolo, ripristinare le arcate dei ponti e collegare i canali secondari al corso principale. E ogni giorno perso in attesa di non si sa cosa, aumenta il rischio di danni irreversibili alla laguna, con ripercussioni sulla pesca, ma anche sul turismo e, soprattutto, sulla biodiversità.

Sacca Toro è un ecosistema molto fragile, La situazione non è ancora giunta al punto di non ritorno. Se le istituzioni e la comunità non reagiranno e agiranno subito, il verde delle alghe sarà l’ultimo segno di vita visibile prima del collasso definitivo. La laguna merita attenzione, manutenzione, rispetto: ogni ritardo oggi significa un danno ambientale domani.

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