Chioggia - 21 maggio 2026
Abbiamo parlato ieri della situazione catastrofica di Sacca Toro dove il rischio, in mancanza di adeguata ossigenazione e di ricircolo d’acqua, è la perdita della biodiversità. interviene oggi il biologo Davide Donati che spiega la situazione. L’alga che sta proliferando in Sacca Toro, laguna sud di Chioggia, è una macroalga, la Chaetomorpha linum.
La proliferazione della macroalga, a cui è collegata la crisi delle vongole, non dipende da una singola causa, ma da una serie di concause, una combinazione di fattori che sta facendo “saltare” il delicato equilibrio della laguna.
I monitoraggi effettuati hanno portato i tecnici ad affermare che le principali cause sono collegate alle alte temperature dell’acqua; allo scarso ricambio idrico della laguna; all’eccesso di nutrienti, soprattutto azoto e fosforo che provengono dai fiumi, residui dell’agricoltura e degli scarichi civili. L’interramento della laguna e i fondali sempre più bassi a causa dell'accumulo di fanghi organici anossici ormai da decenni, e inoltre la mucillagine e l’accumulo di materia organica disciolta completano il quadro.
Queste condizioni favoriscono lo sviluppo di macroalghe filamentose verdi, come quella che si sta sviluppando in maniera eccessiva.
Quando l’acqua è calda, ferma, senza ricircolo, come è ora e ricca di nutrienti, le macroalghe crescono in modo esplosivo formando tappeti densissimi.
Durante le ore di luce l’alga produce ossigeno per fotosintesi clorofilliana, ma nelle ore di buio per respirazione e soprattutto quando collassa per eccesso di crescita e marcisce, consuma enormi quantità di ossigeno.
Nel fondale viene quindi a mancare l’ossigeno, si formano e si liberano composti riduttivi e di conseguenza le vongole soffocano o si intossicano.
Non è da sottovalutare il tappeto algale che si forma in quanto va a coprire il terreno, consuma i nutrienti disponibili, quindi il fitoplancton che è il nutrimento per le vongole.
Intrappolando tra i loro filamenti il fango e i detriti favoriscono l’accumulo di melme; rallentano il ricambio dell’acqua e aumentano la temperatura del fondale.
I canali della laguna sud sono troppo bassi dove non sono ostruiti e impediscono che entri acqua ricca di ossigeno. Per questo motivo si parla di effettuare scavi e di ripristinare i canali, come il Canale Laghini e il canale delle Tresse.
Le morie di vongole nell’area di Chioggia e Venezia sono ormai ricorrenti e possono essere considerate un'avvisaglia di un possibile collasso ecosistemico, legato soprattutto a fattori ambientali e climatici, non alla pesca eccessiva.
In poche parole, in laguna ci sono troppi nutrienti, la temperatura dell’acqua è troppo alta, manca la circolazione, da tutto ciò dipende l’esplosione delle macroalghe e la conseguente carenza di ossigeno.
In poche parole, si deve provvedere a scavare i canali.




Nessun commento:
Posta un commento
COMMENTA CON RISPETTO, NON IN ANONIMATO