mercoledì 6 maggio 2026

SICUREZZA NELLA PESCA

DOPO L’INCIDENTE TORNANO LE DOMANDE SULLA FORMAZIONE

Chioggia - 6 maggio 2026

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Dopo il grave incidente che ha visto un pescatore rimanere con una mano intrappolata in un macchinario a bordo, torna al centro il tema della sicurezza nel settore della pesca.

Quando si lavora con attrezzature meccaniche potenzialmente pericolose, basta un attimo: una distrazione facendo una manovra abituale, un gesto ripetuto decine di volte. Per questo motivo non si può pensare di fare prevenzione generica, ma deve essere veramente orientata a chi lavora in mare.

Il settore della pesca è disciplinato dal Decreto Legislativo 271 del 1999, ma l’assenza di un decreto attuativo specifico lascia spazio a svariate criticità. La formazione sulla sicurezza del settore pesca viene spesso ricondotta a percorsi più generalisti, simili a quelli previsti per altri settori lavorativi, con riferimento al Testo Unico 81/08.

Il punto è proprio questo: corsi pensati in modo generico non possono essere sufficienti per chi lavora su un’imbarcazione, in mare, tra macchinari, reti, rulli, verricelli e condizioni operative molto diverse da quelle di un cantiere o di una fabbrica?

Secondo molti operatori, servirebbero percorsi formativi più mirati, costruiti sulle esigenze reali del lavoro nautico e marittimo. Con le risorse già previste dai piani triennali si potrebbero organizzare corsi specifici per la pesca, con esercitazioni pratiche, simulazioni e indicazioni operative legate ai rischi effettivi a bordo.

Un altro nodo riguarda i destinatari della formazione. È importante che i comandanti siano preparati, ma è altrettanto fondamentale che anche marinai e operatori ricevano istruzioni adeguate, perché sono proprio loro a usare quotidianamente le attrezzature più esposte al rischio.

Resta poi il tema dei tempi. Se i corsi vengono organizzati quando i pescatori sono impegnati in mare, la partecipazione diventa difficile. La soluzione più efficace potrebbe essere concentrarli durante il periodo di fermo pesca, quando gli equipaggi hanno maggiore disponibilità.

La sicurezza in mare non può restare un adempimento formale. Serve una formazione concreta, specifica e praticabile, capace di prevenire incidenti e di proteggere chi ogni giorno lavora in condizioni complesse.

Bisogna fare il possibile per evitare che tragedie simili possano ripetersi.

Firmato Micaela Brombo

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