Chioggia - 5 maggio 2026
Pier Giorgio Tiozzo lancia un appello ai cittadini di Chioggia per ripensare al futuro della scuola Pascoli.
Tiozzo fa un excursus su quanto è accaduto a livello urbanistico a Sottomarina, citando la stazione delle corriere, il kursaal, piazza Europa, via del Boschetto; ricordando gli alberi tolti in via Padova, la trasformazione dell’oasi di san Felice, riportando alla memoria quanto sta accadendo nell’area dei Ghezzi, e infine, ciliegina sulla torta, al parco di via Zeno.
Lamenta inoltre che chi ha sollevato obiezioni a quanto accaduto è stato criticato per essere intervenuto tardi, per porsi contro un “presunto progresso”, per voler tentare di salvaguardare solo il proprio orto.
La questione principe che pone Tiozzo è una: Cosa si vuol fare di Sottomarina. Come vivranno i nostri figli a Sottomarina.
A dire di Tiozzo è il momento per cambiare passo e lancia quindi il suo appello, lo rivolge a tutti e si concentra su un unico obiettivo: la scuola Pascoli.
Ora dismessa viene vista come un’opportunità che non deve andare sprecata. Non come altre strutture del territorio che Tozzo cita: “il centro congressi in cui si è investito denaro pubblico andato perduto; la chiesetta di san Felice che doveva essere una Biblioteca e centro di incontri passata in gestione a privati; la Turati abbandonata”.
Il complesso, che include l’istituto scolastico, la palestra e il giardino, non deve diventare preda di speculatori - a parere di Tiozzo - ma deve essere utilizzata come punto di riferimento , punto di aggregazione sociale, culturale, ambientale, sportivo. Le idee non mancherebbero e il sito stesso, al centro di Sottomarina, appare opportuno. Per Tiozzo, la Pascoli si presterebbe per dare spazio per incontri e conferenze; per mostre temporanee; per una biblioteca civica collegata a quella di Chioggia; per divenire un centro di documentazione sul litorale - che punti a valorizzarne le peculiarità storiche, economiche e ambientali -; per dare spazio ad associazioni e gruppi culturali e sociali. La palestra e gli spazi sportivi potrebbero essere dati in uso al pubblico e il giardino potrebbe - e dovrebbe - essere valorizzato.
Una scommessa di cui l’amministrazione dovrebbe farsi carico anche per saldare errori o sottovalutazioni fatte in passato. Secondo Tiozzo l’Amministrazione si attiverà in questo senso solo se subirà pressioni da un’ampia platea di cittadini e associazioni e se le nuove generazioni si convincono che servono punti di riferimento pubblici.
La presunta mancanza di risorse economiche secondo Tiozzo non trova fondamento, visto lo “sperpero” di beni ed economie fatti in questi ultimi decenni. Quello che conta è che la città partecipi insieme a compiere questo percorso, in maniera trasparente.
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