i Padri Camilliani, cappellani dell’ospedale universitario di Padova al Museo Diocesano
Venerdì 22 maggio una delegazione guidata dal superiore padre Adriano Moro, con padre Nicola Docimo, padre Davide Negrini e Pino Penzo, ha visitato Chioggia per un incontro al Museo Diocesano, in un percorso tra spiritualità, arte e storia.
Ad accoglierli mons. Giuliano Marangon, curatore del museo e “Primo Clodiense dell’Anno”, che ha guidato la visita con un racconto denso e coinvolgente della memoria religiosa e culturale della città.
Al centro del percorso le reliquie dei santi patroni Felice e Fortunato, le sagome settecentesche provenienti da Sottomarina e gli apparati processionali della tradizione clodiense. Elementi che restituiscono Chioggia come crocevia di pellegrini e commerci tra Altino e Aquileia lungo le rotte dell’Adriatico.
La narrazione ha ripercorso le tappe fondamentali della storia diocesana: il trasferimento della sede da Malamocco a Chioggia, l’incendio della cattedrale del 1623 e la successiva ricostruzione del duomo progettato da Baldassarre Longhena e inaugurato nel 1674.
Tra le opere custodite, dipinti attribuiti a Paolo Veneziano e Paolo Veronese, lavori di Alvise Benfatto, crocifissi lignei, calici, ostensori, ex voto e paramenti liturgici dal XVII secolo in avanti, testimonianza di una devozione stratificata nei secoli.
Il percorso si è concluso tra chiostro, biblioteca e cappella della memoria, con un passaggio dedicato alla figura del geom. Luca Mancin, ricordato per il contributo offerto alla vita culturale del territorio.
Il rapporto tra mons. Zenna e i Padri Camilliani trova ulteriore espressione anche nella dimensione liturgica: nelle celebrazioni di San Camillo de Lellis presso il Policlinico universitario di Padova, la Santa Messa è stata presieduta dai vescovi della Diocesi di Chioggia, mons. Adriano Tessarollo nel 2023 e mons. Giampaolo Dianin nel 2024.
Un incontro che supera la dimensione della visita culturale e diventa segno concreto di continuità tra Chiesa, territorio e mondo della cura, nel solco di una tradizione che unisce memoria, servizio e comunità.
Giuseppe Penzo
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