Chioggia - 10 maggio 2026
Un incarico che Veronese aveva svolto fino ad oggi a titolo gratuito, con l’obiettivo di portare avanti e completare un lavoro iniziato già con la precedente amministrazione, nella quale aveva ricoperto il ruolo di vicesindaco.
Secondo Veronese, «per questo sindaco e per questa amministrazione la competenza e il lavoro gratuito contano meno dell’obbedienza politica».
Per quanto riguarda la nuova caserma dei Vigili del Fuoco, il consigliere sottolinea come il lavoro sia ormai praticamente concluso e come, entro la fine dell’anno, dovrebbero essere affidati i lavori. Un risultato che lascia «con orgoglio» alla città.
Sul tema del commissariato, Veronese afferma di aver sempre lavorato con spirito trasversale, collaborando con tutti e mettendo da parte le contrapposizioni politiche, «compreso chi era all’opposizione». «La sicurezza – sostiene – non ha bandiere politiche».
Il consigliere si sofferma poi sulle comunità energetiche, spiegando di aver trovato «un muro di gomma» e di aver fornito suggerimenti agli assessori competenti senza però ottenere riscontri concreti.
A quel punto Veronese si interroga sulle motivazioni della revoca e si dà una risposta precisa: «Il sindaco si aspettava che in cambio dell’incarico io votassi sempre sì ai suoi provvedimenti».
Rivendica quindi la propria autonomia politica, ricordando di essere un consigliere indipendente e di far parte del gruppo misto. «Non posso e non voglio votare a favore di scelte che considero disastrose per il futuro di Chioggia», afferma, citando tra queste «il caos di piazza Europa, l’aumento costante della Tari e ora l’asilo nido in via Zeno», oltre ad altre questioni.
Veronese conclude dicendo di andare avanti «a testa alta», fiero del lavoro svolto per la caserma dei Vigili del Fuoco e libero di continuare a difendere la città all’interno del Consiglio comunale di Chioggia.


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