Al momento la salinità è arrivata al 5 per mille. Se non cambia qualcosa la situazione diventa insostenibile. La neve scesa quest'anno in montagna è stata tanta e ci si aspettava quindi tanta acqua dolce. “Di questo passo prima moriamo tutti e poi si corre ai ripari” - continua l'agricoltore pensando allo sbarramento per il cuneo salito il cui progetto è chiuso in un cassetto privo di fondi sufficienti per andare avanti.


Alla fine l’emergenza cuneo salino e la necessità dello sbarramento sul Brenta sembra toccare da vicino a periodi alterni. Lo scorso anno, a giugno, ci fu un convegno all’Hotel Mosella in cui intervennero importanti relatori.  Adige e Brenta sono attenzionati in maniera diversa, ed entrambi soffrono dello stesso problema, la risalita del cuneo salino. 

L’incontro, che aveva manifestato una certa urgenza, si legava alla necessità di mantenere la fertilità dei terreni e la sopravvivenza del mondo agricolo - per sottolineare l'importanza del tema erano intervenute tutte le organizzazioni del settore agricolo. Oltre all’urgenza era tangibile la frustrazione che tanti anni siano andati sprecati in battaglie, certamente legittime, ma guidate da una prospettiva limitata.

Dobbiamo dire che da quell’incontro è passato un anno, un altro anno che si è andato ad aggiungere a quelli persi in battaglie legali. Comprendiamo che le stanze dei bottoni non possano comunicare con l’esterno qualsiasi passo avanti che viene realizzato ma da quello che è trapelato non sembra sia stato fatto alcun passo in avanti, la situazione sembra ancora fossilizzata a quell’incontro.  Di questo passo non resta che dare ragione all'agricoltore.

pubblicità