mercoledì 26 gennaio 2022

UN NUOVO DRIVE THROUGH IN VAL DA RIO PER L'AREA DI CHIOGGIA

UN NUOVO DRIVE THROUGH IN VAL DA RIO PER L'AREA DI CHIOGGIA: "UN'ALTRA RISPOSTA COSTRUITA DALL'ULSS 3 APPENA AVUTA LA DISPONIBILITÀ DELL'AREA" (26.01.22) Un nuovo drive through per i tamponi al servizio dell'area di Chioggia è attivo da oggi nell'area portuale: "Lo abbiamo realizzato qui, a poca distanza dal Padiglione Aspo dove già si effettuano le vaccinazioni - sottolinea il Direttore Generale - ed è la risposta dell'Ulss 3 Serenissima alle difficoltà dei cittadini. Nasce dalla collaborazione sempre efficace con l'Amministrazione civica, e con l'Autorità portuale che ha messo a disposizione l'area. Anche qui a Chioggia, come la scorsa settimana a Venezia, rendiamo operativa una struttura che, insieme alla disponibilità di ulteriori punti gestiti dai privati accreditati, risolve il problema tamponi per tutta l'area". Cinquecento metri quadri di tensostruttura, adeguata alle necessità degli operatori sanitari, in una vasta area perfettamente raggiungibile e potenzialmente raddoppiabile, con una capacità iniziale di 200 tamponi al giorno, che potranno diventare 400: il drive through di Val da Rio è stato realizzato in sette giorni dai servizi tecnici dell'Ulss 3 Serenissima. "Va a loro il mio grazie - ha sottolineato il Direttore Contato - come agli operatori che lo presidiano, come a coloro che organizzato i turni mettendo a disposizione e ruotando il personale in servizio. Un grazie va infine alla Protezione Civile e alle realtà del volontariato che sostengono l'operare di tutte le strutture di contrasto alla diffusione del contagio". Nella mattinata di oggi, insieme ai vertici dell'Ulss 3 Serenissima, anche il Presidente dell’Autorità portuale Fulvio Lino Di Blasio ha partecipato al sopralluogo nella prima giornata di attività del drive through: “L’interlocuzione avviata con l’Ulss 3 nasce da un’esigenza concreta della città di Chioggia - ha detto - cui abbiamo risposto convintamente fornendo il nostro supporto. In questo senso, dopo una necessaria verifica per garantire la disponibilità delle aree, abbiamo autorizzato il ricorso temporaneo delle strutture portuali idonee. È anche attraverso tali azioni che cerchiamo di riconnettere il Porto con la città”. Il sindaco di Chioggia, Mauro Armelao, ha espresso la sua soddisfazione: "Accolgo con felicità l'apertura odierna del punto tamponi drive through nel parcheggio di Val da Rio. Come sindaco - ha sottolineato - ho anche il ruolo di autorità sanitaria locale: era pertanto mio dovere far fronte alle segnalazioni dei cittadini e mettermi a disposizione di Ulss 3, Autorità di Sistema Portuale e Capitaneria per agevolare l'insediamento di questa nuova struttura. È la dimostrazione che comune, azienda sanitaria e gli altri enti coinvolti parlano un'unica lingua, con l'unico scopo di favorire il benessere dei cittadini. Ringrazio anche i tanti volontari che si impegnano ogni giorno per rendere tutto questo possibile e la Regione Veneto che si sta adoperando per allargare alle farmacie il tampone gratuito di fine quarantena". L'Ulss 3 Se aggiunge con questo drive through un nuovo tassello fondamentale alla rete dei servizi per i tamponi; si somma a quello altrettanto importante inaugurato la scorsa settimana alle Zattere per la città di Venezia, in attesa del nuovo drive through dedicato a Mestre che sarà inaugurato la prossima settimana.

DOLFIN: CON IL MOSE SENZA SOLDI GUAI PER TUTTI

La decisione di fermare il finanziamento di 538 milioni di euro al Consorzio Venezia Nuova, che avrebbe consentito la ripresa dei lavori, secondo il consigliere Dolfin, costituisce per la città di Chioggia una vera doccia fredda. Non solo in quanto si stoppano i lavori che si attendono direttamente per completare il Mo.S.E. ma anche per tutto l’insieme delle opere di compensazione tra cui le conche di navigazione.

E ciò in barba alle rassicurazioni fatte dai rappresentanti del MISE al sindaco Armelao dopo l’incontro dello scorso dicembre.

Tutto ora rimarrà fermo, senza che venga tenuta in alcuna considerazione la sicurezza altrui.

Come afferma Dolfin, si cerca di salvaguardare l’ambiente, la laguna, il patrimonio storico-culturale dai danni che può provocare l'acqua alta ma tutto ciò non può compromettere gli accessi o le uscite dal porto. Per le marinerie non è ammissibile rimanere in balia delle chiusure, nell’impossibilità di rientrare nel porto nei tempi previsti. Qui ne va della sicurezza di chi va per mare. 

Le conche di navigazione dovevano essere realizzate prima che il Mo.S.E. fosse completato. Un’opera unica unica al mondo, quale è il Mo.S.E, privo dell’elemento necessario in tutti gli accessi. Non sono state portate a termine in nessuna delle tre bocche di porto. Per la tutela della categoria dei pescatori il sindaco Armelao che chiesto al MIPAAF di poter conteggiare le ore effettive di lavoro o ottenere rimborsi delle perdite dovute al Mo.S.E.

La categoria ha deciso di tutelarsi nominando un proprio rappresentante legale che difenda i diritti della categoria. Chi sbaglia paga ma non è giusto che finisca col pagare chi non ha diretta responsabilità e che a sua volta è vittima del sistema. 

Molti sono i cantieri fermi in città dovuti all’interruzione dei lavori del Mo.S.E. continua Dolfin.nei quali è impegnato il Consorzio Venezia Nuova attualmente fermi, dallo sbarramento per il cuneo salino, la riqualificazione dei Ponti Pedonali in canal Vena.

Una vicenda legittima, conclude Dolfin, ma che non fa vedere chiarezza sul complesso e getta ombre sulla conclusione dei lavori stessi.

Cosa ancor più grave adesso, momento in cui la città è al centro dell’attenzione nella stampa internazionale.

A riguardo il consigliere Dolfin, Capo dipartimento Pesca, ha presentato una mozione chiedendo alla Giunta Regionale un impegno nei confronti del Governo per garantire il completamento di tutte le opere di compensazione del sistema Mo.S.E. sottolineando gli altri interventi che ne stanno facendo le spese. Si tratta delle opere di mitigazione, di salvaguardia, di bonifica o di compensazione. Ricorda, Dolfin, che anche le opere per la tutela della Basilica di San Marco fanno parte di questa serie di interventi e sono, anch’essi, bloccati. 

L’azione di controllo degli organi giudiziari è necessaria nell’ottica della trasparenza e nella tutela dei soldi pubblici ma, conclude il consigliere, non è ammissibile che opere faraoniche, uniche al mondo, siano bloccate per anni. Ora la situazione vede i cantieri ancora fermi e i tempi per la conclusione dei lavori si allungano. Una incapacità di gestione di cui nessuno si vuol prendere la responsabilità. Ora la politica tutta deve fare la propria parte per tutelare l’immenso patrimonio storico culturale e ambientale che caratterizza Venezia e la sua laguna.



 


martedì 25 gennaio 2022

NADIA E BARBARA POTEVANO ESSERE SALVATE?

I funerali delle povere Nadia e Barbara ci sono stati venerdì scorso alla Chiesa del cimitero di Borgo San Giovanni. Le circostanze di quello che è accaduto, gli stenti che hanno passato quelle due poverette hanno fortemente colpito un po’ tutti, nessuno è rimasto indifferente ad un dramma così tragico. La domanda che ci siamo fatti in tanti, sollevata anche in modo forte negli articoli scritti da Daniele Zennaro sulla Nuova Venezia e da Diego Degan sul Gazzettino, è stata:”Si è fatto tutto il possibile per evitare questa tragedia?” Qualcuno ha anche criticato i servizi sociali perché non si erano attivati, malgrado le segnalazioni, chiedendo un t.s.o., un trattamento sanitario obbligatorio. In realtà non è così, il t.s.o. richiede una procedura molto articolata, la richiesta deve essere fatta da due medici, inoltrata al tribunale che autorizza, solo se ritenuta congrua, e per periodi di tempo limitatissimi qualche giorno al massimo. In estrema sintesi non si può obbligare chi non vuole essere aiutato, se ci pensiamo, in questi giorni purtroppo ancora flagellati dalla pandemia numerosi no-vax sono morti rifiutando di essere intubati e sono morti, non è che gli hanno fatto un trattamento sanitario obbligatorio. La speranza è che da questa tragedia, speriamo che non accada mai più, sia aumentata la sensibilità di tutti noi a certe situazioni, citando ancora Degan del Gazzettino magari si poteva nominare un amministratore di sostegno.