Chioggia - 19 aprile 2026
Abbiamo visto la foto della ferita, i jeans che indossava la ragazza in trasparenza mostrano il tessuto più trasparente sulla zona che si era bagnata. Non abbiamo difficoltà a credere che un paio di pantaloni più leggeri già in partenza si sarebbero sciolti lasciando esposta con più facilità la carne al liquido corrosivo. Come non abbiamo difficoltà a immaginare quale tragedia sarebbe stata se a sedersi su quel sedile fosse stato un bambino. Ho visto la foto della ferita, foto che, giustamente, i genitori hanno deciso di non diffondere; perchè vi rendiate conto del tipo di lesione ha subito questa ragazza e con molta probabilità anche l’altra che è stata visitata all’Ospedale All’Angelo ho cercato un'immagine somigliante on line. Ma sono immagini che possono urtare la sensibilità delle persone e ho preferito evitare. Le trovate su google: confrontate necrosi cutanea con irritazione cutanea e vi accorgerete della differenza di valutazione.
"Dopo pochi minuti che sono salita sul bus ho cominciato a sentire un bruciore sul fondoschiena, in pochi minuti il bruciore è diventato insopportabile. Non riuscivo a capire cosa fosse e ho chiamato la mamma. Mi ha detto di scendere alla prima fermata. Mi sarebbe venuta a prendere lei. Nel frattempo mi sono accorta che i pantaloni erano bagnati. L’avviso di chiamata neppure funzionava per cui ho dovuto chiedere all’autista di farmi scendere e sono scesa alla fermata dopo. Poi la mamma è arrivata e siamo tornate a casa. Pensavamo a un fuoco di Sant’Antonio ma quando mi sono tolta i pantaloni siamo rimaste allibite dalla ferita che era apparsa".

La ragazza è stata accompagnata al Pronto Soccorso a Piove di Sacco. Dove le è stata diagnosticata un Herpes, ma la ragazza non aveva avuto alcun sintomo e i pantaloni stavano emanando un odore di prodotto chimico che poco era da associare a un’Herpes, a dire dei genitori. Nel frattempo, mentre la ragazza veniva visitata dal personale medico, la mamma ha provato in tutti i modi ad avvisare Arriva Veneto, ai numeri pubblici di contatto, tramite il 112, attraverso la Polizia Locale di Venezia. Si è dovuta infine arrendere lasciando un messaggio su Whatsapp di Arriva Veneto - attraverso il quale è stata poi rintracciata. Non convinta della diagnosi di Herpes, per la quale sono state date le cure, la donna si è poi recata al Pronto Soccorso di Chioggia. Qua il personale si è reso conto della tipologia delle ferite, qualificate come lesione 5cm x 5cm con materiale necrotico e lesione 1cm x 2cm in buona parte rossastra con piccola parte necrotica. In questo caso la foto della lesione è stata inviata al centro Grandi Ustionati di Padova, dove la ragazza è stata portata in ambulanza e dove le sono state date le cure più adeguate per il tipo di ferita. Per guarire ci vorrà del tempo. Il liquido con cui è venuta a contatto, forse si tratta di soda caustica, è penetrato in profondità nella pelle. Ha parte ha perso molta sensibilità e la ferita, mentre veniva ripulita, si mostrava necrotica in profondità.

I genitori della ragazza, minorenne, sono arrabbiati su più fronti, per quanto la cosa è stata sottovalutata anche dalle autorità - che non sono certamente responsabili ma che prima di parlare di semplici irritazioni avrebbero potuto accertarsi di cosa effettivamente si trattava, per la prima diagnosi fatta, per guarire la quale sono stati dati farmaci inutili. Per non essere riusciti a contattare nessuno che potesse impedire ad altri di sedersi su quel sedile sul bus, e logicamente, per quanto accaduto. Come fa ad essere un gesto involontario - ci si chiede - quando i contenitori dei liquidi corrosivi hanno tappi che non si aprono con facilità, proprio a tutela della sicurezza.
Non è sotto sequestro il bus, come è stato detto, ma il sedile incriminato è stato tolto ed ora è a disposizione di una squadra della Polizia di Stato in modo che si possano fare adeguate indagini. Arriva Veneto si è messa a disposizione fin da subito consegnando le registrazioni di videosorveglianza, in modo da fare luce su quanto accaduto e accertare eventuali responsabilità. Al termine delle verifiche da parte delle Autorità, e in base a quanto emergerà dalle stesse, l'azienda valuterà eventuali azioni.
Si dubita che dai filmati si possa arrivare all’identità della persona ma si dovrebbe avere conferma della intenzionalità del gesto o una smentita a tale supposizione. Ieri il Consigliere Montanariello ha suggerito: senza creare allarmismi se in bus vedete un sedile in condizioni dubbie, non sedetevi ma, aggiungiamo, avvisate il conducente.