Chioggia - 3 maggio 2026
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Ora che è bella stagione si innalza notevolmente il numero delle biciclette usate per muoversi in città, si evita quindi che molte macchine vengano messe in movimento. E questa è una buona cosa per il traffico e per l’inquinamento. Anche chi va in bicicletta dovrebbe però sottostare alle norme del Codice Della Strada, ma siamo tutti consapevoli che così non è.
Ieri abbiamo pubblicato un video dove abbiamo mostrato quante bici percorrano le strade in contromano - abbiamo portato l’esempio del Lungo Lusenzo, ma è solo una delle tante strade in senso unico percorse in contromano. Ma dobbiamo ricordare le biciclette che passano con il semaforo rosso, Piazza Aldo e Dino Ballarin ne è un esempio, e le bici che corrono sui marciapiedi, quelle che superano le auto sulla destra o facendo slalom, le piste ciclabili usate da una ristretta minoranza. Fino a che non capita nulla, tutto bene, il giorno in cui qualcuno si fa male le cose cambiano. Lo abbiamo detto ieri: mentre per verificare il superamento del limite di velocità di una bici servono i rulli, che il comando sembra stia attendendo, per tutte le altre infrazioni bastano gli occhi.

Abbiamo anche evidenziato che i presidi della polizia locale in Corso per l’isola pedonale, presentano qualche falla: persone che inforcano la bici sotto i portici, persone che utilizzano la passerella in Riva Vena per passare oltre al presidio, persone che risalgono dopo qualche metro o che scendono pochi metri prima del presidio, dopo essersi fatti tutto il corso pedalando.
A noi sembra una battaglia persa in partenza, fino a che tutte queste infrazioni vengono tollerate continueranno ad essere praticate. Anche se per le strade capitano cose ben peggiori, chi è in bicicletta è colui che in un impatto rischia di più. E quello che si fa male. Le infrazioni che abbiamo citato mettono in pericolo chi le commette stando in sella alla bici o i pedoni che incrocia.
Passare col rosso, superare a destra, non fermarsi al semaforo o agli stop, non usare la ciclabile quando la carreggiata è stretta, come sul ponte dei Cavanis, non girare la sera con le lucine di segnalazione. Sono infrazioni che mettono in pericolo chi conduce una bici non chi guida la macchina che rischia di andargli addosso.
Per andare in bici non serve un patentino ma una conoscenza base delle norme si. Siamo convinti che tutti le conoscano, le insegnano all’asilo; metterle in pratica in autonomia e con coscienza, per alcuni sembra sia impossibile.
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