martedì 21 aprile 2026

ZANZARE, TORNA LA DISTRIBUZIONE GRATUITA DI ANTILARVALI

 Chioggia, 21 aprile 2026



Riparte anche quest’anno la distribuzione gratuita di compresse antilarvali per contrastare la proliferazione delle zanzare. L’iniziativa punta a intervenire nella fase iniziale dello sviluppo dell’insetto, con l’obiettivo di limitare la diffusione e ridurre i disagi per la cittadinanza.

La consegna avverrà al gazebo allestito in Corso del Popolo, nell’area mercato davanti alla Loggia dei Bandi, nelle seguenti date:

23 APRILE
30 APRILE
14 MAGGIO
4 GIUGNO
2 LUGLIO
3 SETTEMBRE

L’orario previsto è dalle 8 alle 12

Ogni cittadino potrà ritirare gratuitamente una confezione, fino a esaurimento scorte, presentandosi con un documento e con il modulo già compilato.

L’iniziativa rientra nelle attività di prevenzione contro la presenza delle zanzare, soprattutto nei mesi più caldi, quando il controllo delle larve può contribuire a contenerne la diffusione.

“Sappiamo che l’iniziativa è accolta sempre molto bene dai cittadini – ha commentato Serena De Perini, Vicesindaco e Assessore all’Ambiente del Comune di Chioggia – e questo è fondamentale per arginare la proliferazione di questi fastidiosi e dannosi insetti. Tutti noi possiamo fare molto, e il fatto che i cittadini chiedano di poter ritirare i prodotti e attendano la partenza dei gazebo di distribuzione ci fa capire quanto le persone siano propense a fare la propria parte”.

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DAL POLESINE AL LAGO DI GARDA, NASCE IL CAMMINO DI ADELAIDE

 343 CHILOMETRI TRA NATURA, STORIA E SPIRITUALITÀ



Cavarzere - 21 aprile 2026

Un nuovo itinerario attraversa il Veneto da Pomposa a Garda lungo 343 chilometri, distribuiti in 16 tappe giornaliere. È il Cammino di Adelaide, un percorso che unisce paesaggi, borghi storici, castelli e pievi, proponendo un viaggio che intreccia natura, cultura e spiritualità.

Dal Delta del Po ai Colli Euganei e Berici, fino alla Valpolicella, il tracciato si ispira alla figura di Santa Adelaide di Borgogna e si presenta come un cammino capace di raccontare identità locali, tradizioni e memoria dei territori attraversati.

L’obiettivo è ampliare l’offerta dei Cammini Veneti e valorizzare aree diverse della regione, mettendo in rete paesaggio, patrimonio storico, enogastronomia e accoglienza.

La terza tappa va da Adria a Cavarzere coprendo una distanza di quasi 16,5 chilometri

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GLI STORICI TAMARISI DI SOTTOMARINA: PRESERVIAMO CIÒ CHE NE RESTA

 Chioggia 21 aprile 2026


Il Comitato Forte San Felice lancia un grido d'allarme per gli ultii tamerici.

Quelli che vedete nella foto non sono i tamerici superstiti dell’Oasi San Felice. Sono gli ultimi TAMARISI che resistono su un piccolo lembo di duna, in quel tratto che dal MOMOLO arrivava fino alla DIGA.

Furono piantati negli anni ’40, quando la spiaggia stava cominciando a formarsi anche lì. D’inverno la bora sollevava la sabbia nuda e la spingeva fino all’abitato di Sottomarina, oltre il Murazzo. Piantare quei tamerici serviva a creare una barriera naturale contro il vento e la sabbia.


Col tempo, attorno a loro si formò una duna alta. E loro continuarono a crescere, anche mentre la sabbia li sommergeva. Così nacquero i mitici TAMARISI, rimasti nella memoria di generazioni di sottomarinanti: i ragazzini di allora ne ricavavano spade e fionde.

Di quella duna originaria oggi resta solo un piccolo frammento, stretto tra l’area sosta camper Al Padoan, verso il mare, e il Parcheggio Rossano, verso i Murazzi, dove si trova anche un bunker costruito dai tedeschi nel 1944-45.

Eppure questo luogo non è soltanto un pezzo di paesaggio: è una testimonianza ambientale, storica e identitaria. In un tempo in cui troppo spesso si tagliano alberi e si spianano aree verdi con leggerezza — e abbiamo visto cosa è successo nell’Oasi San Felice, dove i tamerici sono stati considerati specie invasiva da abbattere — crediamo sia urgente riconoscere il valore di ciò che è rimasto.

Il Comitato sta battagliando perchè questo ultimo lembo di duna e i suoi tamarisi non vengano cancellati nel silenzio.

Si rivolge quindi al comune, chiedendo che venga adottato al più presto un atto formale di tutela, capace di preservare questo prezioso residuo di storia e natura.

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