Visualizzazione post con etichetta interventi di Elena Ballarin. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta interventi di Elena Ballarin. Mostra tutti i post
giovedì 14 aprile 2011
Un gesto insensibile
Ho saputo, ahimè, che il giornalino della casa di riposo non ci sarà più. Martedì 5 aprile, con una letterina il neo-direttore dott. Matteo De Marchi ha comunicato alla ditta che lo stampa che “questa amministrazione” non intende più pubblicarlo. L’ipab ospita anziani, per lo più non autosufficienti che da lì vanno al massimo in ospedale o al campo santo: che gesto insensibile! Il Bollettino pubblicava le foto degli anziani new-entry e il saluto a quelli passati a miglior vita, la cronaca delle iniziative delle nostre animatrici, la cronaca delle poche eccezionali uscite organizzate per i più in sesto, la foto dei neonati nipotini degli ospiti, gli auguri alle nostre dipendenti neo mamme. Per quello che era, il bollettino contribuiva a creare un clima accogliente e familiare. Esisteva da molti anni, il dott. De Marchi lo ha chiuso 5 giorni dopo che è arrivato. La letterina non adduce motivazioni, ma se dice che lo ha deciso “questa amministrazione” a chi si riferisce? Il consiglio non ha certo deliberato su questo, io e Pizzo non siamo stati, vuol dire che ha obbedito agli altri tre, e due di questi sono statue.
Bene.
Mi trattengo dall’esprimere altro sdegno per questo volgare gesto di puro potere, voglio solo dichiarare che assolutamente non parteciperò a nessuna delle inaugurazioni pre-elettorali programmate ad arte dal presidente Matteo Penzo & company. Gliele lasssio tutte!
Elena Ballarin
Etichette:
interventi di Elena Ballarin,
odissea ipab
giovedì 24 marzo 2011
Risposta a Mafalda su nuovo direttore dell'IPAB
Fosse solo per la statistica, l’avversario politico qualche volta può aver ragione.
Gli anatemi del sig. Lucio Tiozzo ci stanno bene e devo ringraziarlo per aver precisato che ero contraria anch’io: l’unica cosa positiva nella sequenza di “cadute di stile” che il sig. Matteo Penzo colleziona inasprendo dipendenti e familiari degli ospiti (oltre che contro la sua persona) contro la destra politica in senso lato, è che io non le ho fatte insieme a lui.
Per questi danni dobbiamo ringraziare quella parte del PDL che tre anni fa ha messo Matteo Penzo alla presidenza dell’IPAB, in particolare la persona di Romano Tiozzo. Speriamo che degli errori chi è più importante di me sappia far tesoro.
CRONOLOGIA
Il dott. De Marchi, è il terzo direttore in tre anni sotto la gestione Penzo. Contando il direttore pro-tempore dott. Giuseppe Cenci, è addirittura il quarto. Perché?
Il primo direttore Emilio Camuffo, da tutti stimato, è andato in pensione dopo il primo anno. Non doveva andarci per forza, potendo lo ha fatto.
Il secondo direttore, già assistente sociale, già vicedirettore della casa di riposo, fu Piergiorgio Penzo che oltre all’esperienza sul campo vanta titoli difficilmente raggiungibili: tre lauree, tutte attinenti al settore dirigenza sanitario-sociale. Dall’estate 2010 ho assistito a questi fatti e su nessuno il presidente Matteo Penzo mi ha dato una spiegazione decente:
1) la perdita del ricorso al Tar avanzato da una coop. contro la casa di riposo.
2) la ribellione di Piergiorgio Penzo che (lo ha scritto anche sul bollettino dell’Ipab) si è sentito prevaricato e forzato a scelte amministrative…
3) il maldestro tentativo di togliere l’incarico a Piergiorgio Penzo già da settembre, quando comunque sarebbe scaduto il 31 dicembre. Perché tanta fretta? Piergiogio Penzo, all’origine, fu caldeggiato da Tiozzo Romano in persona, cosa stava succedendo ora, cosa si rifiutava di fare P. Penzo da rendere urgente cambiarlo, anche solo 3 mesi prima? In settembre la casa di riposo non aveva ancora un regolamento per le assunzioni a tempo determinato di personale di livello dirigenziale, in assenza di un regolamento la prima forzatura che il presidente ha cercato di fare è stata emanare un avviso di selezione del direttore (che io sappia scritto da lui scopiazzando un altro avviso simile recuperato da altro Ente pubblico: una “perla” di linguaggio giuridico amministrativo) indicando come commissione la sola persona dell’avv. Piero Gallimberti, capo gabinetto del Sindaco Tiozzo.
CARA MAFALDA NON VOLEVO IL MIO NOME SU UNA COSA CHE GRIDAVA ILLEGITTIMITA’.
4) ad ottobre il presidente ha convocato a ripetizione consigli di amministrazione ed un bel giorno, alla quarta assenza del consigliere Garbin, benché non fosse all’ordine del giorno ci ha detto che la decadenza del consigliere assente per tre volte consecutive senza giustificazione era una “presa d’atto” che automaticamente faceva decadere il consigliere… sbagliatissimo!
Naturalmente io non ho avvallato questa procedura, IL MIO NOME NON LO METTO SU UNA COSA CHE SO ESSERE ILLEGALE.
La decadenza non era automatica, richiedeva un ordine del giorno, l’avviso del consigliere del procedimento a suo carico, un voto del CDA. Qui, penso io, il Garbin ha firmato le famose dimissioni in bianco credendo di scambiarle col rientro in consiglio. Ignorando questo, però, abbiamo votato il suo rientro all’unanimità.
5) Visto che il presidente Matteo Penzo non riusciva (immaginiamo la sua frustrazione, ormai era dicembre) a far fuori il suo direttore, ha cominciato a fare passi leggermente più dritti: regolamento per le assunzioni a tempo det. di personale altamente specializzato con possibilità di contratto di diritto privato e relativo avviso, documenti scritti dall’URIPA (ma io non ho mai visto gli originali e sospetto qualche ritocco, comunque molto meglio del precedente copia-incolla presidenziale). Ma la commissione fu nominata in modo ridicolo: presidente, Sale e Garbin, scrissero i nomi in foglietti piegati senza dirli ad alta voce. Nessun membro alla minoranza. La presidente della commissione, ho saputo, era direttrice di una casa di riposo da meno di un anno.
6) Il primo avviso fu ritirato per un problema procedurale.
7) Ecco che dalla regione è arrivato il dott. Cenci per aiutarci ad uscire da questa situazione.
8) Il secondo avviso, che votai anch’io perché ormai un direttore ci voleva, è andato a termine.
La commissione è rimasta la stessa, ma in exstremis è stato inserito un esperto indicato dal dott. Giuseppe Cenci. La commissione ha, dunque, portato al consiglio di amministrazione tre idonei all’incarico: avrebbe potuto farne idoneo anche uno solo, ho interpretato questa abbondanza di candidati idonei come un segno positivo e ne attribuisco il merito all’esperto inserito dal dott. Cenci.
Il dott. De Marchi a parte la laurea in economia e commercio vanta “solo” incarichi di nomina politica che si esauriscono in tre righe stampate (sei andando a capo a metà), è già revisore dei conti della nostra casa di riposo (questo incarico rappresenta una delle righe di cui sopra), c’era un altro candidato idoneo che presentava una laurea in giurisprudenza con voto 104, un master inerente il settore sanitario (la dicitura esatta non la ricordo), una mezza pagina di altri titoli ed esperienze.
Ad onor del vero, io ho proposto questo secondo candidato: soluzione legittima perché idoneo e più titolato, soluzione più elegante perché libero dal sospetto di una comune appartenenza politica. L’ipab ha più che mai bisogno di trasparenza.
Elena Ballarin
Gli anatemi del sig. Lucio Tiozzo ci stanno bene e devo ringraziarlo per aver precisato che ero contraria anch’io: l’unica cosa positiva nella sequenza di “cadute di stile” che il sig. Matteo Penzo colleziona inasprendo dipendenti e familiari degli ospiti (oltre che contro la sua persona) contro la destra politica in senso lato, è che io non le ho fatte insieme a lui.
Per questi danni dobbiamo ringraziare quella parte del PDL che tre anni fa ha messo Matteo Penzo alla presidenza dell’IPAB, in particolare la persona di Romano Tiozzo. Speriamo che degli errori chi è più importante di me sappia far tesoro.
CRONOLOGIA
Il dott. De Marchi, è il terzo direttore in tre anni sotto la gestione Penzo. Contando il direttore pro-tempore dott. Giuseppe Cenci, è addirittura il quarto. Perché?
Il primo direttore Emilio Camuffo, da tutti stimato, è andato in pensione dopo il primo anno. Non doveva andarci per forza, potendo lo ha fatto.
Il secondo direttore, già assistente sociale, già vicedirettore della casa di riposo, fu Piergiorgio Penzo che oltre all’esperienza sul campo vanta titoli difficilmente raggiungibili: tre lauree, tutte attinenti al settore dirigenza sanitario-sociale. Dall’estate 2010 ho assistito a questi fatti e su nessuno il presidente Matteo Penzo mi ha dato una spiegazione decente:
1) la perdita del ricorso al Tar avanzato da una coop. contro la casa di riposo.
2) la ribellione di Piergiorgio Penzo che (lo ha scritto anche sul bollettino dell’Ipab) si è sentito prevaricato e forzato a scelte amministrative…
3) il maldestro tentativo di togliere l’incarico a Piergiorgio Penzo già da settembre, quando comunque sarebbe scaduto il 31 dicembre. Perché tanta fretta? Piergiogio Penzo, all’origine, fu caldeggiato da Tiozzo Romano in persona, cosa stava succedendo ora, cosa si rifiutava di fare P. Penzo da rendere urgente cambiarlo, anche solo 3 mesi prima? In settembre la casa di riposo non aveva ancora un regolamento per le assunzioni a tempo determinato di personale di livello dirigenziale, in assenza di un regolamento la prima forzatura che il presidente ha cercato di fare è stata emanare un avviso di selezione del direttore (che io sappia scritto da lui scopiazzando un altro avviso simile recuperato da altro Ente pubblico: una “perla” di linguaggio giuridico amministrativo) indicando come commissione la sola persona dell’avv. Piero Gallimberti, capo gabinetto del Sindaco Tiozzo.
CARA MAFALDA NON VOLEVO IL MIO NOME SU UNA COSA CHE GRIDAVA ILLEGITTIMITA’.
4) ad ottobre il presidente ha convocato a ripetizione consigli di amministrazione ed un bel giorno, alla quarta assenza del consigliere Garbin, benché non fosse all’ordine del giorno ci ha detto che la decadenza del consigliere assente per tre volte consecutive senza giustificazione era una “presa d’atto” che automaticamente faceva decadere il consigliere… sbagliatissimo!
Naturalmente io non ho avvallato questa procedura, IL MIO NOME NON LO METTO SU UNA COSA CHE SO ESSERE ILLEGALE.
La decadenza non era automatica, richiedeva un ordine del giorno, l’avviso del consigliere del procedimento a suo carico, un voto del CDA. Qui, penso io, il Garbin ha firmato le famose dimissioni in bianco credendo di scambiarle col rientro in consiglio. Ignorando questo, però, abbiamo votato il suo rientro all’unanimità.
5) Visto che il presidente Matteo Penzo non riusciva (immaginiamo la sua frustrazione, ormai era dicembre) a far fuori il suo direttore, ha cominciato a fare passi leggermente più dritti: regolamento per le assunzioni a tempo det. di personale altamente specializzato con possibilità di contratto di diritto privato e relativo avviso, documenti scritti dall’URIPA (ma io non ho mai visto gli originali e sospetto qualche ritocco, comunque molto meglio del precedente copia-incolla presidenziale). Ma la commissione fu nominata in modo ridicolo: presidente, Sale e Garbin, scrissero i nomi in foglietti piegati senza dirli ad alta voce. Nessun membro alla minoranza. La presidente della commissione, ho saputo, era direttrice di una casa di riposo da meno di un anno.
6) Il primo avviso fu ritirato per un problema procedurale.
7) Ecco che dalla regione è arrivato il dott. Cenci per aiutarci ad uscire da questa situazione.
8) Il secondo avviso, che votai anch’io perché ormai un direttore ci voleva, è andato a termine.
La commissione è rimasta la stessa, ma in exstremis è stato inserito un esperto indicato dal dott. Giuseppe Cenci. La commissione ha, dunque, portato al consiglio di amministrazione tre idonei all’incarico: avrebbe potuto farne idoneo anche uno solo, ho interpretato questa abbondanza di candidati idonei come un segno positivo e ne attribuisco il merito all’esperto inserito dal dott. Cenci.
Il dott. De Marchi a parte la laurea in economia e commercio vanta “solo” incarichi di nomina politica che si esauriscono in tre righe stampate (sei andando a capo a metà), è già revisore dei conti della nostra casa di riposo (questo incarico rappresenta una delle righe di cui sopra), c’era un altro candidato idoneo che presentava una laurea in giurisprudenza con voto 104, un master inerente il settore sanitario (la dicitura esatta non la ricordo), una mezza pagina di altri titoli ed esperienze.
Ad onor del vero, io ho proposto questo secondo candidato: soluzione legittima perché idoneo e più titolato, soluzione più elegante perché libero dal sospetto di una comune appartenenza politica. L’ipab ha più che mai bisogno di trasparenza.
Elena Ballarin
Etichette:
interventi di Elena Ballarin,
odissea ipab
mercoledì 16 marzo 2011
IN QUESTI GIORNI PREGO SOLTANTO
![]() |
| Elena Ballarin |
Fin da ragazzina sono sempre stata contraria al nucleare, favorevole a qualsiasi altra soluzione i cui rischi siano meno devastanti. Da laureata in scienze agrarie SO che molte attività umane hanno già reso inospitale alla vita in terre che un tempo erano coltivabili, so che la desertificazione è un processo in corso su vasta scala, conosco le teorie sull'effetto serra e, sebbene non sia aggiornatissima, so che esistono ricerche e speranze nella individuazione di essenze (anche ogm) in grado di vivere e progressivamente bonificare terreni pesantemente inquinati... ma se desertificazione ed effetto serra possono avere una inversione di tendenza (ci sono teorie che li descrivono come eventi ciclici, la terra è un pianeta ancora giovane), alla contaminazione radioattiva non c'è altra soluzione della interdizione eterna.
Viva l'autoconsumo, il sapere fare le cose con le proprie mani, la microeconomia, la decrescita, ecc... Che sviluppo può esserci se tutti ambiscono a lavorare dietro una scrivania pulita piuttosto che sporcarsi le mani?
Guardo le notizie su internet in continuazione, in questo momento ho letto che solo 50 tecnici sono rimasti a vegliare i reattori giapponesi: penso che la prossima settimana saranno tutti in fin di vita, penso che in un paio di giorni da oggi (anzi, da ieri) non saranno comunque più in grado di lavorare, penso che se esplode uno dei 6 reattori che si vedono in fila indiana possano collassare anche i vicini lasciati a se stessi, penso che se ho letto che stanno andando a gettare acqua dall'alto con gli elicotteri...
Visto che sono credente,sono una mamma, prego.
Elena Ballarin
ANSA) - ROMA - 'E' finita, non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare. Non facciamo cazzate'. Il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo si ferma a colloquio con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e il sottosegretario Paolo Bonaiuti, e indica la strategia per l'uscita dell'Italia dal nucleare. Tremonti ascolta la collega con interesse nei corridoi di Montecitorio. 'Bisogna uscirne - aggiunge Prestigiacomo - ma in modo soft. Ora non dobbiamo fare niente. Si decide tutto tra un mese'.
RIPRESA ALLE ORE 19.50 del 17/3
Etichette:
interventi di Elena Ballarin
venerdì 17 dicembre 2010
Toc, toc! Con permesso...
Sono Elena, moglie di Andrea, la consigliera all'IPAB.
Comincerei con qualche buona notizia!
1) Le rette degli ospiti per il 2011 resteranno invariate. Delibera votata all’unanimità.
2) Ho saputo che gli utenti che consumano i pasti della nostra cucina danno un bel 9 al servizio: è una soddisfazione, punteggio 9 su 10 è come dire che cucinano gli angeli! (Il 10, si sa, si dà solo alla propria mamma).
Non sono mai stata molto presente fisicamente in Casa di Riposo, è vero, ma anche recentemente ho raccolto soddisfazioni e sento per lo più elogi alla qualità dei servizi e all’impegno dei dipendenti… nonostante il clima pesante.
Passiamo alle risposte a chi ha domandato:
MATTEO PENZO, mi pare sulla Nuova, ha detto rivolgendosi al mio consorte più o meno così: “perché non comincia a dare il buon esempio Elena Ballarin, dimettendosi?”
RISP: perché IO non mi tengo in tasca le dimissioni di un consigliere, irrevocabili + firmate con data in bianco + con accordo siglato e firmato da una terza persona ESTRANEA all’IPAB.
Cosa c’entra Sandro Todaro? La voce che il Garbin (poveretto, non si era nemmeno reso conto di non aver MAI corso il rischio di perdere il posto e per me non l’ha capito nemmeno adesso) si fosse fatto schiavo firmando dimissioni in bianco come pegno di fedeltà per essere riammesso in consiglio già circolava, e solo questo già sarebbe stato grave.
Ad un certo punto, mio marito salta fuori con la copia delle fantomatiche dimissioni e sotto ci trovo un accordo misterioso. Che roba è da dover essere siglato dalle firme? Voglio dire, innoceeeenti accordi pre-campagna elettorale del tenore vengo con voi, o voi con me… ecc… hanno bisogno di firme? Cosa c’è sotto?
Se, almeno, le dimissioni mie e di altri due integerrimi consiglieri portassero al risultato di far decadere l’intero consiglio il nobile gesto avrebbe il suo senso, ma il consiglio dell’IPAB non funziona come il consiglio comunale appena caduto in virtù della stessa manovra. Se ci dimettiamo in tre gli altri due restano in carica, e pure i tre dimissionari fino a nomina dei sostituti dal comune (o commissario). Eh no!
A questo punto sto a vedere e sentire, tanto di testimoniare a qualche processo ormai mi tocca…
Tecnicamente, il consiglio decade con le dimissioni di tutti e cinque i consiglieri. Se non cominci col dimetterti tu, non resta che sperare in un commissariamento visto che la semplice sfiducia incontra ancora la “timidezza” del Garbin.
GIORGIO GARBIN ha detto di essere sempre stato libero.
RISP: se sei libero che ti trattiene dalla sfiducia? Adesso sì che dalle dimissioni in bianco sei libero, ora mica possono essere usate. Sono due mesi che dici di essere d’accordo per la sfiducia e mi tocca vedere che voti tutto. Anzi no, una volta ti astieni e dopo una sospensione di meno di 60 secondi di dialogo col presidente ti risiedi e voti tutto. E poi c’è la tua espressione che parla da sola: tra il Todaro (che non conosco personalmente) e il Matteo Penzo, mi pare di vederti…
1) Le rette degli ospiti per il 2011 resteranno invariate. Delibera votata all’unanimità.
2) Ho saputo che gli utenti che consumano i pasti della nostra cucina danno un bel 9 al servizio: è una soddisfazione, punteggio 9 su 10 è come dire che cucinano gli angeli! (Il 10, si sa, si dà solo alla propria mamma).
Non sono mai stata molto presente fisicamente in Casa di Riposo, è vero, ma anche recentemente ho raccolto soddisfazioni e sento per lo più elogi alla qualità dei servizi e all’impegno dei dipendenti… nonostante il clima pesante.
Passiamo alle risposte a chi ha domandato:
MATTEO PENZO, mi pare sulla Nuova, ha detto rivolgendosi al mio consorte più o meno così: “perché non comincia a dare il buon esempio Elena Ballarin, dimettendosi?”
RISP: perché IO non mi tengo in tasca le dimissioni di un consigliere, irrevocabili + firmate con data in bianco + con accordo siglato e firmato da una terza persona ESTRANEA all’IPAB.
Cosa c’entra Sandro Todaro? La voce che il Garbin (poveretto, non si era nemmeno reso conto di non aver MAI corso il rischio di perdere il posto e per me non l’ha capito nemmeno adesso) si fosse fatto schiavo firmando dimissioni in bianco come pegno di fedeltà per essere riammesso in consiglio già circolava, e solo questo già sarebbe stato grave.
Ad un certo punto, mio marito salta fuori con la copia delle fantomatiche dimissioni e sotto ci trovo un accordo misterioso. Che roba è da dover essere siglato dalle firme? Voglio dire, innoceeeenti accordi pre-campagna elettorale del tenore vengo con voi, o voi con me… ecc… hanno bisogno di firme? Cosa c’è sotto?
Se, almeno, le dimissioni mie e di altri due integerrimi consiglieri portassero al risultato di far decadere l’intero consiglio il nobile gesto avrebbe il suo senso, ma il consiglio dell’IPAB non funziona come il consiglio comunale appena caduto in virtù della stessa manovra. Se ci dimettiamo in tre gli altri due restano in carica, e pure i tre dimissionari fino a nomina dei sostituti dal comune (o commissario). Eh no!
A questo punto sto a vedere e sentire, tanto di testimoniare a qualche processo ormai mi tocca…
Tecnicamente, il consiglio decade con le dimissioni di tutti e cinque i consiglieri. Se non cominci col dimetterti tu, non resta che sperare in un commissariamento visto che la semplice sfiducia incontra ancora la “timidezza” del Garbin.
GIORGIO GARBIN ha detto di essere sempre stato libero.
RISP: se sei libero che ti trattiene dalla sfiducia? Adesso sì che dalle dimissioni in bianco sei libero, ora mica possono essere usate. Sono due mesi che dici di essere d’accordo per la sfiducia e mi tocca vedere che voti tutto. Anzi no, una volta ti astieni e dopo una sospensione di meno di 60 secondi di dialogo col presidente ti risiedi e voti tutto. E poi c’è la tua espressione che parla da sola: tra il Todaro (che non conosco personalmente) e il Matteo Penzo, mi pare di vederti…
MATTEO PENZO, sempre sui giornali perché di persona con me è sempre gentile (un signore!) ed evita, adduce a mio demerito che da un po’ voto col Pizzo che è espressione dell’opposizione, mentre io sono espressione del PDL cioè della maggioranza.
RISP: Bisogna dare atto che il debito di inizio mandato è quasi estinto, che molte opere importanti sono in fase conclusiva, ecc… e fin qui è stato un piacere votare in compagnia!
Ho votato contraria l’avviso per il nuovo direttore, i bandi che concretizzeranno imminenti assunzioni di altre posizioni amministrative, la nomina delle commissioni esaminatrici dei relativi concorsi… Tutte forzature, alcune accompagnate da lettera del direttore che non dà il parere di legittimità, che hai fatto votare senza il conto di quanto peseranno sul bilancio.
Anche se, mi informano i tuoi colleghi, da poliziotto non potresti immischiarti nella politica locale, il mio maritino mi spiega che per essere proprio precisi io, nel CDA, sono espressione della fetta più grossa del PDL e colgo l’occasione di far sapere il mio umile giudizio, emotivo di femminuccia con gli occhiali e ultima arrivata, sugli effetti della tua gestione: per me, in qualunque gruppo umano ti collochi, del “gruppo” tempo due anni al massimo non resta più niente. Auguri a te, ma soprattutto al “gruppo”, è chiaro.
PS: visto che è la curiosità di molti, per questa istruttiva esperienza di consigliera guadagno 326 euro lordi al mese. Per fortuna Andrea tiene personalmente le bambine quando vado ai consigli, così niente babysitter + fa il papà = doppio guadagno!
PPS: amici o curiosi in attesa su facebook, non considerate il mio profilo facebook perché lo ha fatto Andrea, non sono mai entrata in facebook.
Ho votato contraria l’avviso per il nuovo direttore, i bandi che concretizzeranno imminenti assunzioni di altre posizioni amministrative, la nomina delle commissioni esaminatrici dei relativi concorsi… Tutte forzature, alcune accompagnate da lettera del direttore che non dà il parere di legittimità, che hai fatto votare senza il conto di quanto peseranno sul bilancio.
Anche se, mi informano i tuoi colleghi, da poliziotto non potresti immischiarti nella politica locale, il mio maritino mi spiega che per essere proprio precisi io, nel CDA, sono espressione della fetta più grossa del PDL e colgo l’occasione di far sapere il mio umile giudizio, emotivo di femminuccia con gli occhiali e ultima arrivata, sugli effetti della tua gestione: per me, in qualunque gruppo umano ti collochi, del “gruppo” tempo due anni al massimo non resta più niente. Auguri a te, ma soprattutto al “gruppo”, è chiaro.
PS: visto che è la curiosità di molti, per questa istruttiva esperienza di consigliera guadagno 326 euro lordi al mese. Per fortuna Andrea tiene personalmente le bambine quando vado ai consigli, così niente babysitter + fa il papà = doppio guadagno!
PPS: amici o curiosi in attesa su facebook, non considerate il mio profilo facebook perché lo ha fatto Andrea, non sono mai entrata in facebook.
Etichette:
interventi di Elena Ballarin,
odissea ipab
Iscriviti a:
Post (Atom)
