A quanto pare l'area interessata dall'incendio che si è verificato a Isolaverde poco prima della mezzanotte di sabato non era un campeggio autorizzato. Probabilmente i tre camper stavano solamente effettuando una sosta. L’incendio non risulta essere doloso, è scoppiato quindi per un caso apparentemente fortuito su cui ora stanno indagando i vigili del fuoco.

L’evento riporta però l'attenzione sul tema della sicurezza nelle strutture ricettive destinate a ospitare i turisti. Numerosi sono i controlli che devono superare le strutture autorizzate al campeggio, devono superare verifiche riguardo la sicurezza, in tema prevenzione incendi, sicurezza degli impianti, piani di emergenza e manutenzione delle strutture. “Si tratta di obblighi che richiedono investimenti da parte degli imprenditori - afferma Raffaella Boscolo, presidente di Cisa Camping - ma che rappresentano una garanzia fondamentale per chi sceglie di trascorrere una vacanza in condizioni di sicurezza, oltre che per la tutela dei lavoratori”.

18 sono i soccorritori intervenuti, da Chioggia Cavarzere e Mestre con più autobotti, l’autoscala, e due vetture per domare le fiamme e mettere in sicurezza la zona. Si temeva per le abitazioni vicine. Sembra che i proprietari fossero su un bar vicino dove i cinque bambini delle tre coppie stavano mangiando un gelato. Gli scoppi delle bombole si sono sentiti ovunque a IsolaVerde ma in molti lo hanno confuso con i botti dei fuochi d'artificio, complice la musica molto alta che proviene da molte spiagge. 

Aggiunge, la presidente di Cisa Camping Chioggia che sarebbe fondamentale valorizzare le strutture che operano nel rispetto delle regole dove si rispettano standard per tutelare ospiti e lavoratori. 

PUBBLICITÀ