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venerdì 5 giugno 2026

PESCA - CREDITO DI IMPOSTA, LE DOMANDE DAL 20 GIUGNO

 L'INTERVENTO DELL'ASSESSORE ALLA PESCA

guarda il video con l'intervento dell'assessore alla pesca--->>>

Chioggia - 4 giugno 2026

Dopo l’incontro che si è tenuto a Roma, convocato in un tempo estremamente breve, considerando anche che si era a cavallo di un importante ponte festivo, ci è tenuta una riunione al Mercato Ittico a Chioggia. 

A Roma era presente il sottosegretario La Pietra, ma anche il capo di gabinetto Borriello, il capo dipartimento e la direttrice generale Romito. Questo ha dimostrato un grande interesse per i problemi del settore. La presentazione per le domande per ottenere il credito di imposta si potrà effettuare già dal 20 giugno con scadenza dei termini il 20 luglio. la misura terrà in considerazione il trimestre marzo, aprile e maggio. Al momento per giugno e luglio si sta lavorando, anche in quanto a chiedere misure d’aiuto sono tutti i settori energivori, non solo la pesca e trovare risorse per tutti non sembra essere così semplice. 

Si sta lavorando anche per l’attivazione della misura FEAMPA ex 5.68 che metterà sul piatto circa 70 milioni di euro. I bandi saranno gestiti dalle singole Regioni e il loro avvio è previsto entro il mese di luglio, una volta completate le procedure amministrative.

Inoltre si è parlato di fermo pesca, delle liquidazioni che partiranno a brevissimo per il 2024 con partenza a fine estate per le graduatorie per il 2025  con il pagamento entro il 2026 di tutte le pratiche pendenti relative ai fermo pesca anche degli anni precedenti. Demolizioni e Cisoa hanno poi completato il quadro della discussione. 

Paolo Tiozzo, Confcooperative Agroalimentare e Pesca, si dice soddisfatto per gli impegni che ha preso il sottosegretario, fissando date certe per i provvedimenti che si dimostrano più urgenti. Confcooperative aveva già provveduto, in vista dell'incontro, a inviare un documento articolato negli undici punti ritenuti le maggiori emergenze che il comparto si ritrova ad affrontare. L’aumento del gasolio ha toccato punte dell’80% con un aumento di circa il 50% e per le imprese della pesca , fortemente energivore, tale aumento incide pesantemente sui costi aziendali e quindi sulla sostenibilità delle stesse imprese.

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mercoledì 3 giugno 2026

DOLFIN - SALVIAMO LA PESCA E L'INTERO INDOTTO

 Troppe lungaggini, ora serve ascolto e celerita'


Chioggia - 3 giugno 2026

Massima solidarietà al settore della pesca clodiense e alle marinerie del Veneto e d’Italia da parte del consigliere Comunale Marco Dolfin, Dipartimento Pesca Lega Veneto. Secondo il consigliere il mondo della pesca gode di poca considerazione, ostaggio di direttive ostiche e dannose a partire da Bruxelles, dove sembra che sia solo l’ambiente a godere di un occhio di riguardo dimenticando la sostenibilità sociale ed economica. Il rischio è la morte dell’intero settore. 


Governo Nazionale e Regionale conoscono le problematiche, prosegue Dolfin, ma la burocrazia rallenta il tutto e i tempi necessari si dilatano. Di qui la protesta , simbolica, partita da Chioggia. Un segnale che parte dal basso per sensibilizzare le stesse Istituzioni, sollecitandole a far presto per evitare un blocco persistente e dannoso dell’intera filiera ittica. 

Troppi i problemi che attanagliano il settore, dalle ripercussioni dei conflitti bellici nei panorami internazionali, alle politiche sempre più restrittive, al mancato ricambio generazionale, ai cambiamenti climatici e all’inquinamento dei mari.

Il mondo della pesca è quotidianamente in bilico e serve una massima attenzione  per evitare paralisi del settore e tensioni sociali.

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PESCA - INCONTRO OGGI A ROMA

"Se le promesse non saranno mantenute siamo pronti a manifestare"

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Chioggia - 3 giugno 2026


Oggi i pescatori incontreranno il Ministro Lollobrigida che ha garantito, a seguito dell’agitazione del settore ittico, di cercare le risorse necessarie per poter coprire la misura del credito di imposta che permetterebbe di tirare un sospiro di sollievo non solo agli armatori, ma anche e soprattutto agli equipaggi.

All’agitazione di Chioggia si sono agganciate un po’ tutte le marinerie dell’alto Adriatico, Goro, Pila, Caorle e molte altre che rimarranno ferme a partire da oggi.

Il caro gasolio sta mettendo in ginocchio il settore, ogni settimana di lavoro costa in carburante dai 5mila ai seimila euro. Si tratta della spesa maggiore per gli operatori. Il caro gasolio, dovuto ai conflitti e alle difficoltà di rifornimento attraverso lo stretto di Hormuz  sta incidendo in maniera particolare ora che il prezzo del pesce si è abbassato. La misura del credito di imposta manterrebbe il settore sostenibile, la mancanza di questa misura renderebbe troppo costoso approvvigionare le tavole del prodotto ittico.

Sembrava che l’adesione allo sciopero fosse totale, ma così non è, un numero risicato di barche della marineria di Chioggia è uscito in mare rendendo più debole la protesta ma anche mancando di rispetto a chi si sta dando da fare per organizzare incontri, colloqui, riunioni, viaggi, telefonate per convincere delle difficoltà del settore. Chi è uscito in mare non sembra si stia guadagnando la stima dei colleghi. Soprattutto in quanto, nonostante non partecipi attivamente all’agitazione, avrà comunque i benefici che il settore riuscirà a ottenere  grazie a coloro che in mare hanno deciso di non uscire.

Se l’incontro di oggi a Roma non ottenesse i risultati sperati, i pescatori sono pronti a mostrare il loro dissenso in Corso del Popolo; stanno attendendo l’esito dell’incontro per decidere come muoversi. In teoria fino a venerdì i pescatori intendono rimanere attraccati.

ULTIMO MINUTO: I pescatori sono riusciti a convincere  anche i più restii a partecipare all'agitazione perchè abbia maggior valore.

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sabato 30 maggio 2026

SCIOPERO DELLA PESCA

 Chioggia, 29 maggio 2026

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Lo sciopero per la marineria di Chioggia inizia lunedì, le altre ,marinerie dell'Adriatico stavano attendendo la sua decisione per seguire l'esempio.

"È stato deciso di fermarsi da lunedì, alla luce dei quattro punti principali portati alla discussione - afferma Elio Dall'Acqua, storico armatore -. Il primo riguarda il credito d’imposta: sono tre mesi che lo sollecitiamo, ma non sappiamo ancora quando usciranno i codici. Abbiamo chiesto anche di prorogarlo, possibilmente fino alla fine dell’anno, ma al momento non abbiamo ricevuto risposte concrete.

Abbiamo poi chiesto, come ci era stato promesso, il pagamento dei fondi relativi al fermo pesca degli anni arretrati, ma anche su questo non ci sono ancora novità. Lo stesso vale per altri contributi attesi dal settore.

A livello nazionale sembra si pensi che i pescatori possano continuare ad andare in mare con il gasolio a 1,35 euro al litro e riuscire comunque a guadagnare. Ma non è così. Per questo abbiamo deciso che da lunedì resteremo a casa. Non solo noi: anche le altre marinerie presenti oggi alla riunione hanno espresso la stessa intenzione.


Non sarà uno sciopero in senso stretto, ma un atto dimostrativo nei confronti del Governo. Le promesse che ci sono state fatte per iscritto devono essere rispettate. Non vogliamo più essere presi in giro.

Faremo eventualmente una manifestazione, un passaggio in piazza e al mercato ittico, per far vedere che ci siamo e per esprimere tutto il nostro malcontento verso il Governo nazionale. Poi, a fine settimana, valuteremo gli sviluppi.

Sappiamo che il giorno 3 è prevista una riunione importante a Roma per discutere eventuali contributi o ulteriori misure per il settore. Attendiamo di capire cosa succederà.

Questa non è solo una questione che riguarda gli armatori, ma anche e soprattutto i marinai. Gli armatori, in qualche modo, possono anche aver messo da parte qualcosa; i marinai, invece, sono quelli più esposti. Ci sono già barche ferme perché non riescono più a garantire il minimo ai lavoratori.

I sindacati fanno il loro lavoro nel tutelare i marinai, ed è giusto così. Ma non è colpa nostra se, con il caro gasolio, non riusciamo più a coprire le spese. Le uscite superano gli incassi: gasolio, casse, forniture e tutto ciò che serve per armare una barca è aumentato di oltre il 30%. In queste condizioni non si può andare avanti.

Anche i marinai si lamentano. Siamo arrivati a un punto limite.

Per quanto riguarda il fermo pesca 2024, è uscita la graduatoria, ma non sappiamo quando verranno erogati i fondi. La graduatoria sarà seguita da ulteriori passaggi e, vista anche la situazione di crisi a Roma, non credo che i soldi arriveranno entro fine anno. Spero di sbagliarmi, ma al momento la prospettiva è questa.

Alla riunione erano presenti quasi tutte le marinerie. Alcune realtà, come Goro, hanno già manifestato l’intenzione di fermarsi. Ora contatteremo anche Rimini, Cesenatico, Porto Garibaldi, Ancona, San Benedetto e le altre marinerie, perché anche loro vogliono manifestare.

Il segnale parte da Chioggia, una delle marinerie più importanti d’Italia, e da qui l’obiettivo è coinvolgere tutto l’Adriatico, almeno l’alto Adriatico, per far vedere il nostro malcontento e l’impossibilità di continuare a lavorare in queste condizioni.

Noi vogliamo soltanto lavorare, ma in questa maniera non si può più andare avanti: le spese ormai coprono completamente il guadagno.

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sabato 16 maggio 2026

BANDIERA BLU - COMPLIMENTI ANCHE DALLA PESCA

Chioggia - 15 maggio 2026

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Anche il mondo della pesca riconosce l’importanza che Chioggia sia insignita anche quest’anno della Bandiera Blu che come primo parametro tiene in considerazione la qualità dell’acqua.

A parlare è l’armatore e rappresentante di una buona parte della marineria clodiense, Elio Dall’Acqua che esprime grossa soddisfazione nell’apprendere che anche quest’anno è stato dato l’importante riconoscimento al comune ricordando nel merito, il grosso lavoro svolto dalla marineria nel raccogliere i rifiuti  restituiti dal mare. A proposito ricorda il progetto nato diversi anni fa per raccogliere le reti dismesse. Nel primo anno sono stati raccolti 100 mila chilogrammi, quasi altrettanto negli anni successivi. 

Lo stesso Elio si complimenta con tutta la marineria nel promuovere un mare pulito e un ottimo pescato e di qualità.

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mercoledì 8 aprile 2026

MICHELE BOSCOLO MARCHI - COMINCIAMO ATTIVITÀ FINANZIATE DAI FEAMPA

Chioggia - 9 aprile 2026

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Siamo con Michele Boscolo Marchi, presidente del Co.Ge.Vo. di Chioggia. Ieri è stata una giornata importante, con la firma di un protocollo d’intesa che coinvolge i Co.Ge.Vo. di Chioggia e Venezia, la Regione Veneto, Veneto Agricoltura e altri enti e istituti del territorio, con l’obiettivo di rilanciare il settore delle vongole lupino.

“Esatto. Ieri mattina ci siamo incontrati a Legnaro, nella sede di Veneto Agricoltura. Erano presenti il direttore Caner, i funzionari Renato Palazzi e Gianluca Fregolent, oltre a rappresentanti del Crea, che è un ente ministeriale, e dell’Università di Ferrara. C’eravamo poi noi, come Co.Ge.Vo. di Chioggia e Co.Ge.Vo. di Venezia: io personalmente e Massimo Pedronetto, nuovo presidente del Co.Ge.Vo. di Venezia.

Abbiamo firmato questo protocollo d’intesa con Veneto Agricoltura, all’interno di un progetto che era stato pensato già da diverso tempo. Si tratta di un intervento da 4 milioni di euro, destinato non soltanto al mondo della pesca in senso stretto, ma a tutto il percorso operativo e scientifico necessario per affrontare il problema.

Da parte nostra c’è molta ambizione, anche perché si tratta di fondi pubblici, risorse FEAMPA, quindi soldi europei, e questo significa che ci sarà la massima attenzione su come verranno impiegati. Non sono soldi distribuiti a pioggia, come qualcuno potrebbe pensare, ma risorse destinate a servizi precisi: ogni impresa di pesca avrà un compito ben definito.


Fra qualche settimana partirà la prima fase. Alcune imbarcazioni usciranno per effettuare un monitoraggio lungo il territorio veneto, così da capire dove intervenire in modo più massiccio con attività di pulizia, ossigenazione, controllo e altre operazioni necessarie. In seguito entreranno in attività anche altre barche, attrezzate in modo diverso rispetto al solito, perché oltre ai monitoraggi e ai campionamenti del seme, sarà effettuato un controllo completo dell’ambiente marino, dalla superficie dell’acqua fino al fondale.

Attraverso l’analisi della colonna d’acqua verranno eseguiti esami sulla qualità dell’acqua, sulla presenza di clorofilla e quindi sulla quantità di nutrimento disponibile. Saranno inoltre effettuati carotaggi per capire se il fondale conserva ancora le caratteristiche adatte alla produzione del nostro mollusco, la vongola di mare, oppure se nel tempo si è modificato.

Su questo progetto ci sono grandi aspettative, perché dopo anni in cui abbiamo registrato problemi di questo tipo, magari distribuiti a macchia di leopardo, oggi vogliamo finalmente capire fino in fondo quali siano le cause di questa devastazione che ha colpito le vongole di mare e i lupini.



Il progetto durerà un anno. Non è un’attività che si esaurisce in poche settimane, ma richiede un periodo lungo di osservazione, controllo e verifica. Solo alla fine potremo valutare i risultati reali. E va detto con chiarezza: questo è uno step, non un progetto fine a se stesso. Se la natura ci darà una mano e se emergeranno riscontri positivi, allora si potrà ragionare su una ripresa delle attività tra un anno, due anni o nei tempi che saranno possibili. In caso contrario, sarà necessario valutare misure diverse, magari anche drastiche, perché oltre a ciò che stiamo facendo ora, molto altro non sarà possibile fare.

Per questo motivo considero molto importante essere arrivati finalmente alla fase operativa. Era un progetto che avevamo elaborato da tempo e che ora, fortunatamente, entra nel vivo. Questo è già di per sé un grande risultato. Adesso incrociamo le dita e speriamo che possa dare risposte concrete.

Naturalmente i problemi non finiscono qui. Le nostre imbarcazioni sono ferme da 19 mesi, considerando anche febbraio, marzo e aprile. Le barche sono attraccate ai moli e ora bisogna rimetterle in efficienza. Da questo punto di vista non ci mancano i meccanici e la manutenzione si può fare. Il problema vero, semmai, riguarda i marinai. Molte imbarcazioni sono composte dal solo armatore e da uno o più marinai, ma con tutto quello che è successo molti oggi non ci sono più. E quindi rischiamo di avere difficoltà nel reperire il personale necessario per tornare in mare.

Anche su questo stiamo cercando di organizzarci. Insieme al presidente di Venezia e ai direttori dei due Co.Ge.Vo. stiamo lavorando a un protocollo, ancora da definire, per fare in modo che, in mancanza di marinai, nessuna attività venga bloccata. Tutte le barche dovranno uscire in mare, anche se con compiti diversi. Ogni battuta di attività durerà otto ore giornaliere e verranno organizzati due turni, A e B.

Chi avrà problemi di equipaggio metterà momentaneamente la barca in disarmo e l’armatore si imbarcherà su un’altra imbarcazione operativa. Il mese successivo si farà il contrario. In questo modo vogliamo creare una forma di collaborazione che permetta di tenere almeno il 50-60% delle imbarcazioni sempre attive, così da garantire il miglior supporto possibile anche ai tecnici e ai ricercatori che saliranno a bordo per controlli, esami, carotaggi e tutte le altre attività previste dal progetto.

Si tratta quindi di un progetto molto interessante e destinato a protrarsi nel tempo. Va anche detto che, dal punto di vista ambientale, oggi la situazione appare diversa rispetto a quella delle primavere del 2023 e del 2024, e in parte anche del 2025, quando gli eventi piovosi sono stati molto intensi e hanno avuto un impatto fortissimo. Oggi, nella primavera 2026, il clima per ora è più regolare e vicino alla normalità stagionale, senza quelle bombe d’acqua che avevano compromesso pesantemente il nostro mare.

E qualcosa, in effetti, sembra muoversi. Lo dico perché appena venti giorni fa abbiamo effettuato un piccolo monitoraggio e in alcune batimetrie dove prima non c’era assolutamente nulla, oggi iniziamo a vedere qualche piccola vongola. Per noi è già un segnale importante: passare dal nulla a intravedere qualcosa significa vedere finalmente un piccolo spiraglio di luce in un tunnel che finora è stato lunghissimo e molto difficile. Anche per questo speriamo che l’ambiente e soprattutto il clima continuino ad aiutarci.

Infine, voglio ringraziare due consiglieri regionali che, attraverso un loro emendamento, hanno messo a disposizione una parte importante delle risorse che avevano a disposizione nei rispettivi ambiti politici. Mi riferisco ad Alessio Morosin della Liga Veneta e a Jonatan Montanariello del Partito Democratico. Complessivamente hanno destinato 185 mila euro direttamente alle imprese. Sono risorse limitate rispetto ai bisogni reali, ma in un momento come questo sono comunque importanti. Per questo li ringrazio personalmente”.

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BEN HUR, DUE MESI DI LAVORO AD ANCONA: LA PESCA DI CHIOGGIA NON SI FERMA

Chioggia, 7 aprile 2026

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Il momento storico che stiamo vivendo non è certamente dei migliori.
La guerra in Ucraina, ormai alle porte dell’Europa, va avanti da oltre quattro anni in modo drammatico. Da più di un mese si è aperto anche un nuovo fronte nel Golfo Persico e, al momento, non si intravedono spiragli di soluzione. Una situazione complessivamente molto preoccupante.

Eppure, nonostante tutto questo, c’è chi continua ad avere coraggio.

Parlo della famiglia Bonaldo: l’armatore Davide Bonaldo e il comandante Matteo Bonaldo, che da oltre due mesi stanno lavorando senza sosta alla riqualificazione di un grande peschereccio, il Ben Hur, nel porto di Ancona. Domani è previsto il suo arrivo a Chioggia.

Insieme a loro anche il direttore di macchina Massimo Vido e il giovanotto di macchina Federico Voltolina, professionisti che rappresentano una componente fondamentale della nostra marineria.

Viene naturale fare un parallelo con la nostra storia: Chioggia è cresciuta grazie al coraggio dei pescatori, uomini che uscivano in mare consapevoli di rischiare la vita. Oggi quel coraggio continua a vivere in chi investe, lavora e crede ancora nel futuro della pesca, nonostante un contesto economico e geopolitico sempre più complesso.

Il Ben Hur non è solo un peschereccio: è un segnale.
Un segnale di fiducia, di determinazione e di attaccamento al lavoro e al territorio.

E arriva in un momento in cui la marineria clodiense ha bisogno di essere rafforzata, considerando che negli ultimi anni molti pescherecci sono stati dismessi e tanti pescatori sono andati in pensione.

Permettetemi però anche un piccolo disappunto.

Oggi più che mai abbiamo capito quanto sia importante l’indipendenza energetica e quanto il costo del carburante incida in modo decisivo sul lavoro dei pescatori. Bastano pochi centesimi per trasformare una giornata di lavoro in una perdita.

Esistono già soluzioni tecnologiche per convertire i motori e utilizzare il gas, una scelta che ridurrebbe i costi e l’impatto ambientale. Nel Nord Europa molte imbarcazioni da pesca utilizzano già queste tecnologie.

Purtroppo, a Chioggia, questa possibilità è stata di fatto bloccata.
A seguito di una campagna basata su timori e allarmismi, si è arrivati addirittura a impedire la realizzazione di un impianto di distribuzione del gas.

Questo significa che, anche guardando al futuro, la nostra marineria rischia di rimanere indietro, sia dal punto di vista economico che ambientale.

So che queste sono posizioni che spesso vanno controcorrente.
Ma sono convinto che, col tempo, qualcuno riconoscerà che queste riflessioni avevano un fondamento.

Nel frattempo, un grande in bocca al lupo alla famiglia Bonaldo e a tutto l’equipaggio del Ben Hur.
Il loro ritorno a Chioggia è una bella notizia per tutta la città.

mercoledì 1 aprile 2026

UILA PESCA VENETO, CARLO MUCCIO RIELETTO SEGRETARIO GENERALE

“AVANTI AL FIANCO DEI PESCATORI, NONOSTANTE LE CRISI”

Chioggia - 1 aprile 2026

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Carlo Muccio è stato confermato alla guida di Uila Pesca per i prossimi quattro anni al Congresso che si è svolto nella giornata di ieri. 

La riconferma giunge in un momento particolarmente complesso per il settore ittico regionale, segnato da emergenze e criticità che stanno mettendo a dura prova l’intero comparto. Il settore della Pesca in Veneto ha un’importanza rilevante grazie a marinerie storiche e strategiche come Chioggia, Caorle e Pila.

Muccio ha ricordato le ultime crisi che hanno flagellato il settore dal Covid-19, al granchio blu, all’attuale emergenza del caro gasolio, aggravata dalle tensioni internazionali.



“Parliamo di un settore che vive di equilibrio fragile – ha sottolineato Muccio – e che oggi si trova a fronteggiare costi sempre più insostenibili e prospettive incerte”.


Preoccupante è il tema del ricambio generazionale. La professione del pescatore sembra essere sempre meno appetibile per i giovani che cercano di inserirsi nel mondo del lavoro, complici i redditi instabili , le poche garanzie sul futuro e , aggiungiamo, la mancanza di un welfare che tuteli il settore. 

“Eppure – ha aggiunto – quello del pescatore resta un lavoro che nasce da una scelta profonda: è cultura, è identità, è passione”.




Nel corso del mandato appena concluso, la Uila Pesca del Veneto ha mantenuto una presenza costante accanto ai lavoratori del settore e alle loro famiglie, sostenendoli nelle vertenze, nelle richieste di tutela e nelle fasi più difficili.


“Non abbiamo mai fatto mancare la nostra vicinanza – ha dichiarato Muccio – e continueremo a farlo ogni giorno, con determinazione, per difendere diritti, dignità e futuro della pesca”.


“Il Veneto rappresenta un presidio fondamentale della pesca italiana . ha affermato Maria Laurenza, Segretaria Generale Nazionale della Uila Pesca -. Essere qui oggi significa ribadire che nessun pescatore deve sentirsi solo: la Uila Pesca c’è e continuerà a esserci, con forza, in ogni territorio”.


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venerdì 20 marzo 2026

LA PESCA INCONTRA LA REGIONE - CARLO MUCCIO, UILA PESCA

 leggi l'approfondimento --->>>

In Regione si è svolto un incontro sulla crisi della pesca, richiesto dal sindaco Armelao e dall’assessore Penzo, con la partecipazione dell’assessore Dario Bond e del consigliere Montanariello. Un confronto considerato positivo per l’approccio condiviso tra politica, sindacati e operatori del settore.


È stata ribadita la centralità della marineria di Chioggia e affrontata la grave situazione dei vongolari, colpiti dalle morie che hanno azzerato la risorsa. Al momento, però, non ci sono fondi regionali disponibili per il comparto.


Tra le richieste principali emerge l’attivazione della CISOA, come strumento di sostegno al reddito, mentre le cooperative propongono di utilizzare fondi FEAMPA non spesi da altre regioni. Resta aperto il dialogo istituzionale, ma senza ancora certezze sulle risorse.


giovedì 13 gennaio 2022

AL VIA IL CORSO PER FORMARE NUOVI PESCATORI


Il 18 gennaio inizia il "Corso di tecnico della pesca innovativa e sostenibile" organizzato da Scuola di Pesca, Impresa Pesca, Coldiretti Veneto e sostenuto dalla Regione Veneto, in c
ollaborazione con l’Università degli Studi di Padova, Dipartimento di Biologia (DiBio).
Ci saranno lezioni teoriche, oltre a laboratori, esperienze a bordo, seminari, tirocini
per un totale di 900 ore di cui 450 in aula e 450 di tirocinio.

I laboratori si terranno in presenza con lezioni pratiche, stage e tirocini presso attività produttive del territorio regionale, mentre per le lezioni teoriche si utilizzerà la piattaforma Google Meet.
Una parte di attività del tirocinio, che verrà distribuita durante tutto l’anno, verrà svolta a Codevigo, in Valle Millecampi, unico sbocco al mare del padovano. Il tirocinio permetterà ai partecipanti di fare un’esperienza diretta con le diverse attività del territorio, nell’ambito della pesca e dell’acquacoltura.
Tra le lezioni verrà dato risalto alla biologia e all’ecologia marina, introducendo i partecipanti alle biodiversità lagunari e marine. Verranno trattate le varie tipologie di pesca facendo attenzione alle innovazioni ma dando risalto alla sostenibilità. Altro tema trattato sarà l’acquacoltura e le sue diverse tipologie, alla cui gestione dei sistemi produttivi saranno introdotti i corsisti, i quali avranno un approccio anche con le varie proposte per diversificare le attività di pesca. 

PESCHERECCI

Si vuole tornare a dare risalto a un'antica professione rivolgendola verso uno sviluppo sostenibile e puntando alla conservazione degli habitat e al potenziamento del turismo legato all’ittico, aprendo la possibilità di occupazione alle donne, titolari e collaboratrici di azienda.
I docenti o relatori saranno biologi, professori e gli stessi professionisti.
Le lezioni partiranno il giorno 18 gennaio, dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 13:30 e le iscrizioni sono ancora aperte. Si tratta di un progetto finanziato dal FEAMP.
Quest'anno è stato dichiarato Anno Internazionale della pesca sostenibile e artigianale oltre che dell'acquacoltura, in ambito del programma IYAFA 2022, secondo il progetto della FAO