mercoledì 8 aprile 2026

BEN HUR, DUE MESI DI LAVORO AD ANCONA: LA PESCA DI CHIOGGIA NON SI FERMA

Chioggia, 7 aprile 2026

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Il momento storico che stiamo vivendo non è certamente dei migliori.
La guerra in Ucraina, ormai alle porte dell’Europa, va avanti da oltre quattro anni in modo drammatico. Da più di un mese si è aperto anche un nuovo fronte nel Golfo Persico e, al momento, non si intravedono spiragli di soluzione. Una situazione complessivamente molto preoccupante.

Eppure, nonostante tutto questo, c’è chi continua ad avere coraggio.

Parlo della famiglia Bonaldo: l’armatore Davide Bonaldo e il comandante Matteo Bonaldo, che da oltre due mesi stanno lavorando senza sosta alla riqualificazione di un grande peschereccio, il Ben Hur, nel porto di Ancona. Domani è previsto il suo arrivo a Chioggia.

Insieme a loro anche il direttore di macchina Massimo Vido e il giovanotto di macchina Federico Voltolina, professionisti che rappresentano una componente fondamentale della nostra marineria.

Viene naturale fare un parallelo con la nostra storia: Chioggia è cresciuta grazie al coraggio dei pescatori, uomini che uscivano in mare consapevoli di rischiare la vita. Oggi quel coraggio continua a vivere in chi investe, lavora e crede ancora nel futuro della pesca, nonostante un contesto economico e geopolitico sempre più complesso.

Il Ben Hur non è solo un peschereccio: è un segnale.
Un segnale di fiducia, di determinazione e di attaccamento al lavoro e al territorio.

E arriva in un momento in cui la marineria clodiense ha bisogno di essere rafforzata, considerando che negli ultimi anni molti pescherecci sono stati dismessi e tanti pescatori sono andati in pensione.

Permettetemi però anche un piccolo disappunto.

Oggi più che mai abbiamo capito quanto sia importante l’indipendenza energetica e quanto il costo del carburante incida in modo decisivo sul lavoro dei pescatori. Bastano pochi centesimi per trasformare una giornata di lavoro in una perdita.

Esistono già soluzioni tecnologiche per convertire i motori e utilizzare il gas, una scelta che ridurrebbe i costi e l’impatto ambientale. Nel Nord Europa molte imbarcazioni da pesca utilizzano già queste tecnologie.

Purtroppo, a Chioggia, questa possibilità è stata di fatto bloccata.
A seguito di una campagna basata su timori e allarmismi, si è arrivati addirittura a impedire la realizzazione di un impianto di distribuzione del gas.

Questo significa che, anche guardando al futuro, la nostra marineria rischia di rimanere indietro, sia dal punto di vista economico che ambientale.

So che queste sono posizioni che spesso vanno controcorrente.
Ma sono convinto che, col tempo, qualcuno riconoscerà che queste riflessioni avevano un fondamento.

Nel frattempo, un grande in bocca al lupo alla famiglia Bonaldo e a tutto l’equipaggio del Ben Hur.
Il loro ritorno a Chioggia è una bella notizia per tutta la città.

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