L’articolo sulla “Vecchia Scuola Infermieri Professionali di Chioggia, con non senza sorpresa, ha suscitato interesse e curiosità, per cui si ritiene valga la pena ritornarci, magari con un respiro più ampio se pur necessariamente limitato.
Ottenuta la firma del provvedimento e tornati a Chioggia, grande è stata la soddisfazione: quella delibera, di istituzione della Scuola Infermieri Professionali a Chioggia, prevista solo in complessi ospedalieri ben più grandi ed importanti nel panorama sanitario provinciale, premiava mesi di notevole impegno finalizzato ad ottenere, come già detto, la formazione di personale sanitario qualificato ed offrire inoltre, a quanti potevano essere interessati in Chioggia, l’opportunità di un lavoro serio e dignitoso, cosa di cui c’era gran bisogno.


Nel 1971, sotto la guida del Direttore Sanitario, Dott. Angelo Barbieri, medico nonché ottimo tecnico e uomo di particolare spessore umano, precursore del tribunale dei diritti del malato, l’Ospedale Civile di Chioggia è stato trasferito da Palazzo Grassi in Chioggia al nuovo Ospedale in Sottomarina, anche se non ancora totalmente completato.
Madrina all’inaugurazione del nuovo complesso ospedaliero, il Ministro della Sanità Tina Anselmi.
L’entrata in vigore da qualche anno delle norme di istituzione e di riforma degli Enti Ospedalieri, resi autonomi e slegati dagli Enti Comunali di Assistenza e altro, la nomina del nostro da Ospedale di Zona a Ospedale Provinciale, l’adozione di un nuovo apposito Regolamento Generale di disciplina dei servizi e del personale redatto in base e secondo le indicazioni delle nuove disposizioni che regolamentavano i neonati Enti Ospedalieri, che consentiva la riqualificazione del personale sanitario e non e di collocarlo, dopo anni di precariato, nei rispettivi ruoli, completava il quadro per una sanità in Chioggia in linea con gli standard provinciali e regionali.


Il fermento innovativo, favorito dall’ottima intesa sindacale di CISL e CGIL Ospedalieri con la rappresentanza dei medici ANAAO, guidata allora dal dott. Sergio Bondi, le aspettative per dei servizi non solo sanitari ma pure tecnici e alberghieri di cucina e guardaroba, organizzati con una nuova visione, una più attenta e razionale organizzazione del personale, affinché il tutto fosse all’altezza del nuovo complesso ospedaliero, erano enormi e torna a merito dell’impegno e dello spirito di sacrificio di quanti vi lavoravano in quegli anni, con Direttori Sanitari, dopo il Dott. A. Barbieri sostituito nel corso del 1973 dal Dott. Carlo Bagnato ex Medico Provinciale.
Chi ha vissuto quella stagione, non può non esserne fiero!


Però, come troppo spesso accade, cambiare, innovare, non sempre è compreso, oppure è inteso come una sorta di invasione di campo in terreno ed in poteri altrui. Per cui in proseguo del tempo, partiti il dott. A. Barbieri, il Dott. C. Bagnato e pure il Dott. S. Bondi, le cose cambiarono, favorite da una nuova anch’essa gestione politica e da chi aveva visto nel cambiamento il proprio potere, piccolo o grande che fosse, messo in discussione.
Profetica la previsione formulata nell’accomiatarsi dal Dott. A. Barbieri, in presenza del Dott. C. Bagnato in occasione del loro incontro per il cambio della guardia. Nella sostanza, non dissimile peraltro, da quella espressa dal Dott. C. Bagnato quando con il funzionario De Lisio Rosario ebbero occasione di salutarmi prima della loro partenza: Mai previsioni risultarono tanto azzeccate!


Il resto, infatti, è tutta un’altra storia.
Ballarin Paolo