Chioggia, 12 aprile 2026
Nel giorno dedicato ai colori, ai profumi e alla bellezza della natura, nel giorno in cui Chioggia si veste come un giardino fiorito, c’è un dettaglio che non è passato inosservato. Proprio sul Palazzo della Loggia, sede dello IAT e punto di riferimento per l’accoglienza turistica, i vasi di fiori si presentano in gran parte secchi, spenti, privi di quella vitalità che ieri ci si sarebbe aspettato. A dire il vero ci si aspetterebbe tutti i giorni una cura speciale per ciò che deve abbellire un luogo. O si fa una bella cosa, si toglie tutto.
Un controsenso evidente: mentre la città si celebrava come una città in fiore, chi arrivava per chiedere informazioni turistiche si trovava davanti un’immagine che comunica tutt’altro. Non è la prima volta che accade, e proprio per questo la situazione pesa ancora di più.
Se non c’erano le condizioni per piantumare nuovi fiori, forse sarebbe stato più opportuno rimuovere temporaneamente i vasi, oppure trovare una soluzione alternativa: allestimenti simbolici, piante in prestito, anche solo un’idea creativa per evitare quell’effetto di abbandono. Il comune ha contribuito all’organizzazione dell’evento possibile che nessuno abbia guardato quei vasi e pensato che lasciarli in quelle condizioni in una giornata come quella di ieri sarebbe stato anacronistico e comunque fuori luogo. La cura del dettaglio può passare inosservata ma ci sono occasioni, in cui la mancanza di cura del dettaglio è come un faro puntato.




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