Chioggia, 20 aprile 2026
Il locale di somministrazione Officina Alcoolica in Campo Duomo ha provocato una discussione pubblica su temi attuali che riguardano da un lato il diritto di fare attività economica e dall’altro il diritto di vivere in un luogo vivibile.
Il bar lamenta che ci sia una proposta di limitare l’orario di apertura dell'attività alla mezzanotte o massimo all’una, una regola che varrebbe per tutte le attività di somministrazione. Un’ipotesi di limitazione che sta causando molto fermento tra le attività di somministrazione. Supponiamo che sia la prima attività a discutere la proposta ma penso che ad essa si accoderanno tutte le attività di somministrazione intrattenimento che rientrano nella fascia interessata.
Logicamente una riduzione di orario di apertura comporterebbe una diminuzione di fatturato, la necessità di personale per meno ore giornaliere, con una paga minore in busta per i dipendenti, una minor proposta per residenti e turisti. secondo questa attività con questo sistema si penalizzano le attività a suo dire virtuose.
Secondo Officina, e certamente anche per le altre attività interessate, serve un confronto per cercare soluzioni che differenzino gli orari per tipologia di attività, maggiori controlli per garantire il rispetto delle normative e una collaborazione tra istituzioni ed esercenti.
I cittadini davanti alla proposta e alla controproposta si sono divisi tra chi definisce riduttivo l’orario di chiusura alla mezzanotte o all’una e chi parte dal principio di dover differenziare in primo luogo il centro storico dall’area balneare.
Non bastano gli incassi fino alla mezzanotte bisogna rompere le palle anche oltre - ha affermato Sandro Varagnolo difensore del centro storico e attento alle sue fragilità.
“Una città non adatta alla gioventù” risponde chi vuole un orario di apertura più ampio che spesso difende la scelta invitando chi è infastidito a cambiare città o a cambiare gli infissi.
Chi vorrebbe minor confusione perchè in centro ci vive da residente si chiede se non ci siano soluzioni per rendere compatibile la vivibilità di un centro storico residenziale con questo modo di fare economia. Manca la moderazione, “ma le persone che non reggono l’alcool - o che ne bevono troppo - finiscono col fare casino, scatenare risse , vomitare o pisciare sulle porte delle case , ha aggiunto qualcuno. Una forma di divertimento che non tutti condividono.
In primis starebbe comunque al Comune controllare il possesso della documentazione e delle autorizzazioni necessarie oltre al rispetto dei plateatici. E forse, se ci fosse un maggior controllo ci sarebbe meno anarchia e più tolleranza da entrambe le parti. L’assessore ha promesso un cambio di passo, non dall’oggi al domani in quanto la bacchetta magica non c’è per nessuno ma ci si augura in tempi decenti.
pubblicità



Nessun commento:
Posta un commento
Per inserire i commenti (purtroppo) è necessario inserire un proprio account Google -anche attraverso uno pseudonimo- con il quale commentare gli articoli, in quanto arrivano centinaia di commenti spazzatura con proposte oscene e non riusciamo più a gestire. Non è nostra intenzione schedare o rintracciare in qualche modo chi commenta anonimamente; anzi lasciamo in tal senso la massima libertà al lettore di non declinare le proprie generalità, restando però nell'ambito del buon gusto e della corretta educazione nel commentare senza offendere alcuno. Siamo certi di essere compresi in questa esigenza, e per questo Chioggia Azzurra ringrazia.