Chioggia - 8 aprile 2026
Dunque, ieri abbiamo pubblicato la notizia di un episodio avvenuto a Sottomarina, dove un giovane, evidentemente in stato di alterazione, ha vandalizzato l’auto della sua ex fidanzata.
Al momento della pubblicazione non avevamo tutti gli elementi. Anzi, prima di scrivere abbiamo fatto diverse verifiche, perché inizialmente la segnalazione arrivava da una sola persona. Come sempre, abbiamo cercato conferme prima di rendere pubblica la notizia.
Dopo l’uscita dell’articolo, però, siamo stati contattati direttamente dalla ragazza coinvolta, che ci ha raccontato una situazione davvero pesante, purtroppo non isolata nella nostra città, dove sempre più persone cadono nel tunnel della droga senza riuscire a uscirne.
Questa ragazza lavora in una cooperativa di pulizie proprio al supermercato Pam, ha un figlio e vive in una condizione di forte paura. Ieri, mentre il giovane vandalizzava l’auto, lei era barricata all’interno dell’ufficio della direzione del supermercato dopo aver chiamato i carabinieri.
Secondo quanto ci ha riferito, i militari sono intervenuti, ma il ragazzo non è stato portato via. Non voglio entrare in polemica con le forze dell’ordine, ma il dato che emerge è che, nonostante tutto, questa persona è ancora libera.
Sempre secondo il racconto della ragazza, il giovane avrebbe avuto anche atteggiamenti provocatori, quasi di scherno, come a dire: “Hai visto cosa ho fatto? Tanto non mi succede niente”.
La situazione è estremamente delicata: la ragazza è terrorizzata, vive da sola con il figlio e riferisce che in passato il giovane avrebbe già cercato di entrare in casa sua. Non si tratta di una relazione recente: i due si sono lasciati da tempo.
Le denunce, ci dice, sono state presentate. Ora ci si aspetta che la giustizia faccia il suo corso, perché non è pensabile che una situazione del genere resti senza conseguenze. Intanto il danno economico è già pesante: solo per le gomme si parla di circa 600 euro, una cifra importante per una lavoratrice.
La ragazza ci ha anche chiesto di fare un appello: se qualcuno ha ripreso la scena o dispone di video o testimonianze, sarebbe importante metterli a disposizione, perché possono essere fondamentali per rafforzare le denunce.
Capisco che non sia semplice esporsi, soprattutto davanti a soggetti di questo tipo. Ma qui non siamo di fronte a un semplice episodio di vandalismo: c’è una persona che vive nella paura.
Ieri, senza conoscere tutti questi retroscena, avevo scritto che chi si trova in queste condizioni dovrebbe farsi aiutare. Lo ribadisco: serve anche la volontà. Ma gesti come questo hanno conseguenze non solo sulla vittima diretta, ma anche sui figli, sulle famiglie, su chi vive accanto a queste situazioni.
Questa ragazza oggi chiede aiuto. Ha chiesto anche se può rivolgersi al sindaco. E allora l’invito alle istituzioni è chiaro: intervenire, per quanto possibile, per dare supporto e sicurezza.
Perché qui il punto è semplice: è accettabile che, dopo un episodio del genere, questa persona sia ancora libera di avvicinarsi, aspettarla sotto casa o sul posto di lavoro?
È una domanda che merita una risposta.
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