Tutti questi aspetti, se non vengono affrontati, portano in un’unica direzione: il degrado. Il comitato riceve molte segnalazioni e cerca di portarle avanti come voce dei cittadini. Roberta lo sottolinea con chiarezza: non c’è contrarietà verso le attività commerciali né verso gli eventi. Il punto è trovare una convivenza civile tra lavoro, residenza, salute e diritto al riposo. Il diritto al lavoro è sacro, ma lo sono anche il diritto alla salute e alla quiete notturna.

 


Michele Tiozzo - ex dirigente Polizia Locale , da parte sua, richiama la necessità di una risposta politica e amministrativa. Il suo intervento parte da un punto preciso: sarebbe importante che, in una prossima occasione, fossero presenti anche rappresentanti dell’amministrazione, perché sono loro a dover prendere decisioni operative e concrete. Soprattutto ora, alla vigilia della stagione estiva, quando i fine settimana iniziano già a mostrare le prime criticità e la convivenza tra residenti, attività di somministrazione e locali di intrattenimento rischia di diventare ancora più difficile. Secondo Tiozzo, il problema di fondo è che troppo spesso si spera che le criticità si risolvano da sole. Ma i problemi non spariscono: vanno riconosciuti, governati e affrontati con scelte precise. Anche se fare scelte è difficile, perché la politica tende spesso a non scontentare nessuno, arriva un momento in cui bisogna decidere quale modello di città si vuole costruire. Ci sono aree del territorio naturalmente vocate all’accoglienza turistica e all’intrattenimento, come la spiaggia e le zone limitrofe. Ma ci sono anche zone, come il centro storico, dove vivono famiglie, anziani, residenti che hanno investito nella propria casa e che hanno diritto a essere tutelati. Non si tratta di chiudere locali o attività, ma di stabilire regole chiare, condivise, rispettabili e soprattutto controllabili.

Il centro storico può continuare a vivere solo se si trova un equilibrio reale tra attività economiche e qualità della vita dei residenti.


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