Se ne è parlato nei giorni scorsi, si tratta del progetto di recupero reti fantasma e attrezzi da pesca che interesserà venti siti lungo le coste italiane. Nei giorni scorsi è stato presentato a Chioggia in quanto interesserà il sito delle Tegnùe. Qui a inizio marzo è già stata fatta una mappatura delle aree precise dove saranno da recuperare le reti, a breve si passerà al recupero vero e proprio.

Durante l'incontro in Sala Lampadari, a cui non siamo stati presenti in quanto impegnati altrove, è stato descritto il progetto in lungo e in largo, l'unica cosa che non figura nel comunicato è il costo del progetto. Progetto che nasce a livello ministeriale, è promosso infatti dal Ministero dell'Ambiente e rientra nel programma PNRR MER – Marine Ecosystem Restoration - 2022 - 2026


L'intero progetto, che include interventi per il ripristino dei fondali e degli habitat marini, mappatura degli habitat costieri e marini di interesse conservazionistico, rafforzamento del sistema nazionale di osservazione degli ecosistemi marini e costieri, una nuova unità navale oceanografica dotata di apparecchiature altamente tecnologiche in grado di sondare i fondali fino a 4000 metri ha un costo di 400 milioni.

Il progetto, come tutti i progetti rientranti nel PNRR, è ora nelle fasi finali, va realizzato entro il 30 giugno 2026.

Il progetto complessivo prevedeva 37 linee di attività su tre ambiti: il ripristino e la protezione dei fondali marini; il rafforzamento dei sistemi osservativi marini e costieri; la mappatura degli habitat costieri e marini di interesse conservazionistico.

GHOSTNETS rappresenta una delle azioni più concrete, unendo ricerca scientifica e intervento sul campo.

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