Chioggia - 2 aprile 2026
L’Oasi San Felice dopo l’intervento effettuato dal Consorzio Venezia Nuova, ha mutato la sua fisionomia - a sottolinearlo è il Comitato per il Forte San Felice, insoddisfatto per le scarse informazioni centellinate a chi, per l’area, ha interesse naturalistico.
Ciò che è fatto è fatto, afferma, come dire inutile piangere sul latte versato, ora si attende che la zona sia fruibile al pubblico. Il Comune affiderà la manutenzione e la valorizzazione del sito a Veneto Agricoltura. Al momento crescono con velocità le piante invasive di robinia e ailanto, crescita favorita dai sistemi utilizzati per provare - con insuccesso - a eradicarle.La stagione attuale e quella entrante sono adatte allo sviluppo indiscriminato di queste piante e il Comitato si chiede chi sia pronto a sostituire il Consorzio in attesa dell’Ente Regionale, prima che le piantine soffochino.
“ Veneto Agricoltura potrà dare indicazioni anche su come preservare ciò che resta dei preziosi habitat preesistenti, lembi di biodiversità, la cui preservazione era l’obiettivo del progetto e sulla cui permanenza non abbiamo informazioni precise, essendoci stata negata la possibilità di sopralluoghi”.Tra le domande che il comitato pone a chi potrà rispondere è se sia possibile aprire un confronto con le associazioni impegnate nella tutela ambientale, per il comitato auspicabile anche alla luce dell’importo speso (Recupero del Forte San Felice oltre 5milioni)




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