A salire sul podio sono stati in tre. Ash Caffè ha staccato gli altri di oltre una decina di punti ma la valutazione degli altri partecipanti ha mostrato distacchi ridotti: terzo posto per La Stiva, accolta da un lungo applauso del pubblico, e secondo posto per Bacaro da Felice, che ha sfiorato il gradino più alto e che ci ha creduto molto. "È stato quasi un parimerito assoluto", è stato sottolineato durante la proclamazione, spiegando perché quest’anno non siano stati comunicati i punteggi dettagliati.

Il momento decisivo è arrivato con l’apertura della busta finale. A fare la differenza, per la giuria, è stato «l’insieme dei prodotti e la capacità di valorizzarli», elementi che hanno premiato Ash Cafè rispetto agli altri concorrenti, seppur tutti abbiano utilizzato e valorizzato le tipicità locali, come richiesto.


Il locale vincitore ha conquistato i giudici con un cicchetto chiamato “Mezzo Pan”: una ciabatta lavorata come una torta ciosota, arricchita da radicchio e carota, con un cuore di cipolla caramellata e un misto di pesce da scoglio fritto, completato da una zuppetta ridotta e montata a sifone. In abbinamento, un drink a base di Tequila Martini e ginger beer, pensato come parte di una collaborazione. A giorni per il locale partirà una collaborazione proprio con Martini

«Vista la passione e la dedizione che ci abbiamo messo, un po’ ci speravamo», ha raccontato lo staff, salito compatto sul palco. «Abbiamo una squadra forte e questo risultato è di tutti».

Durante la serata non sono mancati i richiami al valore dell’iniziativa per il territorio. «Serve coraggio», è stato detto dal palco, «quello di mettersi in gioco, di sperimentare, ma anche di portare attenzione fuori dal centro storico». Un riferimento diretto a Sottomarina, che con questa vittoria conquista simbolicamente la scena. Il presidente di giuria ha augurato che la vittoria abbia per i bacari di Sottomarina lo stesso evolversi che ha avuto per Chioggia e che porti a una rinascita del territorio.

Soddisfazione anche da parte delle istituzioni, con l’invito a valorizzare il risultato: «Esporre quella targa significa raccontare a tutti che qui ci sono eccellenze», è stato sottolineato dal sindaco.


Un’edizione che conferma la crescita della manifestazione, sempre più capace di attrarre pubblico e di raccontare Chioggia attraverso la sua cucina. E che lascia già intravedere la prossima sfida: riuscirà il centro storico a riprendersi il titolo nel 2027? O sarà Chioggia a lanciare il guanto di sfida alla vicina patria del cicchetto, Venezia?