16 COLTELLATE ALLA TURISTA
Chioggia - 16 aprile 2026
Nessun gesto casuale dietro l’accoltellamento di Monika Grimm, il gesto compiuto da Andrea Tiozzo Simosetta che ha pesantemente colpito l’opinione pubblica chioggiotta che non ricorda gesta così eclatanti tra persone - in definitiva - sconosciute. Questo è quanto sembra emerso dalla perizia.
La donna era giunta a Chioggia solo poche ore prima, il primo settembre dello scorso anno, prendendo alloggio in un appartamento turistico a Sottomarina, col compagno e con il figlio di lui. A sera aveva portato fuori il cane, Lucky. Simosetta l’ha presa alla sprovvista colpendola con 16 coltellate. in quel momento, secondo la perizia, Simosetta era in sé, in grado di intendere e volere. Al momento non c’è ancora un movente dietro il gesto, vittima e aggressore non si conoscevano. Dalla perizia sembra che il 24enne abbia cercato una preda facile, e abbia provato a colpirla al volto.
Avrebbe cercato di evitare le telecamere . L’analisi che è stata fatta nella perizia da un quadro totalmente diverso da quanto detto dalla difesa in questi mesi. E anche da quanto affermavano i vicini di casa a poche ore dal ferimento, che descrivevano una persona quasi non in grado di deambulare, di mettere la moto sul cavalletto, di fare a fatica la strada per arrivare in Chiesa a braccetto del padre. Fragilità psichiatriche, problemi di tossicodipendenza, ricoveri è quanto portato dalla difesa. Sembra che ci sia l’intenzione di contestare la perizia.
Al momento dell’aggressione il giovane indossava un casco , ritrovato nell’abitazione e questo sembra essere l’elemento decisivo ad aver incastrato il 24 enne. Filmati di telecamere che il ragazzo non è riuscito ad evitare darebbero il riscontro dei suoi movimenti prima e dopo l'accoltellamento. La vittima venne soccorsa dai vicini che sentirono le urla ma che inizialmente le confusero con quelle dei ragazzi in giro a quell’ora abituati a gridare ad alta voce.
Nel frangente il cagnolino della donna scappò e lei quando si sentì meglio disse che solo quando sarebbe stato ritrovato sarebbe ripartita. Venne ricoverata all'ospedale di Chioggia.
Nei giorni successivi nello stesso ospedale venne ricoverato anche Simosetta, in un reparto non molto distante. La donna non poteva convivere con l'idea di avere l’aggressore a due passi e, non appena venne ritrovato il cane, che si era rifugiato nel cortile della casa di riposo, dove lo si avvistava da giorni senza individuarlo con precisione, e per ritrovare il quale si era mobilitata tutta la città, la donna decise di lasciare l’ospedale, facendosi trasportare fino a casa.
Dopo qualche giorno scrisse una lettera al sindaco in cui dava la sua versione della faccenda. Nessuno a Chioggia ha dimenticato la vicenda. L’esito della perizia certamente lascia dubbi sulle persone che da subito hanno descritto Simosetta come incapace fisicamente di fare un gesto simile, come lascia dubbi la mancanza di un movente, e la scelta della vittima.
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