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domenica 17 maggio 2026

CUSTODI DELL'ADRIATICO, UN APPELLATIVO DA RICONQUISTARE

Chioggia 17 maggio 2026

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Di fronte a immagini come queste, che si mostrano quotidianamente sulla superficie dei canali di Chioggia, qualcuno si chiede se la bandiera che è stata conferita a Chioggia sia blu o invece non sia nera.

L’inquinamento da idrocarburi è uno stillicidio, è quotidiano e ci si chiede se sia possibile che dipenda sempre da “qualcun altro”. Parlava ieri Comparato del telo riportante la scritta “Custodi del mare” messo in bella vista davanti al mercato ittico che ormai da mesi stava ricadendo su se stesso. Senza che nessun pescatore tirasse fuori un poco di orgoglio decidendo di metterlo a posto. Lo hanno messo a posto due ottuagenari che con la pesca forse non hanno avuto a che fare se non a tavola.

Comparato parlava di decoro, di ordine, ma forse non è il cartello a dover essere riportato all’ordine,  forse è la categoria che avrebbe bisogno di una pettinata, in quanto, a fronte di tanti pescatori attenti all’ambiente che da loro da vivere, e lavorano cercando di tutelarlo cìè un branco di pirati che se ne frega e questo è il risultato. Idrocarburi sversati quotidianamente in laguna, danneggiando un ambiente fragile che ha già le sue preoccupazioni dettate dai cambiamenti climatici, e dalla conseguente proliferazione di alghe, mucillagini e specie aliene. Ha senso che il cartello custodi dell’Adriatico rimanga ancora affisso. Non è un appellativo che la categoria deve riconquistare? Ripeto, a fronte di tanti pescatori attenti ce ne sono altrettanti di menefreghisti. La qualità dell’acqua del mare - temperatura, mucillagine e tanto altro, ha messo in ginocchio una categoria che da oltre 18 mesi ha smesso di lavorare. I bravi pescatori che sversano in laguna le acque luride e inquinate della propria imbarcazione stanno contribuendo a indebolire i nutrienti peggiorando la qualità dell’acqua mettendo a rischio un ambiente fragile. (MB)


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martedì 31 marzo 2026

OGNI GIORNO GASOLIO NEI CANALI: PESCATORI CHE SPUTANO NEL PIATTO DOVE MANGIANO?

Chioggia - 31 marzo 2026

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Viviamo in un posto bellissimo. Abbiamo la fortuna di godere ogni giorno di un panorama straordinario: la laguna, le montagne in lontananza, i canali, i pescherecci.



Eppure, quasi ogni giorno, riceviamo segnalazioni di inquinamento da gasolio nei canali. Se non è il Canale Lombardo, è il Canal Vena; se non è il Canal Vena, è il Canale San Domenico; oppure il tratto tra Campo Targhetto e la darsena Montecarlo. Una situazione che si ripete con preoccupante frequenza.

Negli ultimi giorni, in particolare, viene segnalato un odore molto forte di gasolio proprio nella zona tra Campo Targhetto e la darsena Montecarlo.


Molti si chiedono cosa stiano facendo gli organi di controllo, ma qui serve soprattutto la sensibilità di tutti. Chiunque si accorga dell’origine di questo inquinamento deve segnalarlo.

Lo diciamo con il massimo rispetto per la marineria di Chioggia, ma il sospetto è che possano esserci perdite legate a qualche imbarcazione, magari dovute a sistemi automatici che scaricano in acqua.

Questa è la situazione. Per questo invitiamo i cittadini a collaborare: chi ha elementi utili segnali immediatamente alle forze dell’ordine, alla Guardia di Finanza o alla Capitaneria di Porto.

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mercoledì 8 settembre 2021

CHI VUOLE FAR MORIRE I PLATANI IN VIA SAN MARCO

In via San Marco a Sottomarina, nei pressi di Piazza Todaro, il Presidente dell’associazione ambientalista Amico Giardiniere, Francisco Merli Panteghini,  è stato chiamato per verificare una situazione di deperimento che riguarda un platano, uno dei tanti platani storici che affiancano la carreggiata della via rendendola una tra le più belle di Sottomarina.

La chioma dell’albero dimostra come stia vivendo una situazione di sofferenza ma ci sono alcuni elementi che rendono sospetto il suo deperimento. In particolar modo il fusto bagnato alla base di una sostanza oleosa appiccicaticcia, come afferma lo stesso Panteghini, e il forte odore di solvente chimico che aleggia attorno all'area bagnata del fusto.

Sembra che qualcuno da qualche tempo si sia attivato a bagnare quotidianamente il fusto dell’albero con questa sostanza chimica al fine di far morire l’albero.



Lo scorso pomeriggio Panteghini è andato a fare regolare denuncia alle forze dell'ordine.

Al momento è in contatto con un testimone che sembra abbia visto chi sia stato a provocare quest'inquinamento.

L'atteggiamento di colui che ha deciso di irrigare l’albero con questo solvente è un atteggiamento non solo incivile ma di una irresponsabilità unica.

Della sostanza inquinante non viene bagnato solo l’albero, ma la stessa defluisce nel terreno, inquinando l’area sotterranea. Ma la cosa più pericolosa è che un albero indebolito o morto diventa molto pericoloso nel caso in cui le sue radici non riescano ad essere più abbastanza forti da sostenerlo.

Volendone provocare la morte, forse con lo scopo di aver un posto maggiore per l'auto o per una delle tante motivazioni idiote che potrebbero essergli venute in mente, chi sta causando ciò sta mettendo in pericolo anche la salute ambientale e quella delle persone che ci potrebbero transitare  nei pressi nel momento in cui l’albero decida di cadere.

Ora che i residenti sono avvertiti della presenza di questo irresponsabile faranno molta più attenzione. L’ambiente è un bene irrinunciabile di tutti, chiunque lo danneggia, danneggia tutta la comunità.