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venerdì 22 maggio 2026

A SACCA TORO LA VITA DELLA LAGUNA STA COLLASSANDO

Chioggia - 21 maggio 2026

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Abbiamo parlato ieri della situazione catastrofica di Sacca Toro dove il rischio, in mancanza di adeguata ossigenazione e di ricircolo d’acqua, è la perdita della biodiversità. interviene oggi il biologo Davide Donati che spiega la situazione. L’alga che sta proliferando in Sacca Toro, laguna sud di Chioggia, è una macroalga, la Chaetomorpha linum.

La proliferazione della macroalga, a cui è collegata la crisi delle vongole, non dipende da una singola causa, ma da una serie di concause, una combinazione di fattori che sta facendo “saltare” il delicato equilibrio della laguna.

I monitoraggi effettuati hanno portato i tecnici ad affermare che le principali cause sono collegate alle alte temperature dell’acqua; allo scarso ricambio idrico della laguna; all’eccesso di nutrienti, soprattutto azoto e fosforo che provengono dai fiumi, residui dell’agricoltura e degli scarichi civili. L’interramento della laguna e i fondali sempre più bassi a causa dell'accumulo di fanghi organici anossici ormai da decenni, e inoltre la mucillagine e l’accumulo di materia organica disciolta completano il quadro. 

Queste condizioni favoriscono lo sviluppo di macroalghe filamentose verdi, come quella che si sta sviluppando in maniera eccessiva. 

Quando l’acqua è calda, ferma, senza ricircolo, come è ora e ricca di nutrienti, le macroalghe crescono in modo esplosivo formando tappeti densissimi.

Durante le ore di luce l’alga produce ossigeno per fotosintesi clorofilliana, ma nelle ore di buio per respirazione e soprattutto quando collassa per eccesso di crescita e marcisce, consuma enormi quantità di ossigeno.

Nel fondale viene quindi a mancare l’ossigeno, si formano e si liberano composti riduttivi e di conseguenza le vongole soffocano o si intossicano.

Non è da sottovalutare il tappeto algale che si forma in quanto va a coprire il terreno, consuma i nutrienti disponibili, quindi il fitoplancton che è il nutrimento per le vongole.

Intrappolando tra i loro filamenti il fango e i detriti favoriscono l’accumulo di melme; rallentano il ricambio dell’acqua e aumentano la temperatura del fondale.

I canali della laguna sud sono troppo bassi dove non sono ostruiti e impediscono che entri acqua ricca di ossigeno. Per questo motivo si parla di effettuare scavi  e di ripristinare i canali, come il Canale Laghini e il canale delle Tresse. 

Le morie di vongole nell’area di Chioggia e Venezia sono ormai ricorrenti e possono essere considerate un'avvisaglia di un possibile collasso ecosistemico, legato soprattutto a fattori ambientali e climatici, non alla pesca eccessiva.  

In poche parole, in laguna ci sono troppi nutrienti, la temperatura dell’acqua è troppo alta, manca la circolazione, da tutto ciò dipende l’esplosione delle macroalghe e la conseguente carenza di ossigeno. 

In poche parole, si deve provvedere a scavare i canali.

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giovedì 21 maggio 2026

SACCA TORO SOFFOCA NELLE ALGHE

Chioggia - 20 maggio 2026

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Queste immagini sono di ieri, riprese nel tratto di Laguna Sud di Sacca Toro, e deve ancora cominciare a fare caldo. Le alghe che state vedendo hanno ancora margine di sviluppo, di creare massa, e poi, quando le condizioni di temperatura saranno adatte, moriranno, finiranno sul fondo cominciando a decomporsi avvelenando le forme di vita che si trovano in questo tratto di Laguna.

Sacca Toro sta soffocando. Il bel verde intenso delle alghe che state vedendo e che ricoprono vaste porzioni della Laguna Sud è il segnale di un ecosistema che è ormai collasso. La causa principale è il ristagno d’acqua dovuto a canali inesistenti o parzialmente secchi, scavi avviati forse in ritardo e lavori, che dovevano essere già conclusi che sembrano essere interrotti a metà. Le temperature stanno aumentando, il pericolo è che le sostanze organiche che si sono accumulate già sul fondale comincino ad  innescare processi di eutrofizzazione devastanti.


I canali che passano sotto le campate dei ponti sulla Romea, un tempo erano un collegamento vitale tra le arcate lagunari, oggi sono secchi, non fanno circolare acqua, non fanno circolare ossigeno, non fanno circolare ciò che dà la vita. Senza un ricircolo idrico naturale, le alghe proliferano senza freni e lo stiamo vedendo. I canali secondari, che potrebbero ridare respiro alla laguna e dovrebbero essere messi nelle condizioni di farlo, sono praticamente assenti o sono stati abbandonati. Il biologo della zona avverte: “Ai primi di giugno queste alghe collasseranno”. Tradotto in termini concreti: ci aspettano fenomeni di morte massiva della flora e della fauna acquatica, con un effetto domino sull’intero ecosistema.

I disciplinari per chi ha le concessioni prevede una pulizia ordinaria dalle alghe. La pulizia ordinaria è in capo a chi ha le concessioni, ma questa proliferazione non sembra essere ordinaria ma eccezionale e la pulizia ordinaria che viene effettuata ormai è inefficace, insufficiente. 

Gli operatori non possono più  a intervenire su questa situazione che richiede manutenzione strutturale e lavori di scavo urgenti, che dovevano già essere fatti. Sacca Toro non soffre solo di alghe.

Intervenire ora non è più un’opzione, una scelta, una possibilità: ma è un dovere. Serve completare i canali principali, scavare nuove vie d’acqua per favorire il ricircolo, ripristinare le arcate dei ponti e collegare i canali secondari al corso principale. E ogni giorno perso in attesa di non si sa cosa, aumenta il rischio di danni irreversibili alla laguna, con ripercussioni sulla pesca, ma anche sul turismo e, soprattutto, sulla biodiversità.

Sacca Toro è un ecosistema molto fragile, La situazione non è ancora giunta al punto di non ritorno. Se le istituzioni e la comunità non reagiranno e agiranno subito, il verde delle alghe sarà l’ultimo segno di vita visibile prima del collasso definitivo. La laguna merita attenzione, manutenzione, rispetto: ogni ritardo oggi significa un danno ambientale domani.

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domenica 17 maggio 2026

CUSTODI DELL'ADRIATICO, UN APPELLATIVO DA RICONQUISTARE

Chioggia 17 maggio 2026

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Di fronte a immagini come queste, che si mostrano quotidianamente sulla superficie dei canali di Chioggia, qualcuno si chiede se la bandiera che è stata conferita a Chioggia sia blu o invece non sia nera.

L’inquinamento da idrocarburi è uno stillicidio, è quotidiano e ci si chiede se sia possibile che dipenda sempre da “qualcun altro”. Parlava ieri Comparato del telo riportante la scritta “Custodi del mare” messo in bella vista davanti al mercato ittico che ormai da mesi stava ricadendo su se stesso. Senza che nessun pescatore tirasse fuori un poco di orgoglio decidendo di metterlo a posto. Lo hanno messo a posto due ottuagenari che con la pesca forse non hanno avuto a che fare se non a tavola.

Comparato parlava di decoro, di ordine, ma forse non è il cartello a dover essere riportato all’ordine,  forse è la categoria che avrebbe bisogno di una pettinata, in quanto, a fronte di tanti pescatori attenti all’ambiente che da loro da vivere, e lavorano cercando di tutelarlo cìè un branco di pirati che se ne frega e questo è il risultato. Idrocarburi sversati quotidianamente in laguna, danneggiando un ambiente fragile che ha già le sue preoccupazioni dettate dai cambiamenti climatici, e dalla conseguente proliferazione di alghe, mucillagini e specie aliene. Ha senso che il cartello custodi dell’Adriatico rimanga ancora affisso. Non è un appellativo che la categoria deve riconquistare? Ripeto, a fronte di tanti pescatori attenti ce ne sono altrettanti di menefreghisti. La qualità dell’acqua del mare - temperatura, mucillagine e tanto altro, ha messo in ginocchio una categoria che da oltre 18 mesi ha smesso di lavorare. I bravi pescatori che sversano in laguna le acque luride e inquinate della propria imbarcazione stanno contribuendo a indebolire i nutrienti peggiorando la qualità dell’acqua mettendo a rischio un ambiente fragile. (MB)


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mercoledì 29 aprile 2026

A SACCA TORO L'ACQUA NON SCORRE, SERVE SCAVARE

CHIOGGIA - 29 APRILE 2026

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Ne abbiamo parlato ieri ma la situazione della laguna Sud è talmente grave che serve, a parere nostro, mantenere alta l’attenzione. Le immagini riprese dal drone mostrano una laguna soffocata dalle alghe ma c’è di peggio: la melma che si nasconde sotto l’acqua che rilascia sostanze tossiche per i molluschi. Sostanze che ossidano e decadono velocemente ma che hanno il tempo di far morire la semina.

Il biologo è stato chiaro, visto come si è sviluppata la moria è riconducibile a questo, anche se sono varie le concause. L’acqua in sacca Toro non scorre, non c’è acqua buona che entra facendo uscire l’acqua “cattiva” i canali sono troppo interrati. Gli scavi, che sono fermi da un paio di settimane se non fatti ad hoc rischiano di avvelenare maggiormente l’ambiente smuovendo la melma.


Vanno scavati i canali ma anche il tratto che scorre sotto la Romea tra i pilastri del ponte dove c’è troppa melma e ostacola il corretto flusso dell’acqua. Le alghe: ognuno raccoglie quelle nella sua concessione, ma non è stato indicato come conferire, dove conferire quelle raccolte. Poi ci sono le acque che vengono sversate in sacco Toro, provenienti dai campi. In caso di bombe d’acqua dilavano i terreni portando con se ciò che viene distribuito sui campi stessi in alte concentrazioni

E questa è una considerazione che è stata fatta anche per le vongole lupino, che ora sono scomparse dal nostro tratto di Adriatico. A distanza di un anno e mezzo forse si comincia a vedere un po’ di crescita. Gli allevatori di sacca Toro si rivolgono a Veneto Agricoltura che gestisce l’area.

Sollecitano lo scavo in primis tra i pilastri del translagunare, poi dei canali; sollecitano un aiuto per il recupero delle alghe e sollecitano il posizionamento di sonde multiparametriche per controllare la bontà dell’acqua che arriva in Sacca toro, la salinità, la temperatura, in modo da monitorare la situazione costantemente. Gli allevatori hanno perso importi sostanziosi e chiedono di esser messi nelle condizioni di poter lavorare. In Sacca Toro hanno ottenuto concessioni che devono fruttare, Nelle condizioni in cui si trovano ora stanno perdendo il loro investimento.

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martedì 28 aprile 2026

MORIA DI VONGOLE VERACI IN LAGUNA SUD

Chioggia - 28 aprile 2026

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Nel tratto di Laguna Sud a Sacca Toro la situazione dell’acqua è critica. Ieri mattina, dopo segnalazione da parte degli allevatori che anche nei giorni scorsi ci avevano inviato video che mostravano una proliferazione enorme di alghe, si è tenuto un sopralluogo  a cui hanno partecipato rappresentanti dei Pescatori, dei Servizi Veterinari dell’Ulss 3, di Veneto Agricoltura e di Coldiretti Impresa Pesca.


Si è verificata una importante moria di prodotto, vongole veraci in fase di preingrasso. Si parla del 40% di prodotto, perdite di decine di migliaia di euro. Un pescatore ci ha confermato di aver perso semina per 40 mila euro e che la stessa situazione la vivono molti allevatori.


Nell’acqua manca l’ossigeno  e questo a causa dell’interramento della laguna in quanto fiumi e mareggiate portano detriti che si depositano sul fondale. Questo fenomeno non fa altro che aggiungersi ai danni provocati dal cambiamento climatico e dal granchio blu mettendo a rischio 300 posti di lavoro tra i settori della molluschicoltura e della pesca tradizionale e mettendo in pericolo la biodiversità della zona.



Ora sono stati predisposti scavi nel Canale Laghini da parte dell’Autorità della Laguna ma, a quanto ribadisce il responsabile di Impresa Pesca Veneto, Alessandro Faccioli, serve il ripristino del Canale Tresse e l’escavo dei Canali di collegamento alla Laguna Centrale in modo da permettere un maggior flusso di acqua sotto il ponte Translagunare. Faccioli chiede tempestività , in modo che le temperature che stanno salendo visto l’inoltrarsi nella stagione estiva, non renda vani gli sforzi fatti fino ad ora. 



 Il fondale di Sacca Toro ora è rivestito di melma per decine di centimetri, sostiene un esperto, ciò è dovuto a uno scarso ricambio idrico a causa dell’occlusione dei canali lagunari che dovrebbero invece permettere la circolazione delle acque. Melma che probabilmente sta liberando sostanze tossiche per i molluschi

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giovedì 16 aprile 2026

LE ALGHE SOFFOCANO SACCA TORO

Chioggia - 16 aprile 2026

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Sacca Toro, allarme alghe: rischio soffocamento per le vongole veraci.


Nel tratto del Sacca Toro la situazione è già critica, nonostante la stagione sia appena iniziata. La proliferazione di alghe è evidente a occhio nudo e preoccupa gli operatori del settore: il problema principale è la scarsa ossigenazione dell’acqua, causata da un ricambio insufficiente nei canali.

Sono in corso interventi di escavo, previsti da tempo, con l’obiettivo di migliorare la circolazione idrica. Tuttavia, i lavori non interessano tutte le aree e questo rischia di comprometterne l’efficacia complessiva. In particolare, restano esclusi alcuni punti strategici come i tratti sotto i ponti della Romea Nuova, dove invece sarebbe fondamentale intervenire.Proprio in queste zone si creano delle vere e proprie “strozzature” che limitano il flusso dell’acqua. Senza un passaggio adeguato, il ricambio idrico resta insufficiente e l’ossigeno disciolto diminuisce, creando un ambiente sempre più ostile per la vita dei molluschi.

Il fenomeno delle alghe, infatti, è strettamente legato a queste condizioni: la loro crescita rapida porta a un ulteriore consumo di ossigeno, soprattutto nelle ore notturne, aumentando il rischio di soffocamento per le vongole veraci. La preoccupazione è che, con l’arrivo delle alte temperature, la situazione possa peggiorare rapidamente, fino a provocare morie significative e danni economici rilevanti per il comparto.

Per questo motivo diventa urgente un intervento più mirato e completo, che non si limiti a tratti isolati ma tenga conto dell’intero sistema lagunare. In particolare, è necessario intervenire anche nei punti più critici per garantire un flusso d’acqua più regolare, maggiore ossigenazione e condizioni favorevoli alla sopravvivenza delle specie allevate. Siamo solo all’inizio della stagione, ma i segnali sono già chiari: senza correttivi tempestivi, il rischio è di compromettere l’intera produzione.


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martedì 31 marzo 2026

OGNI GIORNO GASOLIO NEI CANALI: PESCATORI CHE SPUTANO NEL PIATTO DOVE MANGIANO?

Chioggia - 31 marzo 2026

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Viviamo in un posto bellissimo. Abbiamo la fortuna di godere ogni giorno di un panorama straordinario: la laguna, le montagne in lontananza, i canali, i pescherecci.



Eppure, quasi ogni giorno, riceviamo segnalazioni di inquinamento da gasolio nei canali. Se non è il Canale Lombardo, è il Canal Vena; se non è il Canal Vena, è il Canale San Domenico; oppure il tratto tra Campo Targhetto e la darsena Montecarlo. Una situazione che si ripete con preoccupante frequenza.

Negli ultimi giorni, in particolare, viene segnalato un odore molto forte di gasolio proprio nella zona tra Campo Targhetto e la darsena Montecarlo.


Molti si chiedono cosa stiano facendo gli organi di controllo, ma qui serve soprattutto la sensibilità di tutti. Chiunque si accorga dell’origine di questo inquinamento deve segnalarlo.

Lo diciamo con il massimo rispetto per la marineria di Chioggia, ma il sospetto è che possano esserci perdite legate a qualche imbarcazione, magari dovute a sistemi automatici che scaricano in acqua.

Questa è la situazione. Per questo invitiamo i cittadini a collaborare: chi ha elementi utili segnali immediatamente alle forze dell’ordine, alla Guardia di Finanza o alla Capitaneria di Porto.

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venerdì 20 marzo 2026

SI CONTINUA A SPENDERE MILIONI PER LE BRICCOLE: MA NON ERA ORA DI CAMBIARE?


Secondo quanto riportato oggi da Il Gazzettino, sono in corso interventi per oltre 2,3 milioni di euro per sostituire le briccole nella laguna di Venezia, strutture in legno soggette a rapido deterioramento e potenzialmente pericolose quando si spezzano.

Nonostante esistano alternative più resistenti e meno costose, come quelle in materiale plastico già valutate anche a Chioggia, si continua a investire su un sistema fragile in nome della tradizione.

Il tema apre una riflessione più ampia: fino a che punto è sostenibile mantenere soluzioni costose e meno sicure, anche a causa di vincoli e scelte legate alla tutela, quando esistono opzioni più efficienti?