FOSSÒ - 18 MAGGIO 2026
Domenica pomeriggio si è scatenata la paura per un dirompente incendio che è divampato in un’azienda specializzata nel trattamento dei rifiuti elettronici, la Haiki situata nella Strada IX a Fossò. Le fiamme sembra si siano sviluppate nel deposito in cui vengono conservate le batterie esauste e la colonna di fumo che si è generata è stata vista a chilometri di distanza, nera e densa. Il vicesindaco di Fossò, Susanna Calore, presente sul posto, ha invitato i cittadini a rimanere nelle proprie abitazioni e a chiudere le finestre, per evitare di respirare i fumi di cui non si conosceva ancora la pericolosità. Nonostante ciò molti curiosi si sono avvicinati fin dove possibile portando con sè anche i bambini.
Al momento non si conoscono le cause dell’incendio, se doloso o meno. Sembra probabile che sia stata una batteria al litio a surriscaldarsi e dare origine al rogo ma già un mese fa la stessa azienda era stata interessata da un incendio analogo, ancor più dirompente di questo. Ieri pomeriggio i vigili del fuoco hanno impiegato circa 4 ore per spegnere le fiamme, la volta precedente avevano sedato le fiamme in circa sei ore.
La ditta non si capacita che l’incendio sia partito per una gestione non congrua del rifiuto, a quanto pare stoccato a dovere, e i piani di emergenza sembra siano stati rispettati; in teoria tutto era a norma. L’incendio che si replica a distanza di un mese potrebbe far sorgere qualche dubbio sulla spontaneità dell’innesco.
Nel pomeriggio è arrivata Arpav per le analisi e verificare i valori di inquinamento dell’aria, la presenza di polveri o gas nocivi. I risultati non sono ancora disponibili ma lo saranno in breve. Se ci fosse stato sentore di un impatto ambientale devastante la popolazione sarebbe stata già avvertita, il fatto che per i risultati si debba attendere dovrebbe significare che la situazione si sta già normalizzando e non si sono sparsi nell’aria elementi pericolosi per l’uomo, oltre alla grossa quantità di fumo che si è sprigionato.
Da indiscrezioni l’azienda ha già valutato, dopo il primo incendio, di dotarsi di videocamere termiche di sorveglianza, in modo da avere alert immediati nel caso in cui si alzi la temperatura nei depositi e correre immediatamente ai ripari. (MB)


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