Chioggia - 29 maggio 2026
Oggi il quadro è sempre lo stesso: rifiuti ingombranti abbandonati nell’erba, barche lasciate marcire, scivoli, materiali ingombranti di ogni tipo e perfino automobili. A questo si aggiunge il conferimento scorretto dei rifiuti ordinari, segno che il problema non riguarda soltanto episodi isolati ma abitudini poco civili che continuano a perdurare, la mancanza di controllo e l’essere un luogo isolato non favoriscono certamente i comportamenti corretti, probabilmente anche da parte di persone che arrivano da fuori e approfittano di un’area percepita come priva di controlli reali. Un luogo che non è presidiato e che inevitabilmente diventa terreno adatto per nuovi abbandoni.
Da tempo si sente parlare di video trappole e controlli, ma per i cittadini queste telecamere rischiano ormai di apparire una chimera: strumenti annunciati continuamente ma di cui non si vedono effetti concreti. Si parla di dispositivi da spostare nei “punti sensibili”, ma i punti sensibili continuano a essere sempre gli stessi e continuano a riempirsi di rifiuti.
Se i controlli esistono davvero, sarebbe utile conoscere: quante sanzioni vengono elevate; quanti abbandoni sono stati identificati; quante multe derivano dall’uso delle telecamere; quali risultati concreti abbiano prodotto le azioni annunciate.
Perché al momento quello che i cittadini vedono non sono i controlli, ma soltanto il degrado che si ripresenta identico sempre negli stessi scorci . Punta Poli non può continuare a essere considerata una periferia dimenticata quando avrebbe potenzialità enormi. Servono interventi continui, bonifiche tempestive, controlli visibili e soprattutto una strategia e non operazioni occasionali utili soltanto a tamponare l’emergenza del momento.
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