venerdì 27 marzo 2015

MASIERO RITIRA IL RICORSO AL TAR CONTRO L'ORDINANZA DEL " TENDON "


Ritirato il ricorso al Tar contro l’ordinanza di demolizione nr 297 del comune di Chioggia con la quale si ordinava alle società Meridiana Orientale srl e Terra e Mare srl ( Darsena Marina del Sole) di demolire alcune strutture. La ” famosa” ordinanza che aveva sollevato tante polemiche, era stata chiamata ironicamente “ del tendon” in quanto il Masiero aveva più volte dichiarato che con delle strutture smontabili si sarebbero potuti aumentare di molto i posti di lavoro nel settore della nautica era stata impugnata con tanto di annunciazione a mezzo stampa e social network. Essendo stata ritirata l’impugnazione ora l’ordinanza esplica tutti i suoi effetti e quindi le società sopra citate dovranno, forse lo hanno già fatto fare, abbattere l’abuso edilizio e ripristinare lo stato precedente dei luoghi. Marino Masiero



ORDINANZA DI DEMOLIZIONE PER LA MARINA DEL SOLE

giovedì 26 marzo 2015

VIDEO: NICCHETTO IL CARABINIERE - RAPINATORE CHIOGGIOTTO HA UNA DOPPIA VITA?


IL FRATELLO MAGGIORE E IL PADRE DIFENDONO IL CARABINIERE-RAPINATORE DI CHIOGGIA : ASPETTIAMO CHE VENGANO CHIARITI I FATTI Sconcerto in tutta la città per la notizia della rapina avvenuta mercoledì ad un supermercato in provincia di Napoli, conclusa con un bilancio di un morto, diversi feriti tra cui due carabinieri che in un primo momento sembravano coinvolti nella rapina in veste di tutori dell’ordine ma poi, la procura di Nola, dopo ore di dubbi, ha deciso di fermarli e di sottoporli a fermo. Uno dei carabinieri arrestati è Jacomo Nicchetto, classe 1981, conosciuto da tutti come Jacopo, da qualche anno in forza presso Mestre. Una famiglia che i vicini, ma anche molti definiscono “ rispettabile e riservata “. Il padre Armando Nicchetto, autista del 118 in pensione, e il fratello maggiore Daniele sono increduli e sconcertati per quanto è avvenuto a Jacomo : “ Siamo allucinati, che il nostro congiunto possa essere coinvolto, come rapinatore, in una rapina è assolutamente incongruente per chiunque abbia conosciuto Jacomo che possa aver fatto una cosa del genere “. Padre e figlio, pur sconvolti da una situazione pesantissima, sottolineano che è ancora una situazione da chiarire, che pur non conoscendo i servizi che doveva svolgere era spesso in missione un po’ in tutta Italia e quindi non trovano strano che potesse essere a Salerno. Effettivamente in tutta la dinamica della rapina sono tanti gli aspetti per lo meno insoliti , di solito i soggetti rapinati reagiscono nei contesto dei loro locali, invece i titolari del supermercato si sono lanciati all’inseguimento con più mezzi dei rapinatori, ingaggiano un conflitto a fuoco da film per un “bottino” di 1.300 euro? In un primo momento i due carabinieri feriti, trasportati in ospedale con regolare auto ambulanza, erano stati riconosciuti come difensori e non come rapinatori. Padre e figlio sono coinvinti dell’estranietà di Jacomo a fatti delittuosi e chiedevano anche, se possibile, il silenzio su questa vicenda almeno per quanto riguarda le loro generalità e , soprattutto quelle della moglie , non per privacy ma : “ per paura”. La moglie Liliana Russo, una ragazza di origine siciliana, all’indirizzo di via repubblica dove vive con il marito, al contrario di padre e figlio, ha preferito non dare nessuna risposta. “ Sono del tutto incredulo che Jacomo possa aver fatto qualche cosa di male - riferisce un suo ex compagno di classe - me lo ricordo bene a scuola sempre molto tranquillo con i suoi occhialetti “

mercoledì 25 marzo 2015

UBRIACO DISTRUGGE UN'AUTO IN SOSTA: PATENTE RITIRATA E AUTO SEQUESTRATA

incidente in via Turati Guida in stato di ebrezza e danneggia una mercedes parcheggiata in via Filippo Turati. Nelle prime ore di mercoledì pomeriggio un chioggiotto alla guida di una fiat punto mentre transitava presso il passaggio a livello di borgo San Giovanni non è riuscito ad evitare di urtare l’auto di proprietà di una donna residente nei paraggi. Gli agenti municipali quando sono intervenuti si sono accorti che l’uomo aveva qualche difficoltà e hanno chiesto l’intervento della polizia di stato per un alcotest, il chioggiotto è risultato positivo con un tasso che superava il 1.6 di conseguenza è scattato il sequestro del mezzo. Le conseguenze per chi risulta positivo all’alcol e con un tasso superiore a 1,50 g/l sono molto pesanti, sospensione della patente da 1 a 2 anni, sequestro del veicolo finalizzato alla confisca, non si tratta più di una semplice sanzione ma diventa un reato penale con relativo processo. Proprio in questi giorni il parlamento sta discutendo su un progetto di legge perché venga istituito il reato di omicidio stradale con il quale verranno decise condanne effettive a chi gioda in stato di ebrezza e diventi responsabile di incidenti stradali mortali. Fortunatamente nel caso di via Turati non è accaduto nulla di grave, l’auto sequestrata, valore commerciale praticamente zero , era coperta da assicurazione.