mercoledì 10 febbraio 2016

DIRETTA VIDEO DA CANAL LOMBARDO: RECUPERO DEL PESCHERECCIO

Da canal lombardo in diretta streaming il recupero del peschereccio affondato

BELLO E IMPOSSIBILE: L'AMORE CHE AVREBBE SCANDALIZZATO CHIOGGIA

“Nonna! Non lo fare!”; “Zia! Non puoi!”; “Mamma! Non devi!”. E' stato un muro di no, tutti provenienti dalla sua famiglia e anche oltre (c'era anche l'ex marito, il più interessato alla faccenda), quello a cui si è trovata di fronte una sessantenne chioggiotta, ancora prestante, che stava vivendo una nuova giovinezza. Alla sua non veneranda età (neppure pensionata, come piace ai nostri governanti), separata dal marito, non per questo aveva esaurito le capacità affettive e aveva trovato una corrispondenza d'amorosi sensi con un giovane venuto da lontano. Tanto lontano da essere piuttosto scuro di pelle, ma questo non dovrebbe essere un problema per nessuno. Piuttosto la giovinezza era un problema. Perché “lui”, almeno all'inizio della storia, era ancora minorenne, per le legge italiana. Ma nel Paese da cui proviene, si cresce in fretta. E anche lui era cresciuto. Abbastanza da capire che quella donna che, all'inizio, forse con spirito materno, l'aveva invitato a casa sua per offrirgli qualcosa di funzionale da vestire e un pasto un po' più decente di quelli “prefabbricati” delle mense, quella donna, si diceva, cominciava a nutrire un sentimento diverso dalla compassione umanitaria. Probabilmente avrà pesato la separazione dal marito. In una piccola città di provincia (in fondo Chioggia è proprio questo) non sarà stato facile neanche cercare una relazione alternativa: quante chiacchiere ci sarebbero state, senza contare il pericolo di un nuovo fallimento relazionale. Allora perché non provare con quel giovane straniero? Con tante donne che migrano, stagionalmente, nei paesi del turismo sessuale, alla ricerca del cosiddetto “big bamboo” , lei ce l'aveva a portata di mano. E lui? Lui aveva tutto da guadagnare, se non proprio la cittadinanza (con un eventuale matrimonio, ma chissà se ci avrà pensato) almeno un po' di regali, qualche soldo in più e qualche scambio affettivo che, altrimenti, difficilmente si sarebbe potuto procurare senza rischiare la galera. Nel frattempo era pure diventato maggiorenne. Così la relazione è nata e cresciuta. Qualcuno ha visto la coppia che girava in macchina (di lei, ovviamente) nelle stradine di campagna e la piccola città di provincia ha fatto arrivare le voci di quella insolita passione alle orecchie della famiglia di lei. E qui è cominciata la dissuasione sociale, con tutti i parenti a spingere perché la relazione venisse interrotta. Anche l'ex marito, si diceva, che rischiava una figuraccia. Ma non si è arrivati a tanto: la sessantenne ha deciso di interrompere il rapporto, la sua famiglia si è tranquillizzata (ma non sappiamo se sia tornata col marito) e lei continuerà la sua vita dopo lo “sballo” di qualche mese. Quanto al giovane straniero, potrebbe aver fatto tesoro dell'esperienza e stare cercando un nuova amica.

lunedì 8 febbraio 2016

DISGRAZIA A SOTTOMARINA UN OPERAIO PERDE LA VITA IN UN CANTIERE

Un imprenditore di nazionalità rumena, Marian Stefanoaia ha perso la vita oggi mentre con altri operai era impegnato in lavori di ristrutturazione di uno stabile sito a Sottomarina nei pressi dell’incrocio tra v.le Po e V.le Trieste. La disgrazia è avvenuta nel pomeriggio tra le 15 e le 16, l’uomo è caduto da un’altezza di tre metri ma purtroppo la caduta gli è stata fatale, nel momento in cui scriviamo la polizia municipale e lo spisal sta eseguendo gli accertamenti per stabilire le cause della morte. Marian Stefanoaia Alcune persone che conoscono bene la ditta ( ediflabio di Compagnin fabio) ritengono che le cause possano essere un malore o una fatalità in quanto si tratta di una ditta che opera con molta precisione. “ Si tratta di gente esperta, basta vedere come sono stati montati i ponteggi - riferisce il conoscente - per capire che si tratta di un’azienda che lavora nel rispetto delle regole, basta vedere come hanno recintato “. Il cantiere era stato aperto meno di un mese fa, era stata eseguita una pulizia e montata la gru, altre testimonianze di vicini di casa hanno messo subito in evidenza che tutti gli operai indossavano i caschi mentre lavoravano. Si tratta del terzo cantiere che la ditta Edilfabio ha realizzato a Sottomarina, gli altri due sono relativi al Hotel Roma e in via Dorema ( per i Buleghini). Si pensa comunque ad un malore, i colleghi di lavoro del poveretto si sono dichiarati affranti e avrebbero dichiarato che l’uomo non era uso a bere alcolici.