domenica 22 gennaio 2017

IN CENTINAIA ALLA MARCIA PER LA PACE DA CHIOGGIA A SOTTOMARINA


Le parole di Papa Francesco hanno motivato ulteriormente la marcia per la pace organizzata oggi dalla Diocesi di Chioggia, dipanatasi dal campo antistante il Duomo fino alla chiesa di San Martino a Sottomarina, dove le centinaia di partecipanti sono attese dal vescovo Adriano Tessarollo in merito ai temi della non violenza. Nelle prime file moltissimi bambini, con i genitori e gli educatori cattolici, assieme all'Azione Cattolica e alle altre comunità laicali; protagoniste le grandi bandiere arcobaleno, striscioni e canti di gruppo con numerose frasi contro la guerra, la discriminazione, il femminicidio e le devastazioni ambientali.

sabato 21 gennaio 2017

I VOLONTARI DI CHIOGGIA PORTANO ALIMENTARI A VISSO NELLE MARCHE TERREMOTATE


Spedizione marchigiana oggi per un gruppo di volontari di Chioggia, diretti a Visso (Macerata) una delle città terremotate lo scorso autunno. Generi alimentari, frutta e vino sono stati recapitati alle autorità locali, che hanno ringraziato Chioggia per la sua generosità e sensibilità. Tra le imprese che hanno contribuito alla raccolta di beni: Lattebusche, impresa edile Chieregato, Colorificio Fabris, Euro Color 2000.

INAUGURATO STAMANE A BORGO SAN GIOVANNI L'EMPORIO DELLA SOLIDARIETÀ


Una discreta folla ha accompagnato stamane l'inaugurazione dell'Emporio della Solidarietà in via Berlinguer a Borgo San Giovanni, fortemente voluto dalla Caritas diocesana e realizzato grazie alla collaborazione con molte fondazioni, imprese, enti del territorio. Alla presenza dell'assessora regionale all'assistenza sociale, Manuela Lanzarin, si è tenuta una conferenza nell'aula magna del vicino istituto tecnico Cestari-Righi per illustrare i contenuti dell'iniziativa e le modalità di fruizione dell'esercizio da parte di chi ne ha diritto: sempre più sono chioggiotti e italiani -una stima in altre città parla del 65% di utenti- oltre alle prevedibili difficoltà di alcuni stranieri.

L'emporio era già aperto da novembre, e già conta i primi utenti: «Ad oggi circa 200 nuclei familiari locali si servono dell'emporio», dice l'avvocato Giuseppe Boscolo, nelle vesti di volontario della Carità Clodiense. «Un mese fa ammontavano a un centinaio, pensiamo che la cifra sia destinata a salire. Le famiglie arrivano con una tessera recante punteggio, da un minimo di 25 a un massimo di 120 a seconda della situazione specifica. Il punteggio viene attribuito dai centri di ascolto della Caritas, che comunica all'emporio i dati. Dovrebbero essere assistite per un periodo non superiore ai sei mesi, che può essere rinnovato per altri sei: l'idea è di un aiuto temporaneo, non permanente, legato ad esempio alla perdita del lavoro». Non ci sono tutti i prodotti dei supermercati, ma ci si concentra sui generi di prima necessità: pasta, olio, riso, pomodoro, tonno. Gli utenti sono accompagnati da un volontario tra gli scaffali e fino alla cassa, dove vengono scontati i punti: «C'è una qualche corrispondenza tra un punto della tessera e un euro di ipotetica spesa», continua Boscolo. «Gli utenti non possono consumare in un'unica volta l'intero punteggio loro assegnato, si incentiva il consumo nell'arco di un mese attraverso almeno due o tre spese». L'emporio è aperto dal lunedì al venerdì soprattutto di mattina, con orario 9-11, e un rientro pomeridiano a settimana.

Don Marino Callegari della Caritas ha introdotto il discorso parlando del «gesto di condivisione e di consapevolezza da parte della diocesi, che offre una riflessione e una prassi». Dopo il centro di accoglienza per senza fissa dimora inaugurato in estate, prosegue l'azione della Caritas a contrasto delle vecchie e nuove povertà, nel quadro del Giubileo della Misericordia (“dare da mangiare agli affamati” come precetto). Il pensiero che ha portato all'emporio è la collaborazione tra varie realtà -compreso il contributo dell'8 per mille- dal no profit al commercio equo e solidale, dal banco alimentare al centro di solidarietà Dupuis, dall'Azione Cattolica agli scout, dalle amministrazioni locali alla Fondazione Clodiense, dall'Unione Europea ad imprese come Terra Viva che garantiscono la frutta e la verdura. «Ci ritroviamo assieme in questi tempi non facili ad affrontare i problemi delle persone: casa, lavoro, povertà, cibo, salute, istruzione e i fenomeni migratori, sui quali dobbiamo confrontarci in tempi brevissimi tra comunità cristiana e comunità civile. Si parte da un luogo, quello della spesa, che genera una riflessione sul cibo, la salute e lo spreco: l'idea porta all'azione, dall'azione nasce l'arte dello stare assieme nella città, nel quartiere. La politica».

Il vescovo Adriano Tessarollo ha ringraziato chi ha contribuito a costruire le opere di carità: «Siamo in un periodo in cui, come Chiesa, siamo più orientati a vendere che a comperare. Ma in questo caso si tratta di un investimento essenziale dell'essere Chiesa, come sottolinea Papa Francesco. Le strutture di esercizio della carità richiedono modalità nuove, che vadano in contro a situazione reali, conosciute, che non favoriscano il permanere stabile nel disagio senza la volontà di uscirne. Dopo la casa-famiglia di calle Voltolina, il centro di assistenza disabile a Porto Viro, quello per i minori al Buon Pastore di Sottomarina, ora questo emporio è la quarta realtà che la diocesi mette in piedi grazie alla carità giubilare. Il volontariato è necessario per gestire quotidianamente questi spazi dove prendersi cura del prossimo nel bisogno, come insegnamento cristiano: fondamentale che ogni persona rispetti la propria dignità».