Non accenna a venir meno la "non collaborazione" dei piloti degli autobus Actv di linea 80, e anche la pazienza degli utenti della tratta che collega Chioggia a Venezia ha passato il segno. Da settimane ormai alcune corse saltano senza preavviso, lasciando a terra per almeno un'ora molti lavoratori e studenti, anche gli stessi autisti: il motivo, come è noto, è la prossima privatizzazione della linea, con rischi di ricadute occupazionali. Così il personale di terra rifiuta prestazioni straordinarie o fuori contratto; ma tra i lavoratori serpeggia la voce che questa manovra non sia priva di situazioni pregresse. Succede infatti che i mezzi di riserva, pure presenti nei depositi al quartiere Pertini di Mestre e a Marghera, non vengano messi in strada a coprire eventuali corse mancanti perché un accordo tra sindacati e Actv li vincola all'uso dei soli dipendenti di Chioggia: pertanto diventa impossibile usufruirne da parte degli altri autisti che volessero fare ore di straordinario concordato. La gestione di questa pratica è il nodo attorno al quale gira la faccenda, dato il timore di perdere questi benefici (e le ricadute in denaro) nel prossimo futuro sotto la società veronese che ha vinto l'appalto dopo l'esternalizzazione.
A tal proposito, ci piacerebbe ricevere delucidazioni dal segretario Filt Cgil, Valter Novembrini: ma questi non risponde alle ripetute sollecitazioni via messaggio che Chioggia Azzurra gli ha lanciato per spiegare la posizione del sindacato. Peccato, un'occasione perduta.
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