È arrivato ieri pomeriggio il responso del TAR relativo all'abuso edilizio compiuto da Socogas per una rampa dell'impianto gpl in costruzione a Val da Rio. Ed è negativo per l'azienda parmigiana: il Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto ha infatti bocciato il ricorso avverso il provvedimento del Comune di Chioggia, che aveva riscontrato l'interramento di un fossato e la creazione di un piano interrato di circa 250 metri quadrati, senza autorizzazione comunale. Il TAR di Venezia ha giudicato il ricorso di Costa Bioenergie “privo di sufficienti elementi di fondatezza”, dal momento che l'impresa doveva utilizzare la via prevista dal progetto autorizzato e non crearne una ex novo e assente nella planimetria. Vale ricordare che questo ricorso è svincolato da quello principale, promosso da Socogas contro l'ordinanza di stop ai lavori che il Comune aveva emanato su spinta della Sovrintendenza, per il mancato rispetto dei vincoli paesaggistici: in merito il TAR aveva concesso la sospensiva e pertanto le opere edilizie per terminare il deposito sono riprese.

Dai, chissà che questo sia il primo segnale positivo che porti ad una soluzione buona della vicenda. Mi auguro che essa si concluda presto, perché non se ne può più. E non se ne può più non tanto per la rabbia di vedere Roma che decide per noi e sulla nostra testa, ma soprattutto per la vergognosa strumentalizzazione che della triste vicenda è stata fatta qui in città.
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