lunedì 4 settembre 2017

IL SALVATAGGIO DI UN SURFISTA RIAPRE LA QUESTIONE DEGLI SPAZI ACQUEI PER LE ATTIVITÀ SPORTIVE

Al volgere della stagione balneare, che si spera termini il più tardi possibile, è da registrare ieri mattina il quasi salvataggio di un surfista in difficoltà, da parte di un bagnino che non ha potuto provvedere anche al recupero della tavola, non essendo consentito dai regolamenti. Eppure il kite surf, il sup e altre attività sportive possono essere forme di turismo da apprezzare e amplificare: «Una spiaggia come la nostra, dopo anni, non ha ancora trovato spazi adeguati a queste attività nautiche», dice il presidente di Ascot Giorgio Bellemo. «Servono corridoi delimitati fino a 350 metri dalla costa, fuori dalla balneazione. Ma da un lato i concessionari fanno i furbetti, dall'altro i venditori ambulanti -anche quelli regolari- intralciano i percorsi. Questo perché dovrebbero avere banchetti al massimo di 2 metri e mezzo e non possono depositare la merce per terra, regole puntualmente aggirate». L'auspicio di Bellemo, al quale ci sentiamo di aggregarci, è che l'amministrazione comunale e gli operatori trovino una location riservata a queste attività.

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