15/4/2023
Uno tra i problemi più urgenti del nostro territorio è la risalita del cuneo salino. L’acqua salata del mare entra nei corsi dei fiumi e s’infiltra nei terreni arrivando alle falde e compromettendole.
Basti pensare che con una salinità pari al 5permille muoiono la maggior parte dei microorganismi che hanno il loro habitat nell’acqua dolce.
La conseguenza è che tutti gli esseri per i quali tali microorganismi costituiscono alimento, primo gradino di una catena alimentare, non possono più cibarsi, finendo con lo scomparire. Parliamo di insetti, rane, tartarughe e tanti altri.
Una salinità pari al 5 per mille provocherebbe una perdita incommensurabile di biodiversità, una cosa insostenibile.
Brenta e Adige sono i fiumi che interessano il nostro territorio per l’irrigazione dei campi, entrambi privi di un’adeguata protezione per l’intrusione marina.
Lo sbarramento sul Brenta contro la risalita del cuneo salino è in stand by a causa dell’aumento del costo delle materie prime che ha reso necessario il dover reperire una decina di milioni di euro, non bruscolini, per adeguare i costi preventivati a quelli attuali.
Realizzare l’opera è più che mai urgente, i territori rischiano la desertificazione e le produzioni sono a rischio.
Lo sbarramento trasformerebbe il fiume Brenta in un invaso ricco d’acqua dolce, in grado di trattenerla rallentando il suo defluire al mare e impedendo all’acqua salata di risalire.
Il comune di Chioggia ha accantonato i fondi mancanti, integrando la cifra iniziale, ora tocca alla Regione e al Ministero recuperare l’integrazione necessaria per dare il via a lavori improcrastinabili.
L’anno scorso i danni sono stati notevoli, i lavori devono partire il prima possibile.
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