ORE DI ATTESA PER IL RECUPERO DELLA SALMA
È morta per cause naturali Checchetto Ornella, la donna di 63 anni trovata senza vita ieri mattina all’interno del proprio appartamento, all’ultimo piano del condominio Edera di via Domenico Schiavo, a Chioggia. Il pubblico ministero dopo aver valutato le circostanze del decesso ha disposto la restituzione della salma ai familiari.
La donna, che avrebbe compiuto 64 anni nel mese di agosto, non era originaria di Chioggia ma di Mirano. Dopo una carriera negli uffici della Regione, era andata in pensione. Laureata in Storia antica, viveva sola.A far scattare l’allarme è stato l’addetto dell’impresa incaricata delle pulizie condominiali. Durante il consueto intervento settimanale, effettuato tutti i giovedì, ha avvertito un forte odore provenire dall’abitazione. Dopo aver suonato più volte senza ottenere risposta e dopo aver chiesto informazioni agli altri condomini, ha contattato l’amministratore dello stabile, che ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco.
Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, i carabinieri, Nell’appartamento, aperto con difficoltà, è stato trovato il corpo della donna, deceduta con ogni probabilità diversi giorni prima del ritrovamento. Giorni con temperature altissime. Secondo quanto emerso, la pensionata soffriva di un grave disturbo da accumulo compulsivo. L’abitazione era completamente ingombra di borse, di sacchi e materiali di vario genere, accumulati in grandi quantità. Il corpo è stato rinvenuto sotto parte di questo materiale, una circostanza che avrebbe reso particolarmente difficili le operazioni di recupero.
La sorella della donna, Andreina, residente fuori Chioggia e impiegata a Marcon, è stata avvisata dell’accaduto e ha raggiunto immediatamente la casa di Ornella. Al suo arrivo ha trovato le forze dell’ordine operative, ma ha vissuto lunghe ore di sconforto in attesa del recupero della salma.Nel pomeriggio, oltre ai carabinieri rimasti a presidiare l’appartamento, erano presenti anche gli addetti dell’impresa di onoranze funebri, che hanno assistito Andreina per tutta la giornata. Un sostegno che la donna ha voluto sottolineare con gratitudine.
Il recupero si è rivelato complesso non solo per le condizioni dell’abitazione, ma anche per lo stato dell’ambiente interno. Gli operatori dell’impresa funebre hanno tentato di entrare nell’appartamento, ma non ci sono riusciti in quanto non riuscivano a respirare. Le dotazioni normalmente utilizzate dalle onoranze funebri, come mascherine filtranti, tute leggere e copriscarpe, non erano sufficienti per affrontare una situazione così complessa. È stato quindi necessario attendere l’intervento dei vigili del fuoco, che prima di entrare hanno dovuto indossare dispositivi di protezione specifici, integrali.
La stessa sorella descrive la donna come una persona molto riservata, con difficoltà nei movimenti e molto solitaria. Nelle frasi dette dai vicini negli ultimi tempi appariva spesso assorta nei propri pensieri: talvolta si sedeva sui gradini del condominio prima di salire in casa e aveva progressivamente smesso di salutare le persone che incontrava.
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