
Un campo sportivo a due passi dall'oratorio, ma i bambini che frequentano
la parrocchia non ci possono andare. E' il paradosso di Borgo San
Giovanni dove la “guerra” per gli impianti sportivi sta facendo emergere
anche particolari poco edificanti e qualcuno finisce per perdere le staffe.
Per spiegare cosa sta accadendo è necessario un riassunTo delle puntate
precedenti.
Pochi mesi fa il comune pubblica un bando per affidare la gestione della
struttura sportiva di Borgo San Giovanni, realizzata durante la prima
amministrazione Guarnieri (2001 circa). Da allora la struttura era sempre
stata gestita dai LIONS, presidente Rossano Boscolo Gioacchina, una
compagine che si è distinta, in tutti questi anni, raggiungendo lusinghieri
risultati sportivi, di livello nazionale.
Al bando partecipano i Lions, la società di Borgo e anche la Clodiense. Per
una manciata di punti vince la società di Borgo, gestita da Gimmi Sambo,
molto attiva, ma con risultati sportivi di gran lunga inferiori a quelli dei
Lions. Basti pensare che è iscritta al campionato csen con squadre tipo
BIRRETTA TEAM: un po' di autoironia non guasta mai.
Ma la società di Borgo è nota anche, guarda caso, perchè pare aspirasse
alla gestione di un futuro impianto sportivo, sempre in quel di Borgo, del
costo di 600.000 euro che, in parte, avrebbe dovuto essere utilizzato anche
dal tennis club. Un progetto che era ben più di una promessa visto che,
se vogliamo dare un valore ai simboli, l'investimento comunale era stato
annunciato in pubblico, sull’altare della chiesa di Borgo San Giovanni,
dall'assessore allo sport, Narciso Girotto, in persona.
Forse anche per quell'impianto avrebbe dovuto esserci un bando di
gestione, ma non lo sapremo mai, perché il progetto, almeno per un po',
causa difficoltà economiche del Comune, è stato abbandonato, e la società
del Borgo era rimasta “disoccupata”. Ma solo fino a quando ha vinto il
bando per l'impianto prima gestito dai Lions. I quali non hanno gradito
e hnno presentato ricorso al Tar che sembra orientato a dargli credito. In
termini sportivi è come se il Tar avesse concesso ai Lions un rigore che si
accingono a piazzare.

Da quando i Lions, con il loro ricorso al Tar, ormai di dominio pubblico,
hanno messo sotto scacco l'assegnazione dei campi sportivi “qualcuno”
ha iniziato a sparare sulla loro precedente gestione. Si parla di conti
non pagati, o pagati all'ultimo momento, e di condizioni precarie degli
impianti sportivi a danno, si fa intendere, dei giovani frequentatori del
posto. Ma questi giovani, che destavano tanta preoccupazione in chi aveva
partecipato con successo all'assegnazione dell'impianto sportivo, anche col
dichiarato proposito di tutelarli, ora sembrano un essere stati dimenticati.
L'altro giormo, infatti, mentre passeggiavamo per Borgo San Giovanni,
una persona, ci ha riferito che il parroco, Don Mario, sarebbe molto irritato
perché i ragazzi della parrocchia «NON POSSONO UTILIZZARE i
campi dell’associazione neppure per due ore al mese» e, per farli giocare a
calcio, devono essere accompagnati al campo di Cà Pasqua percorrendo la
pericolosissima statale Romea.
Ma come? E tutto quell’interessamento per la salute dei giovani come si
concilia con questo pendolarismo forzato?
Rosi dal dubbio siamo andati a sentire in parrocchia, dove ci hanno
confermato tutto (e anche altro). Ma quando siamo andati dal signor
Gimmi Sambo a sentire la sua versione, ha avuto una reazione, nei nostri
confronti, che dire scomposta è poco, rifiutando di fornire qualsiasi
spiegazione. E non aggiungiamo altro. Possiamo capire che il momento
sia delicato e che il gran parlare della vicenda renda nervoso qualcuno,
ma non è proprio in queste occasioni che si dimostra di essere, se non
generosi, almeno coerenti?