Nei giorni scorsi, alla sala riunioni dell'Ortomercato di Chioggia, alcuni dei principali consorzi di tutela dei prodotti orticoli veneti hanno incontrato l'assessore regionale all'Agricoltura, Giuseppe Pan, per sottoporgli le proprie valutazioni in merito alle difficoltà del settore. Sono stati affrontati i temi dei mercati, delle organizzazioni fra produttori di respiro regionale, dell'accoglienza turistica e della ristorazione, degli orti familiari e collettivi, dei rapporti di filiera fino alla grande distribuzione organizzata (chiesto un riequilibrio del potere contrattuale) allo scopo di valorizzare il Made in Veneto grazie all'Indicazione Geografica Protetta.
Alla sessione hanno partecipato i rappresentanti dei consorzi per il radicchio di Chioggia IGP, del radicchio di Treviso e di quello di Verona, dell'insalata di Lusia e di alcuni mercati alla produzione. La chiusura causa lockdown dei canali di vendita continui come gli hotel, la ristorazione e il catering ha messo in ginocchio i produttori, così pure l'esportazione: «Si è salvato il radicchio lungo - spiega Giuseppe Palo - ma il tondo è sempre più in sofferenza, a causa della compressione esercitata dal prodotto invernale marchigiano conservato in frigo, e da quello ferrarese di maggio». Necessaria più che mai una stima dei dati certi, attraverso il catasto orticolo e frutticolo regionale.


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