martedì 2 novembre 2021

EX MAGAZZINI DEL SALE, MONUMENTO ALL’INDIFFERENZA: UN ALTRO CROLLO ANCHE IERI SERA

A dicembre del 2018, dopo un lungo iter giudiziario, il demanio proprietario degli storici magazzini del sale tolse l’uso alla ditta Motonautica Nordio dei fratelli Pierluigi e Umberto Nordio in quanto, in estrema sintesi, qualcuno non si era voluto prendere la responsabilità di concedere la concessione anche sei i Nordio avevano presentato perizie ed erano pronti a prendersi la responsabilità di una riqualificazione. Il comune di Chioggia con l’allora dirigente Gianni Favaretto aveva avuto la possibilità di acquisirne la proprietà dal demanio ma non lo si volle fare per varie motivazioni di cui ne abbiamo già parlato in passato. Dopo di ché i fratelli Nordio per responsabilità morale verso i propri dipendenti e certamente anche per orgoglio personale (la Motonautica Nordio, come è noto, è una ditta storica e i fratelli Nordio si sono distinti più volte nelle competizioni motonautiche) preferirono continuare in qualche modo l’attività che svolge servizi assolutamente di rilievo nel mondo della nautica assicurando l’assistenza non solo ai pescatori e ai diportisti ma anche alle istituzioni: vigili del fuoco, capitaneria di porto e altri. Gli ex magazzini del sale nel frattempo non solo continuano a rimanere nel totale abbandono facendo “bella mostra” di sé ai tanti turisti di passaggio ma continuano a crollare,nel corso della notte scorsa c’è stato l’ulteriore crollo. A prescindere del paradosso che qualche dirigente del comune o del demanio ha preferito che vadano in rovina piuttosto che assegnarli ad un’azienda che si sarebbe preso l’onere di riqualificarli, questo esempio di pessima gestione della cosa pubblica dovrebbe far riflettere sull’importanza che hanno le imprese sul territorio, proviamo a pensare se campeggi e stabilimenti balneari, gravati da costi di smaltimento rifiuti altissimi, dovessero un giorno dare “le chiavi indietro”. Che cosa succederebbe? Lo abbiamo sotto gli occhi: costruzioni storiche in rovina e “spiagge libere” in mano a balordi e drogati.

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