La siccità sta colpendo pesantemente le realtà agricole e si prevede una perdita di soia e mais che potrebbe arrivare all’80% , mentre il cuneo salino continua ad addentrarsi arrivando a una decina di chilometri dalla foce.E tutto vede al centro i ritardi nella realizzazione dello sbarramento per il cuneo salino. Una situazione gravissima a cui si aggiungono le proteste degli associati ai consorzi e cooperative agricole che non possono irrigare le coltivazioni. Un problema di tale portata sulla cui soluzione si sta agendo con estrema lentezza si chiede chi è coinvolto direttamente.
Le organizzazioni agricole si sono incontrate lo scorso lunedì con il sindaco che si interesserà sollecitando gli enti preposti anche per il rinnovo della Valutazione di impatto ambientale, la VIA, in scadenza in questo mese.
I lavori per lo sbarramento sono bloccati dall’aumento vertiginoso dei costi delle materie prime e la richiesta della categoria è la nomina di un commissario che aiuti a velocizzare i passaggi burocratici per cominciare e terminare l’opera.
Lunedì è nato un gruppo di lavoro in cui lavoreranno in concerto l’amministrazione, le organizzazioni agricole e il consorzio di bonifica Adige Euganeo. Lo scopo è di cercare le risorse mancanti dai bandi disponibili, inclusi eventualmente quelli messi a disposizione dal PNRR.
Lo sbarramento è ora urgente e necessario, ritardi ulteriori rischierebbero di far precipitare la situazione, la risalita dell’acqua del mare potrebbe uccidere l’agricoltura per Chioggia e il Cavarzerano, fino al Piovese e se le colture restano danneggiate sarà un danno sulla disponibilità alimentare, in primis quella a disposizione della comunità.
Oltre allo sbarramento servono investimenti per ottimizzare la gestione delle risorse idriche.
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