Ieri mattina una spedizione di otto barchini guidati da pescatori chioggiotti si è unita ancora una volta alle ricerche in corso per individuare Endri Febo, il vongolaro di 53 anni sbalzato dal suo scafo una settimana fa, durante lo scontro con un altro natante analogo in piena laguna. Dell'uomo nessuna traccia, ma incastrate al centro di una piccola diga sul porto di Malamocco i pescatori hanno rinvenuto circa 30 ceste per vongole, appartenenti quasi con certezza proprio a Febo: alla "palà de le sepe" c'è una profondità anche di 54 metri, e secondo i colleghi coinvolti non è normale perdere così tante ceste senza recuperarle. Per cui viene data per assodata la loro provenienza dall'incidente, avvenuto in un canale che è come un fiume per via della velocità e scorrevolezza dell'acqua: dato l'andamento delle maree, la congettura più normale è che anche Endri abbia seguito la stessa sorte delle sue ceste, e che si sia diretto verso il mare. Le ceste intanto sono state prelevate e ricondotte in città, mentre in giornata è previsto un nuovo intervento dei vigili del fuoco con attrezzature specializzate arrivate da Firenze e fondate sul principio del sonar per scandagliare buche e cunicoli subacquei.

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