Le opere pubbliche da realizzare in veneto per la sicurezza equivalgono a una spesa di oltre 3 miliardi .
È stato stilato un elenco dalla Regione veneto in collaborazione con l’università di Padova a cui ora si deve dare una priorità calcolando per prime le situazioni che possono produrre un rischio maggiore
L’assessore all’ambiente e dissesto idrogeologico ieri ha partecipato al convegno sulla sicurezza tenutosi al Palazzo BO di Padova.
La regione si è dotata di uno strumento, image, con l’Università di Padova che, in base alle previsioni meteo, informa quali fiumi potranno esondare. Un altro strumento importante, inoltre, il Pimot che potrà rendere le previsioni di tutti gli eventi sempre più precise.
L’Assessore regionale, durante il convegno, ha anche focalizzato l’attenzione sul concetto di rischio quando protagoniste sono le opere pubbliche. “In questo caso parlo di mitigazione del rischio, cioè le opere di difesa del suolo, di sistemazione di frane, di argine, ecc.
Anche qui il termine rischio dipende da due elementi: la probabilità e la gravità del danno.
Per quanto riguarda la probabilità dell’accadimento sottolineo che questo concetto si lega a quello di previsione che non è certezza tanto che, nel Decreto legislativo 1/2018, feci inserire il concetto “probabilistico”, cioè che la Protezione Civile si occupa di previsioni e che le previsioni si basano su concetti probabilistici, che non garantiscono mai una certezza assoluta”.

Nessun commento:
Posta un commento
COMMENTA CON RISPETTO, NON IN ANONIMATO