La prefettura torna alla carica. Giusto all'indomani delle elezioni vinte da Alessandro Ferro su Giuseppe Casson, l'ufficio territoriale di governo a Venezia ha effettuato un altro “sondaggio” per provare a utilizzare la ex base militare di Ca' Bianca per alloggiare un numero imprecisato di nuovi migranti in arrivo: si ricorderà che fu l'ex sindaco allora in carica, con una lettera al ministro dell'Interno, a stoppare la sistemazione di ulteriori migranti nella piccola frazione, che già era scesa sul piede di battaglia.
Ora il secondo tentativo da parte del prefetto Cuttaia, che venerdì si è incontrato col neosindaco per definire vari aspetti dell'emergenza: sul piatto, appunto, la possibilità di creare un centro d'accoglienza “temporaneo” per gestire il picco degli arrivi. La risposta di Ferro è stata ferma: «Non capisco come si possa gestire un'emergenza creandone di fatto un'altra. L'ex caserma versa in condizioni fatiscenti e non presenta nemmeno i servizi di prima necessità». Da quanto afferma il primo cittadino, Cuttaia pensa di posizionare i richiedenti asilo in strutture prefabbricate all'esterno della base stessa, con il caldo della piena estate: siamo più dalle parti della follia che della perplessità. «Chioggia peraltro sta già facendo la propria parte», continua Ferro: l'arrivo di ulteriori individui rappresenterebbe un problema di sicurezza sia per chi già è ospite, che verserebbe in condizioni igienico-sanitarie precarie, che per i cittadini delle frazioni, il cui malcontento verrebbe automaticamente aumentato. In Italia, come sappiamo, l'aggettivo “temporaneo” ha un significato molto labile: «L'emergenza non si risolverà in pochi mesi» -osserva l'esponente del MoVimento 5 Stelle- «con conseguente incremento dei tempi di attesa».
Ferro ha ribadito la propria posizione premurandosi di fornire una documentazione tecnica alla tesi della non idoneità della struttura in questione all'accoglienza umanitaria. Spetterà comunque al prefetto decidere in coerenza alle leggi vigenti e nel rispetto della volontà della cittadinanza, ma non manca la nota polemica con «un governo che probabilmente vuole mettere in difficoltà i Comuni dove i sindaci neoeletti sono del M5S». Ferro ne ha anche per Alberto Panfilio, sindaco di Cona, dove i disordini legati alla massiccia presenza di rifugiati in attesa entro spazi angusti sono all'ordine del giorno: «Comprendiamo la sua situazione, ma additare i propri vicini chiamandoli al loro ipotetico dovere non è la strada giusta». Il sindaco di Chioggia non usa mezzi termini verso il vicino: «È anzi indice di puerile scorrettezza scaricare i problemi su un altro comune, spostando in massa un eccesso di persone. Se dopo un anno la situazione di Cona è peggiorata, forse le responsabilità sono anche del sindaco che non è riuscito a far squadra con gli altri Comuni per alleviare la situazione del proprio campo». Ferro fa presente che «ci sono Comuni veneti che non hanno alcun migrante a proprio carico, e altri che non hanno ancora raggiunto la quota massima», quindi suggerisce al collega Panfilio: «Perché non collaborare e fare fronte comune, così da avere più determinazione e influenza di fronte a un'eventuale decisione del prefetto, di modo da distribuire in modo più equo il carico su tutto il territorio provinciale?».
Nel frattempo, una possibile soluzione può venire dall'utilizzo di altri spazi presenti nel territorio comunale: la società Insieme Srl, che ora gestisce l'accoglienza all'ex ristorante Bragozzo, ha protocollato la propria richiesta al Comune di utilizzare allo scopo la Corte Salasco di Cavanella, offrendo 8mila euro al mese per la locazione con annesso servizio di sorveglianza interna ed esterna. La struttura verrebbe convenzionata a prezzi molto vantaggiosi anche per altre necessità legate alle emergenze abitative (sfratti etc.), oltre che utile all'accoglienza di associazioni del territorio, con l'uso gratuito delle sale. La società Insieme si dice pronta a pagare anche sei mesi anticipati di affitto e tre di cauzione, per un incasso immediato di 72mila euro da parte del Comune, con i quali far fronte alle prime incombenze della nuova amministrazione. Cosa risponderà la giunta di Alessandro Ferro?



