«Sono gelide quelle mattine quando, dopo la sirena
Le strade diventano il fondo del mare.
Le case isole abitate fermano la corrente
Ed i ponti, schegge di paese
Diventano i ricordi di quello che c'è ancora
Nulla si ferma e si esce
Con il salso tra le unghie
E l'acqua mangia e ferma il tempo
E forse anche i respiri
Nonostante si esce...
Ad affrontare la marea con i piedi ammollo
E gli stivali sempre troppo bassi
Orecchie puntate, occhi sbarrati
Alla ricerca di un passaggio
In quest‘oceano senza rive.
Bloccati sotto un arco per capire come gira la corrente e sperare
Che non finisca tutto entro la mattina
O che finisca tutto in un istante.
Si cercano i ricordi di quello che c'è ancora
Nulla si ferma e si esce
Con il salso tra le unghie.
E l'acqua mangia e ferma il tempo
E forse anche i respiri
Nonostante si esce...
Ad affrontare la marea con i piedi ammollo
Piedi ammollo ed acqua alta, il vento di scirocco sui camini
Come la nebbia e la luce del faro dividono il buio a metà
Bloccati sotto un arco per capire
Come gira la corrente e sperare che non finisca tutto entro la mattina
O che finisca tutto in un istante
Un solo istante!»
(Truma, "La marea", 1996/2018)
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