«(Doralice) abita qualche calle più in là, verso Vigo, dove passo apposta più volte al giorno nella speranza che mi noti. Lei fa la sarta in casa, ma a volte la vedo china sul telaio giù in calle, le dita che si muovono veloci a ricamare bianche farfalle, che sembrano subito alzarsi in volo e sfiorare i suoi capelli dai riflessi ambrati; o grappoli d'uva, che ti pare di poterli cogliere per gustare gli acini dolci e succosi; o angeli, che non possono fare a meno di avere la dolcezza del suo volto. Quando da riva San Domenico imbocco la sua calle (porto con me, sottobraccio, un'asse di legno e qualche attrezzo per fare finta che sto passando per lavoro!), noto che lei alza subito lo sguardo, come per caso, fino a incontrare i miei occhi, e torna a concentrarsi sui suoi ricami solo quando le sono a pochi passi. Allora io guardo diritto davanti a me e faccio finta di niente, ma sono certo che sta sorridendo, non fosse altro che per i commenti alquanto allusivi che sento pronunciare dalle sue amiche».
(Stelio Vianello, "A casa per sempre", 2015)

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