Il prossimo 9 giugno non andrà all'asta l'ex convento di Santa Caterina, sede per oltre 150 anni delle istituzioni scolastiche presiedute dalle suore Canossiane. La banca che detiene l'immobile, dopo il fallimento dell'impresa aggiudicataria, ha deciso di ritirare il bene dalla licitazione prevista a Mestre nel prossimo mese: lo riporta il Gazzettino, nel numero odierno in edicola.
A quanto risulta al Comune di Chioggia, che aveva votato in consiglio una mozione per provare ad aggiudicarsi il bene all'asta, quest'ultima non avrà luogo prima di 24 mesi. Secondo il quotidiano, le motivazioni che avrebbero spinto l'istituto di credito a ritirare dall'asta l'ex convento fondato nel Trecento e il coro ligneo settecentesco risiedono nelle numerose manifestazioni d'interesse che i privati e lo stesso Comune hanno avanzato: si parla infatti di sei imprese in sopralluogo negli spazi abbandonati da vent'anni, la stessa operazione compiuta ieri dalla Sovrintendenza.
Se tanti erano rimasti allettati dalle cifre decisamente basse per l'offerta, ovvero 711mila euro, non è escluso che la banca ora punti a incamerare più denaro alzando l'asticella della quota base. Ma due anni appaiono un termine molto lungo anche per questa operazione. Le ex allieve comunque sperano che sia il Comune -o una partnership a finalità pubblica, ad esempio con l'Università di Padova- ad aggiudicarsi il monastero; circostanza invece bocciata da esponenti del centrodestra quali Gianluca Naccari e, in forma diversa, da Beniamino Boscolo. Il PD invece punta a far rientrare il complesso nell'alveo comunale, anche per spenderlo nei progetti della candidatura della città a capitale italiana della cultura 2024.



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