mercoledì 15 dicembre 2021

AUMENTANO ANCHE A CHIOGGIA I RICOVERI PER COVID, I PIU’ GRAVI SONO SEMPRE NON VACCINATI

Come nel resto d’Italia e nel Veneto anche a Chioggia è in aumento il picco di infezioni che se da una parte (per fortuna) si traduce in “semplici” quarantene precauzionali con il passaggio alle attività on line (vedi sindaco Armelao) e per la maggior parte delle persone (vaccinate e non) accusano solo lievi sintomi dall’altra aumentano i ricoveri di persone anche relativamente giovani con situazioni più serie con polmoniti.

Solo oggi almeno quattro persone tra i 45 e i 60 anni sono state ricoverate,di questi quasi tutti non vaccinati e una anziana (vaccinata) proveniente dall'istituto di riposo di Cavarzere. Dei Chioggiotti ricoverati oggi erano tutti non vaccinati, uno è con la polmonite ed è in attesa di essere trasferito, il contagio dovrebbe essere arrivato tramite i figli. 

Cavarzere sembrerebbe più colpita per quanto riguarda le infezioni, la stampa di oggi ha riportato gli inviti a vaccinarsi sia dell’attuale sindaco di Cavarzere  Munari che dell’ex sindaco Tommasi, non a caso sembra che i deliri dei no-vax abbiano molti più proseliti in quel di Cavarzere. Il risultato delle loro follie "complottistiche"  sono le morti di persone anche relativamente giovani. Vedi il 58enne di Boscochiaro morto a Chioggia  dopo quattro settimane di terapia intensiva e il 72enne di cui avevamo dato notizia qualche settimana fa, entrambi no-vax convintissimi.

Per quanto riguarda le vaccinazioni al centro di Val Da Rio tra la mattina e il pomeriggio sono state vaccinate 730 persone di cui un certo numero di prime vaccinazioni. Domani pomeriggio inizieranno un certo numero di minori tra i cinque e i 12 anni. 

L’ospedale di Chioggia e in particolare il pronto soccorso sta affrontando il picco dei contagi con notevole sforzo anche per la mancanza di medici e infermieri (problema nazionale) in questo contesto sarebbe opportuno che le persone con sintomi che non necessitano di una gestione ospedaliera urgente e che non evidenziano complessità diagnostiche  di evitare di rivolgersi al pronto soccorso.

Sintetizzando:  in una situazione del genere con il pronto soccorso assaltato da pazienti covid e/o da persone in codice rosso sarebbe opportuno per i codici bianchi rivolgersi al proprio medico di base.



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