L'ordinanza emanata dal sindaco di Chioggia Alessandro Ferro in merito al divieto di balneazione tra le bocche di porto e alle foci di Brenta e Adige non è dovuta a rilievi di inquinamento, bensì a questioni di sicurezza legate da un lato al transito dei natanti in entrata e in uscita dal porto di Sottomarina, e dall'altro alle correnti fluviali che si sviluppano alle foci dei fiumi. Lo precisa lo stesso primo cittadino a Chioggia Azzurra, confermando che tali aree non sono balneabili a prescindere.
Il provvedimento è stato diramato ieri quale atto dovuto, in seguito al monitoraggio di Arpav previsto dal decreto regionale n.47 dello scorso 19 febbraio, il cui allegato A e la tabella 5 recano quali zone interdette alla balneazione per tutta la stagione turistica, appunto, le acque comprese tra la diga di Ca' Roman e quella di Sottomarina (oltre a 20 metri a sud di questa), quelle circostanti la foce del Brenta e dell'Adige fino al confine con il Comune di Rosolina.



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