giovedì 6 gennaio 2022

COLELLI L’ENERGUMENO DI CA’BIANCA CONTINUA A PERSEGUITARE LA SUA VITTIMA

Marco Colelli, il pregiudicato che circa un mese è entrato con la forza nell’appartamento di una signora che viveva da sola nelle case ATER di Ca’ Bianca minacciando di morte lei e un amico presente, continua con la sua azione di stalkeraggio nei confronti della donna attraverso i social. Ora la diffama su Facebook, sotto lo pseudonimo Marco “Orgoglio”, accusandola di reati tutti da dimostrare, come fa su un post che conclude minacciando con “AVRO’ LA MIA VENDETTA IN QUESTA VITA O NELL’ALTRA, MALEDETTA INFAME, LURIDA”. Ora noi siamo a conoscenza delle numerose minacce che Marco Colelli ha rivolto alla donna, che durante l’intervista fatta a Chioggia Azzurra era letteralmente terrorizzata, annichilita, incapace di dire una parola mentre tremava come una foglia. Indifferente ai processi, alla galera dopo la non osservanza delle disposizioni di allontanamento e di tutte le misure cautelari prese che non hanno sortito alcun effetto, anzi afferma che “ha pagato” e quindi secondo i suoi deliri può continuare con le sue aggressioni. L’uomo, con i suoi atteggiamenti, è riuscito a far scappare gli altri condomini e, alla fine è riuscito a far scappare anche la donna, che ormai da settimane non torna al suo alloggio terrorizzata. Le pesanti minacce farneticanti che il Colelli urla ai quattro venti non sono rivolte solo alla donna, ma anche al blogger Andrea Comparato, minacciato: “ di mandarlo in ospedale per un anno con tutte le ossa rotte”. . Anche da quest'ultimo il Colelli è stato regolarmente denunciato, e poi bloccato sui social a causa dell'insistenza di un atteggiamento minaccioso. La donna però vive da sola e ha il serio timore di poter essere assalita e non solo verbalmente. La violenza verbale e psicologica che l’uomo sta esercitando è molto pericolosa, la donna in questione non dovrebbe essere lasciata sola alla mercè dell’individuo che continua a tormentarla dovrebbe essere messo in condizione di non nuocere. Che la giustizia faccia il suo corso, ma che si spicci.

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