sabato 21 gennaio 2017

INAUGURATO STAMANE A BORGO SAN GIOVANNI L'EMPORIO DELLA SOLIDARIETÀ


Una discreta folla ha accompagnato stamane l'inaugurazione dell'Emporio della Solidarietà in via Berlinguer a Borgo San Giovanni, fortemente voluto dalla Caritas diocesana e realizzato grazie alla collaborazione con molte fondazioni, imprese, enti del territorio. Alla presenza dell'assessora regionale all'assistenza sociale, Manuela Lanzarin, si è tenuta una conferenza nell'aula magna del vicino istituto tecnico Cestari-Righi per illustrare i contenuti dell'iniziativa e le modalità di fruizione dell'esercizio da parte di chi ne ha diritto: sempre più sono chioggiotti e italiani -una stima in altre città parla del 65% di utenti- oltre alle prevedibili difficoltà di alcuni stranieri.

L'emporio era già aperto da novembre, e già conta i primi utenti: «Ad oggi circa 200 nuclei familiari locali si servono dell'emporio», dice l'avvocato Giuseppe Boscolo, nelle vesti di volontario della Carità Clodiense. «Un mese fa ammontavano a un centinaio, pensiamo che la cifra sia destinata a salire. Le famiglie arrivano con una tessera recante punteggio, da un minimo di 25 a un massimo di 120 a seconda della situazione specifica. Il punteggio viene attribuito dai centri di ascolto della Caritas, che comunica all'emporio i dati. Dovrebbero essere assistite per un periodo non superiore ai sei mesi, che può essere rinnovato per altri sei: l'idea è di un aiuto temporaneo, non permanente, legato ad esempio alla perdita del lavoro». Non ci sono tutti i prodotti dei supermercati, ma ci si concentra sui generi di prima necessità: pasta, olio, riso, pomodoro, tonno. Gli utenti sono accompagnati da un volontario tra gli scaffali e fino alla cassa, dove vengono scontati i punti: «C'è una qualche corrispondenza tra un punto della tessera e un euro di ipotetica spesa», continua Boscolo. «Gli utenti non possono consumare in un'unica volta l'intero punteggio loro assegnato, si incentiva il consumo nell'arco di un mese attraverso almeno due o tre spese». L'emporio è aperto dal lunedì al venerdì soprattutto di mattina, con orario 9-11, e un rientro pomeridiano a settimana.

Don Marino Callegari della Caritas ha introdotto il discorso parlando del «gesto di condivisione e di consapevolezza da parte della diocesi, che offre una riflessione e una prassi». Dopo il centro di accoglienza per senza fissa dimora inaugurato in estate, prosegue l'azione della Caritas a contrasto delle vecchie e nuove povertà, nel quadro del Giubileo della Misericordia (“dare da mangiare agli affamati” come precetto). Il pensiero che ha portato all'emporio è la collaborazione tra varie realtà -compreso il contributo dell'8 per mille- dal no profit al commercio equo e solidale, dal banco alimentare al centro di solidarietà Dupuis, dall'Azione Cattolica agli scout, dalle amministrazioni locali alla Fondazione Clodiense, dall'Unione Europea ad imprese come Terra Viva che garantiscono la frutta e la verdura. «Ci ritroviamo assieme in questi tempi non facili ad affrontare i problemi delle persone: casa, lavoro, povertà, cibo, salute, istruzione e i fenomeni migratori, sui quali dobbiamo confrontarci in tempi brevissimi tra comunità cristiana e comunità civile. Si parte da un luogo, quello della spesa, che genera una riflessione sul cibo, la salute e lo spreco: l'idea porta all'azione, dall'azione nasce l'arte dello stare assieme nella città, nel quartiere. La politica».

Il vescovo Adriano Tessarollo ha ringraziato chi ha contribuito a costruire le opere di carità: «Siamo in un periodo in cui, come Chiesa, siamo più orientati a vendere che a comperare. Ma in questo caso si tratta di un investimento essenziale dell'essere Chiesa, come sottolinea Papa Francesco. Le strutture di esercizio della carità richiedono modalità nuove, che vadano in contro a situazione reali, conosciute, che non favoriscano il permanere stabile nel disagio senza la volontà di uscirne. Dopo la casa-famiglia di calle Voltolina, il centro di assistenza disabile a Porto Viro, quello per i minori al Buon Pastore di Sottomarina, ora questo emporio è la quarta realtà che la diocesi mette in piedi grazie alla carità giubilare. Il volontariato è necessario per gestire quotidianamente questi spazi dove prendersi cura del prossimo nel bisogno, come insegnamento cristiano: fondamentale che ogni persona rispetti la propria dignità».

2 commenti:

  1. Ottimo lavoro marchiato CARITAS la parte piu attiva della chiesa Cristiana.

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  2. Mao Tse-tung asseriva: "non diamo il pesce per sfamare il popolo (facendo appunto caritas), diamo loro la canna da pesca ed insegnamogli a pescare"...
    Ma siccome non gli si da ne canna da pesca e men che meno pesce, la pietas di qualcuno fa da Caritas... Brava Caritas, me ne compiaccio. Vorrei solo che ciò fosse esteso anche a coloro che non beneficiano ne di ius solis...e ne di ius sanguinis
    Have a nice day

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