venerdì 13 marzo 2020

ALTRI CONTAGIATI A CHIOGGIA: UN PAZIENTE IN RIANIMAZIONE E DUE CONIUGI. APPELLO DI UNA DONNA POSITIVA AL VIRUS: «STATE A CASA»

La giornata di ieri è stata una delle più nere per Chioggia da quando è iniziata l'emergenza da Coronavirus. Sono ben quattro infatti i casi di contagio verificatisi in città, e trattati dagli ospedali dell'ULSS 3 Serenissima: tre persone sono state ricoverate al reparto Malattie Infettive di Dolo, dove vengono trasferiti i pazienti infetti del Clodiense.
Tra essi, anche una coppia di marito e moglie. Più grave il quarto paziente, ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva all'ospedale di Chioggia, che rimane a disposizione per i casi più impegnativi fra i cinque fenotipi segnalati (forma lieve, tosse, febbre, polmonite, polmonite interstiziale). Al nosocomio clodiense è ancora ricoverata una donna di 90 anni, in isolamento nel reparto di Geriatria. Rimangono invece stazionarie, nella loro gravità, le condizioni di don Massimo Fasolo, il parroco di Valli e Conche ricoverato in terapia intensiva all'Istar 3 del policlinico di Padova.
Intanto la donna chioggiotta di 63 anni, positiva e ricoverata a Dolo, della quale ieri era stato pubblicato il grido di vitalità e speranza, attraverso Chioggia Azzurra intende lanciare un appello ai lettori e agli ascoltatori: «Essere positivi al Covid-19 non è una colpa. Non ho fatto nulla per andarmela a cercare. Al Pronto Soccorso di Chioggia sono stata curata prontamente da medici molto competenti, e tutto il personale sanitario è stato non solo professionale ma molto gentile, generoso e incoraggiante.
Siamo una famiglia corretta, dunque appena conosciuta la mia positività, sia mio marito che io abbiamo prontamente avvisato i rispettivi datori di lavoro e colleghi. Io sto bene, combatto con coraggio e dignità, sono curata splendidamente anche a Dolo e devo solo aspettare che passi. Ma in questa battaglia ci siamo tutti. Serve un rispetto rigido delle regole. Anche se è permesso, non uscite a correre o a passeggiare: il mostro resta nell'aria a lungo, non è pericoloso solo il contatto con le mani! Restate a casa! Tantissimi sono asintomatici o quasi, chi esce è potenzialmente fonte di contagio: restate a casa, tutti, davvero!»

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